Un videogiocatore confuso: Hardcore e Casual gamer, sono la stessa persona?

7 feb 2012 di

Un videogiocatore confuso: Hardcore e Casual gamer, sono la stessa persona?

Non ci sono più i videogiocatori di una volta

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Non prendete questo articolo troppo seriamente. L’ho scritto giusto per farvi e farmi qualche domanda, per sfogarmi e scrivere qualcosa di diverso dal solito. Cercherò, probabilmente anche in modo un pò confusionario, di capire cos’è cambiato nel mondo videoludico e di rispondere, almeno parzialmente, all’annosa domanda: dove stiamo andando noi videogiocatori?

Il mercato videoludico generale ha visto, negli ultimi 15 anni, una grande espansione trasformandosi da mercato di nicchia ad un vero e proprio fenomeno commerciale esattamente come quello musicale e cinematografico. Tale esplosione però ha fatto si che il nostro hobby preferito prendesse nuove abitudini solitamente riscontrabili in tutto quei settori che avevano ormai raggiunto il mercato di massa. Mentre prima potevamo contare su prodotti pensati per i veri appassionati e realizzati con orgoglio e sfida da parte degli sviluppatori, ora il Dio denaro regna sovrano e con il mercato allargato alla massa (acquirenti che giocheranno solo per un periodo limitato o che usufruiranno del media raramente e in maniera casuale) lo scopo unico della maggior parte dei produttori è diventato quello di vendere; non che prima fossero immuni ai risultati commerciali, ma avete capito cosa intendo.

Uno dei problemi che personalmente riscontro sta, pensate un po’, proprio nei vecchi videogiocatori. Sui forum, punti di ritrovo o pagine Facebook, possiamo vedere tanti cosiddetti hardcore gamers che si lamentano dell’appiattimento del mondo videoludico moderno. Tuttavia proprio loro sono a volte i primi ad annunciare l’acquisto dell’ennesimo titolo seriale o del classico FPS uguale a mille altri lasciando, ahimè, sui scaffali alcune perle che, per fortuna, continuano ad uscire. Come il “vecchio” Little King Story o il recente Rayman Origins, giusto per citarne alcuni. Si buttano senza pensarci due volte sull’ultimo episodio di The Elder Scrolls, (titolo magnifico per carità, anche se con alcune meccaniche ormai vecchie di oltre 10 anni) mentre solo in pochi hanno cercato di affrontare l’avventura da vero “giocatore di una volta” proposta dall’intrigante Dark Souls.

no such thing as a casual gamer

Sempre i cosiddetti hardcore gamer hanno passato anni a prendere in giro i giocatori casuali nati col Wii (a dire il vero sono nati con la prima Playstation, aumentati con Ps2 e poi solo esplosi con l’ultima console Nintendo) e li hanno accusati di far morire i generi tradizionali in favore di casual game stupidi e privi di una vera sfida. Anche in questo caso, chi frequenta i forum lo sa: la realtà risulta leggermente diversa visto e considerato che i primi a comprare il Kinect, periferica che allo stato attuale risulta utile solo per giochi casual di ballo o di gruppo, sono stati proprio i videogiocatori duri e puri. Stesso discorso con il Motion Plus (periferica sconosciuta ai casual). Cosa sta succedendo quindi? Forse gli hardcore di oggi non sono più quelli di una volta? E’ il caso di creare una terza fascia di giocatori che vada ad inserirsi fra quest’ultimi ed i casual? O magari abbiamo sbagliato in passato a fare classificazioni invece di considerare tutti videogiocatori e basta?

