Ultimate Marvel Vs Capcom 3 – Metti una sera a Raccoon City con l’Uomo Ragno
C’è una legge non scritta che dice che il grado d’esaltazione di un Marvel fan nei confronti di un prodotto che contiene i suoi beniamini, è proporzionale al numero degli stessi presenti nell’oggetto in questione. Questo fattore (che potremo chiamare “Fattore X“, tanto per cadere nel citazionismo spinto), è in grado di di pigliare un ottimo picchiaduro ed elevarlo nell’olimpo dei giochi di menare, magari concedendogli la spinta necessaria per superare in volata giochi più tecnici e meno caciaroni, e assestarsi sulla vetta, con tutto il suo carrozzone colorato di personaggi folli. Questo è il caso di Marvel vs Capcom 3, fratellastro (dati i natali) dell’ottimo Street Fighter 4, ma con cui condivide, oltre a un paio di personaggi, praticamente nient’altro. Se poi, nel discorso fatto in precedenza, aggiungete una variabile che indica il grado d’apprezzamento del mondo Capcom, allora il dado è tratto: abbiamo di fronte un titolo che, alla bontà delle meccaniche, aggiunge un gusto tutto particolare dovuto dalla gioia infantile di dare vita a scontri praticamente impossibili. Un po’ come quando da piccoli si facevate scontrare Action Man col Peluche della scimmia bianca alta due volte e mezza quel poveraccio senza memoria. Più o meno. Una mezza specie.
Marvel vs Capcom 3, uscito all’inizio del 2011, metteva subito le cose in chiaro: non ci si trovava davanti a una versione più colorata di quello Street Fighter 4 che aveva fatto strage di cuori in tutti i fan dei picchiaduro bidimensionali. Questo titolo è veloce, ferale, praticamente istintivo. Studiare a memoria le combinazioni, andare a ispezionare il numero di frame dell’animazione paga fino a un certo punto: il tecnicismo passa in secondo piano rispetto a un tipo di gioco estremamente meno ragionato, se vogliamo più caciarone ma, allo stesso tempo, fatalmente selettivo. Perché la velocità d’esecuzione e una furbizia particolare, dovuta al tempismo delle mosse, sono tutto in MvsC3. Non si tratta di studiare l’avversario, conoscerne i movimenti e quindi attaccare, si tratta di pressare, aggressivi, cercando di scaricargli contro tutto quello che si ha e poi, caso mai, fare le domande. Detto così potrebbe sembrare qualcosa per cui valga la pena smanacciare sul pad, ma niente di più sbagliato. Nella trappola del “tasti a caso” potrebbero cadere solamente i novizi e, per loro, per quelli a cui non va di mettersi lì ad imparare le mosse dei personaggi, è stata pensata una modalità ad hoc: quel “Semplice” che attribuisce a ogni combinazione di tasti una supermossa. Un maledettissimo circo di luci e colori. Allo stesso tempo, però, l’esecuzione delle mosse è estremamente facile rispetto all’altro picchiaduro di casa Capcom. Solitamente basterà votarsi alla classica mezzaluna, accompagnandone l’imput scegliendo due tasti d’attacco casuali, per dare il via a una tra le tante supermosse a disposizione dei personaggi. Insomma, Marvel Vs Capcom 3 è un picchiaduro che riesce nell’incredibile compito di appagare sia il giocatore impedito sia quello navigato. Una specie di punto d’incontro. Un titolo la cui forma viene decisa dal giocatore.
Ultimate Marvel vs Capcom 3, visto che è di quello che dobbiamo parlare, è figlio di questa tendenza Capcom a rilasciare espansioni scatolate (come fu per Super Street Fighter 4 e la successiva Arcade Edition), e rappresenta una versione riveduta, corretta e ampliata del suo predecessore. Tanto per iniziare sono state apportate una serie di modifiche ai personaggi già presenti, cercando di limare le vette più aspre di dislivello tra molti di loro. Dante, per esempio, il cacciatore di demoni di casa Capcom, è stato ribilanciato pesantemente, così come la potenza dell’X-Factor, e tutta una serie di meccanismi di cui vi accorgerete giocando.
