Zelda: Skyward Sword, illuminaci tu!

21 dic 2011 di

Zelda: Skyward Sword, illuminaci tu!

The Legend Of Zelda torna con un nuovo capitolo e ci risveglia dal coma!

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Questa recensione arriva dopo alcune settimane dall’uscita di Skyward Sword perchè prima di esprimere un parere su di un titolo così importante era, secondo me, necessario completarlo al cento per cento o quasi. Come il buon vino, ogni episodio della saga di Zelda ha bisogno del giusto tempo per fermentare e, una volta arrivato il momento, esce in tutti i negozi pronto per essere assaggiato, senza temere confronti col passato. Icona stessa del videogioco, insieme a Mario, la saga non ha mai sbagliato un colpo e quasi tutte le sue apparizioni hanno lasciato un segno indelebile nella storia. Il carico di responsabilità sopra questo nuovo prodotto Nintendo era molto grande. Ci si aspettava il canto del cigno per la loro ultima console da casa, attendevamo di vedere una certa rivoluzione o almeno evoluzione per quello che riguarda la struttura della saga e in più, Skyward Sword, doveva dimostrare a tutti che il Motion Plus non è solo un accessorio per giocare all’ultimo Wii Sport.

Come un buon vino, questo gioco non va giudicato in fretta, bisogna prima assaggiarlo bene, capirlo, sentirlo. Infatti l’avventura di Link parte col freno a mano tirato, disseminando parecchi filmati e lunghe conversazioni (ovviamente tutte testuali come da tradizione) durante le prime fasi di gioco. I game designer introducono molto lentamente le varie abilità e, prima novità di questo episodio, il mondo non è più liberamente esplorabile ma risulta schematico, più lineare. Oltrenuvola, la vostra città che fluttua nei cieli, è l’unico posto esplorabile insieme ad altre piccole isolette volanti sparse lì intorno. Tutto il gioco si svolgerà poi in tre aree immense situate sulla Terra. Questo nuovo Zelda quindi, diversamente dal passato, non vi dà libero accesso o quasi a tutte le aree già dall’inizio (salvo poi bloccare l’ingresso ad un dungeon per la mancanza di un oggetto o abilità) ma le renderà disponibili mano a mano che avanzerete nell’avventura portando la struttura di gioco su di un piano più lineare. Probabilmente tale scelta è stata dettata in parte dalla trama che prevede un mondo sopra le nuvole ignaro dell’esistenza della Terra ma anche dal marketing Nintendo che, con una struttura meno dispersiva, forse spera di avvicinare alla saga anche alcuni dei casual gamer che è riuscita a raccogliere grazie al Wii.

L’altra novità sostanziosa di questo Skyward Sword riguarda, ovviamente, il sistema di controllo. L’utilizzo obbligatorio del Motion Plus ha permesso ai tecnici Nintendo di realizzare un sistema di attacco con la spada che prevede la mappatura uno a uno del vostro braccio. Questa cosa, all’apparenza più “scenografica” che altro, in realtà, dona ai combattimenti uno spessore e un coinvolgimento che viene limitato solo dall’intelligenza artificiale dei nemici (non eccelsa ovviamente) e fa ben sperare per un implementazione futura con meccaniche maggiormente incentrate sull’uso della spada e nemici più intelligenti. Sempre con l’ausilio del Motion Plus è ora possibile comandare la maggior parte degli oggetti in stile Twilight Princess solo che, in Skyward Sword, si è deciso di usare il giroscopio al posto del puntatore. Tale scelta l’ho trovata azzeccata per comandare oggetti volanti come lo scarabeo e per lanciare le bombe (con tanto di effetto) ma onestamente mi è sembrata meno utile per gestire il mirino della fionda e dell’arco a causa di una minor reattività. Altri cambiamenti degni di nota riguardano l’introduzione di una maggior componente RPG dettata dalla possibilità di acquistare medaglioni con vari poteri e di potenziare le armi e pozioni salvo prima aver recuperati i materiali o gli insetti necessari. Da notare come Link, in questa sua nuova avventura, risulti per la prima volta, come un eroe già “fico”.  A differenza del passato dove era spesso un anonimo abitante di uno sperduto villaggio se non addirittura un emarginato con problemi vari (vedi Ocarina Of time) quì il nostro eroe è già conosciuto da tutti ed in molti si aspettano grandi cose da lui. Anche la principessa Zelda è diversa dal solito: non solo (ma era già successo) fa capolino varie volte durante la storia, ma in questo episodio risulta anche estremamente caratterizzata.

I vari capitoli di Zelda sono spesso considerati intoccabili, tuttavia ogni episodio possedeva almeno quelle due tre cose che, la maggior parte di noi, avrebbe voluto fossero realizzate in maniera un pò diversa. Skyward Sword non fa eccezione. A differenza del passato quì possiamo trovare una varietà di ambientazioni nettamente inferiore. Il numero di dungeon e le varie “missioni” sono le medesime ma tutte si svolgeranno in sole tre aree (foresta, terra dei vulcani e deserto). Ci saranno da fare sempre cose diverse, in modo alternativo ed in posti differenti, ma le ambientazioni di fondo saranno comunque le stesse. Tale caratteristica porta con sé un’altro difetto del nuovo Zelda: il backtracking. Non pensate di dover andare avanti e indietro nello stesso luogo come accade in alcuni giochi, tuttavia vi capiterà di dover passare più volte nello stesso punto del livello per raggiungere un posto differente. Detto questo, va sottolineato come Nintendo sia stata veramente maestra nel mantenere comunque vivo l’interesse apportando il più delle volte delle vere e proprie “modifiche” al percorso oppure agevolando il vostro cammino grazie all’utilizzo dei nuovi gadget che nel frattempo avrete trovato. Personalmente non sono rimasto particolarmente colpito dal fascino, dall’atmosfera stessa che si respira scoprendo i nuovi dungeon. Alcuni di Twilight Princess (il dungeon del ghiaccio, quello fra le nuvole e, ovviamente il ritorno al tempio del tempo) e la quasi totalità di quelli visti in Ocarina e Majora riuscivano sicuramente a stregare il giocatore in maniera più efficace.