Casual Gamers

Queste domande, forse confuse e sicuramente non condivise da tutti, a me sorgono spontanee. L’hardcore gamer si rende, a volte, anche colpevole di arroganza. Nei vari punti di ritrovo discute per ore sulle scelte sbagliate dei produttori, si interroga sull’utilità di WiiFit e non capisce come mai la ragazzina che compra Giulia Passione Veterinaria abbia ormai un peso per gli addetti ai lavori, paragonabile al suo… ma non si accorge che, comprando parecchio usato, arraffando molti titoli in super sconto su vari siti internet e, diciamolo, facendo ricorso a volte pure alla pirateria, lui non è più l’acquirente che fa guadagnare a chi i videogiochi li produce o, almeno, non  è più il solo. Comprare a prezzo pieno solo qualche collector edition di dubbia utilità (che viene fatta proprio per fregare loro) e l’ultimo episodio del famoso FPS non basta se dall’altro lato abbiamo chi acquista cagate per DS a 10€ in più di un ottimo titolo o se continuano ad accaparrarsi Mario Kart e Wiifit a prezzo pieno dopo svariati anni. Mi dispiace ma è così. Scusate se, magari, certe frasi vi hanno contrariato, ma ho voluto semplicemente esprimere, di getto, un parere personale sulla questione.

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  • Giacomo

    l’hardcore gamer andrebbe protetto invece che criticato,  altrimenti tra un pò potremo solo giocare a giochi per tablet e smarthphone , Kinect , move epoco altro!!

  • Matteo Baleani

    Devono però stare attenti secondo me. Non escluderei che distruggendo il mercato dell’usato con codici ecc si potrebbe spingere qualcuno verso la pirateria.

  • Matteo Baleani

    arriverà un articolo/sfogo anche su questo

  • Biancioz

    Sfogo totalmente comprensibile Matteo.
    Certo che è indubbio che oggigiorno con questa disperata corsa all’usato e all’occasionissima sui vari stores (ebay, zavvi etc) l’hardcore puro si è pure “annacquato” come giustamente scrivevi.
    E’ un mezzo hardcore che in realtà aspetta solo l’occasione buona per prendere l’ennesimo sequel.
    E’ chiaro che ci sarebbe proprio da cambiare l’intero processo di distribuzione e commercializzazione dei videogiochi(cosa che imho avverrà presto), perchè per publishers, distributori e software houses oggi il vero prossimo nemico da abbattere è l’usato…

  • Kisaku

    Bisogna sapere scegliere sui proprio gusti e non guardare recensioni pagate di vari siti web.
    Matteo ha detto bene. Comprare cose come Kinect e C. e’ come dire di essere un casual. Ma il problema di fondo e’ che oramai ci sono al 90% prodotti serializzati e senza anima….

  • SimoneCognome

    Bella riflessione Matteo!

    un problema secondo me è proprio che tutti quelli che criticano, nel giro di pochi mesi al massimo un anno, compreranno comunque i giochi districandosi tra i vari zavvi/ebay etc… E’ diventata un’ossessione compulsiva solo per acquistare. Hanno creato le “sleepers Hit” che per me si traducono nel “meno peggio”. Sento da podcast blasonati che Crysis 2 è un gran gioco… Allora o mi devo ritirare a vita d’asceta oppure ho buttato 20 anni di videogiochi nel cesso, ci può anche stare, ma ci stiamo accontentando.

  • Turturroismyfriend

    Ormai il vero genere imperante è il mothercore gamet,ovvero il giocatore cuoredi mamma:
    Con tutti sti titoli che ti dicono cosa fare e dove andare, non poteva che finire così.

    PS: bello sfogo.

    Minki mouse.

  • (@_@’)

    E’ il caso di creare una terza fascia di giocatori che vada ad inserirsi fra quest’ultimi ed i casual? O magari abbiamo sbagliato in passato a fare classificazioni invece di considerare tutti videogiocatori e basta?La seconda che hai detto. 

  • Fabio “Drizzt” Di Felice

    “O magari abbiamo sbagliato in passato a fare classificazioni invece di considerare tutti videogiocatori e basta?”

    This!
    Ormai videogiocare è diventato – fortunatamente- una pratica comune.