Call of Duty Modern Warfare 3 – Vietato ai deboli di cuore!

2 dic 2011 di

Call of Duty Modern Warfare 3 – Vietato ai deboli di cuore!

“Ogni guerra è basata sull’inganno”

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Dopo quattro anni, finalmente Infinity Ward è riuscita a regalare (si fa per dire coi prezzi che tirano) ai fan di Modern Warfare il degno finale tanto atteso. Con un epilogo di serie tra i più movimentati della storia videoludica moderna e che, tra critiche e retroscena da tribunale, risulta essere un Call of Duty a tutti gli effetti, senza mai discostarsi, come il suo predecessore, dalla formula vincente propostaci sin dal 2007.

In un ambiente ormai saturo di esperienze in prima persona, la saga Modern Warfare, riesce sempre a regalare all’utente finale un senso di coinvolgimento che ben pochi altri mostri sacri del genere sanno offrire, grazie ad una storia molto ben studiata, un mix di colpi di scena quasi da oscar ed una attenzione al coinvolgimento emotivo dei protagonisti molto ben marcata ed estremamente coinvolgente.

Modern warfare 3 riprende esattamente da dove ci aveva lasciati il secondo capitolo: il mondo va a rotoli, Russia e USA si stanno tirando un fottio di pizzicotti calibro 50 e mentre il buon vecchio Makarov se la ride di gusto per il troiaio che ha tirato in piedi. Toccherà  a noi, una volta calati nei panni di un membro della ormai reietta taskforce 141 e di un soldato della delta force americana, cercare di impedire allo zio Makarov di portare a termine il suo folle piano di distruzione stile cattivone da film americano, sballottandoci ai quattro angoli del pianeta in compagnia del fidato Soap McTavish e dell’inossidabile capitano Price, sempre armato di M4 e sigaro fumante.

L’azione è assicurata. Tra tutti i Call of Duty, Modern Warfare 3 è sicuramente il più intenso ed il più frenetico, senza un attimo di respiro, sempre con il nemico alle calcagna ed un ritmo di combattimento estremamente serrato, si gode di una campagna breve ma veramente da gustare d’un fiato, con epiloghi spettacolari ed immensi effetti speciali che di certo non stancano mai in un kolossal di portata enorme quale dimostra costantemente di essere Modern warfare 3.
L’ assenza dei due creatori originali della serie e di buona parte del team originario sicuramente pesa molto sulla produzione: ripetizioni e dejavù non sono rari ma, nonostante tutto, Infinity Ward sembra essersi mossa con la giusta cautela,  mettendo sempre un pizzico di novità e movimento in più, che sicuramente non faranno storcere il naso nemmeno ai fan più accaniti di Price e compagni. Una crescita del personaggio e dello stile di combattimento né troppo brusca né troppo lenta, coinvolgono da subito il giocatore con scenari mozzafiato e combattimenti di grande intensità fisica ed emotiva. Peccato che oltre agli ideatori originari, non se ne sia andato anche l’engine grafico, lo stesso sin dal primo Modern Warfare, dimostra tutti gli anni che ha, “vomitando” dettagli poco nitidi ed effetti che, seppur molto ben orchestrati nell’ambito di gioco, impallidiscono a confronto con altre produzioni anche ben più datate. Sicuramente gli sviluppatori sono da elogiare per l’utilizzo fatto delle risorse a disposizione, ma di certo ci sarebbe piaciuto godere dell’epilogo di una saga così importante anche attraverso un motore nuovo. Chissà che lo zio Bobby non sganci qualche soldino per un engine nuovo di zecca giusto giusto per il nuovo episodio in arrivo l’anno prossimo?

Il Gameplay di Modern Warfare 3 rimane lo stesso, ormai collaudato da anni della serie. Non vi è nessuna (per fortuna) implementazione con kinect, move o lavastoviglie, suggerendoci forse che siamo veramente arrivati alla frutta per quanto riguarda i sistemi di controllo implementati in titoli first person, concedendo comunque una certa “universalità” di comando e garantendo anche al giocatore meno esperto di entrare subito in sintonia con i controlli.

Stesso gameplay, stesso comparto multigiocatore, dove, oltre a qualche leggero aggiustamento (che non guasta di certo), anche in comaprto multiplayer, Call of Duy, è sempre la stessa perla: tanta gente, tante armi, classi personalizzabili al 100% e mappe, TANTE MAPPE! Sono infatti una quindicina le mappe disponibili sin dal lancio del titolo, come sempre ben strutturate, sensate e fottutamente divertenti, senza posti veramente sicuri dai cecchini. Se volete veramente divertirvi online, senza troppi dubbi, Call of Duty anche quest’anno è il titolo che fa per voi.

Senza troppe polemiche, la saga è stata, più volte e in più sedi, definita come troppo uguale a se stessa, rimarcando il fatto che ogni episodio assomigli sempre più a quello precedente e io sinceramente non mi permetto di affermare il contrario, anche a  seguito di quanto scritto in sede di recensione. Ma -perchè c’è sempre un “Ma”- voglio ragionare se effettivamente il cambiamento in cui tutti speravano sarebbe stato la strada giusta da intraprendere dagli sviluppatori, con un brand affermato, lanciato ed ultrapopolare. Voglio capire se è per moda o astio contro il presidente di un publisher non proprio simpatico che in ogni dove la solfa è sempre uguale. La risposta che mi son dato è semplice: Call of duty è Call of Duty, e cambiare o innovare troppo un brand è sempre un passo discutibile, con il quale si rischia di snaturarlo. Cambiarlo troppo, renderlo irriconoscibile, e privare Call of duty delle features che lo hanno reso popolare non mi sembra certo la mossa più azzeccata che si possa osare.

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