Dopo aver descritto, nel bene e nel male, le caratteristiche, le novità e i possibili difetti che potrete riscontrare nel nuovo capitolo della saga di Zelda, passo ora ad esporre i motivi per cui, secondo il mio modesto parere, non classificare Skyward Sword come un capolavoro assoluto risulterebbe un errore clamoroso! La nuova fatica Nintendo risulta essere, senza ombra di dubbio, un titolo con 40 ore (60-70 se fate tutte le missioni secondarie e vi piace collezionare oggetti) di gioco vero, puro, intelligente e curato sotto tutti gli aspetti. Qui non passerete la metà del tempo solo per spostarvi da un punto all’altro (come Red dead redemption, Assassin’s o il bellissimo Skyrim) e non ripeterete sempre la solita cosa (Gears, COD ecc…) se non rare volte e con l’inserimento di variabili. Skyward Sword se ne frega di tutto e tutti e ci fa vivere un’avventura che dà veramente senso alla seconda parte della parola “Videogioco” in una generazione dove in molti si sono preoccupati di dare più un senso alla prima. Non voglio fare il fanboy ma è evidente come ci sia una struttura più varia ed intelligente in una singola stanza di un dungeon di questo Zelda che nell’intero percorso di un FPS medio di questa generazione. Il terzo dungeon e quello della Triforza sono talmente perfetti dal punto di vista architettonico, di idee e bilanciamento che dovrebbero essere studiati e presi d’esempio in ogni università di game design del mondo. Posso capire le persone che proprio non digeriscono il genere o magari quei videogiocatori che si divertono solo con una ristretta tipologia di prodotti ma, analizzando a freddo e senza pregiudizi il nuovo lavoro artigianale di Nintendo, non si può fare a meno di ammirarne la grandezza! Ad Oltrenuvola e sulla Terra c’è tanto da fare, ma nel vero senso della parola. Non dovrete portare un oggetto da un posto all’altro e non avrete a che fare con una serie di nemici dopo l’altra: in questo gioco si continua ad avanzare sfruttando quasi sempre una strategia nuova, un diverso gadget senza contare le volte in cui, pensando ormai di averle viste davvero tutte, verrete sconvolti dal genio Nintendo. Inutile dire che, nonostante l’immensità e la ricchezza di questa avventura, non riuscirete a lamentarvi di nessun bug (a dire il vero ne è stato riscontrato uno che presto verrà patchato ma è difficilissimo da trovare) perchè Nintendo possiede ancora, nonostante i tempi che corrono, una fase di beta testing impeccabile.

Il Wii costa 99€, una cifra irrisoria rispetto a quello che il nuovo Zelda ha da offrire, quindi, se non possedete la console Nintendo, è arrivato il momento giusto per comprarla. Non sto qui nemmeno a descrivervi l’impatto grafico, artisticamente bello ma ormai tecnicamente obsoleto, ne le meravigliose armonie sonore che vi accompagneranno durante questo lungo viaggio per il semplice fatto che davanti ad un prodotto del genere, artigianale in mezzo a tante merce sfornata a catena nelle fabbriche videoludiche, certi aspetti passano in secondo piano. Meno “poetico” e più “materiale” dei suoi illustri predecessori, Skyward Sword delizia il cervello del vero videogiocatore esattamente come un ottimo rosso d’annata fa con quello dell’esperto di vini.

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  • Matteo Baleani

    È ovvio che alla fine possono pesare gusti personali o momenti della vita particolari, esattamente come tanta gente non ama i videogiochi a 360 gradi ma solo di un certo tipo, di conseguenza potrebbero trovarsi su un diverso piano nel valutare un Zelda e giungere a conclusioni differenti. Da appassionato videoludico a 360 gradi, spesso annoiato da certe produzioni di questa generazione(a volte invece mi sono proprio sentito preso in giro) ho espresso semplicemente il mio parere dopo averlo giocato veramente a fondo.

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  • Fabio “Drizzt” Di Felice

    Eheh, credo che Matt nella sua sparata furiosa pro Nintendo, fosse
    ironico xD Anche secondo me non è un capolavoro assoluto,
    finisce per ripetersi troppe volte.

  • Paolo Savio

    Ok, finalmente è ufficiale. Non capisco un cazzo di videogiochi. ^__^

  • Fabio “Drizzt” Di Felice

    Ottima. Devo dire di essere d’accordo su molte cose. Magari ho accusato molto più di te l’inizio lento e il backtracking dei dungeon, ma rimane comunque un gioco che, nei suoi meccanismi, ha del geniale.