Al roaster di personaggi (già davvero molto gentile nelle dimensioni) sono state aggiunte altre dodici possibilità: sei per la casa delle idee, e sei per la software house giapponese. Tralasciando Jill e Shuma Gorath che sono ancora acquistabili esclusivamente sotto forma di DLC, tra le aggiunte figurano presenze gradite (come Nova, o Iron Fist, o Occhio di Falco, il buon Phoenix Wright e il dannatissimo Nemesis) e altre decisamente meno azzeccate (Rocket Racoon? Firebrand?!) che comunque aumentano le possibilità di gioco, mettendo il giocatore in una vera e propria situazione da “imbarazzo della scelta”. Come se non bastasse tutti i “colori” dei personaggi sono stati ripensati, aggiungendo nuovi costumi a dispetto di quelli disponibili nel prequel, più al passo con gli ultimi avvenimenti Marvel (c’è la tuta del nuovo Capitan America, quella di Deadpool X-Men, la nuova Ragno-Armatura. di Spidey). In proposito vi consiglio di dare un’occhiata al post del buon Doc Manhattan che, all’epoca dell’uscita di MvsC3 realizzò questo articolo a dir poco da lucciconi agli occhi.
La modalità online è rimasta quella fucina degli orrori che era prima, con una piccola differenza: adesso tutti sanno giocare e tutti finiranno per massacrarti di botte. Per quanto il meccanismo funzioni benissimo, e sia stata aggiunta la possibilità di constatare la qualità di connessione dell’avversario prima della partita, il brutto mondo delle competizioni online qua, su Ultimate Marvel vs Capcom 3, trova il suo Nirvana. Mi rendo conto che è un problema mio, che forse vorrei vincere una partita ogni tanto ma vengo saccagnato da qualsiasi persona abbia una connessione internet e un pollice opponibile, ma la qualità degli avversari che troverete online è altissima.
Un po’ di delusione permane per la mancanza di modalità nuove, laddove il single player del titolo meriterebbe davvero una ventata d’aria fresca, visto che è tutt’ora orfano di un Survival Mode o di un Time Attack. In compenso è stata promessa a breve una modalità completamente gratuita, online, in cui sfidarsi, oltre che prendendosi a manate in faccia, con l’aiuto di alcune Carte del Potere. Un’aggiunta interessante che probabilmente mi costringerà a tornare online e beccarmi altri schiaffi.
Per il resto, il titolo rimane lo stesso, ottimo, picchiaduro che era prima. A livello grafico, sonoro o semplicemente per quanto riguarda tutte le citazioni sparse qua e là, rimaniamo su livelli d’eccellenza. Specialmente per quanto riguarda l’aspetto visivo il gioco è un gioiello. Quei tratti marcati da comic americano mi fecero innamorare mesi fa e continuano a restarmi nel cuore.
A questo punto la domanda sorge spontanea: io, che ho già comprato MvsC3 mesi fa, e vorrei disperatamente provare le migliorie di questo titolo, che devo fare? Caro amico da casa, a questo punto le soluzioni sono ben poche. Il mio consiglio, che credo sia il più sensato, è quello di vendere il primo capitolo e di dedicarsi a questa riedizione, che tra l’altro viene venduta a prezzo budget. Per chi non ha giocato il capitolo precedente, invece, dico: avanti tutta. Luce verde. Il numero di contenuti e cambiamenti che troverete in UMvsC3 non è così esteso da disperarsi nel caso in cui non si abbia la possibilità di acquistarlo, specialmente in un periodaccio colmo d’uscite come questo, ma è un ottima scusa per rispolverare quello che, secondo chi vi scrive, è uno dei migliori picchiaduro della generazione. Anche se non c’è Ken.

























