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Super Mario 3D Land – Il ritorno del re

“E nel lontano ’86 rimuginavo sul gameplay, e mi scoprivo fan dei cosiddetti jump’n run. Ed era Super Mario Bros. indiscutibilmente il boss: quanta profondità, in quella bidimensionalità! [...]
Shigeru Miyamoto: ti sarò devoto fino al Mario Sunset of my life”
Andrea Babich

Super Mario 3D Land è, al netto del remake di Ocarina of Time, il miglior titolo disponibile per 3DS. Poiché questa affermazione può sembrare quasi scontata, rincaro la dose dicendovi che si tratta del mio Mario portatile preferito di sempre, nonché di uno dei platform più affascinanti degli ultimi anni. Inoltre, cosa più importante, è un gioco pensato per mettere in mostra (finalmente!) le caratteristiche della nuova console portatile Nintendo. Con uno pizzico di malizia si potrebbe affermare che solo ora, con la sua uscita, il 3DS abbia senso di esistere. Nel caso vi stesse domandando il motivo per cui ho anticipato le conclusione che normalmente vengono tratte in chiusura di una recensione, è molto semplice. In primis volevo attirare la vostra attenzione e in secondo luogo perché sono felice di risparmiarvi la loro estenuante ricerca, spesso frutto di scrollate al cardiopalma della rotellina del mouse. Del resto lo stress e la tensione nervosa sono oggi seri problemi sociali in tutte le parti della Galassia, ed è affinché questa situazione non si inasprisca che ho rivelato preventivamente quanto scritto sopra. Chi di voi ha letto una certa Guida per autostoppisti mi capirà perfettamente.

Realizzato dal team EAD 2 (già responsabile del seguito di Galaxy), 3D Land si innesta nel filone inaugurato da New Super Mario Bros., basato sull’idea di riproporre in chiave moderna le meccaniche di gioco che hanno fatto la fortuna dei primi episodi delle avventure del nostro baffuto idraulico. Con questo nuovo capitolo l’intento è stato particolarmente ambizioso, ovvero rendere percorribili i livelli tipici dei Mario bidimensionali anche lungo il terzo asse, dando vita di fatto un platform 3d ma con tutte le caratteristiche proprie dei titoli rilasciati su NES, SNES e Gameboy. Troveremo i power-up, quali il fiore di fuoco, che permette al nostro eroe di scagliare incendiare contro i goomba che intralceranno il suo cammino, il fiore boomerang che, analogamente, consentirà di servirsi della celebre arma australiana e, soprattutto, la super foglia. Quest’ultima consente di indossare la Tanooki Suite, il costume da procione che ha spopolato con Super Mario Bros. 3. Una volta indossata saremo in grado, dopo aver spiccato un salto, di librarci leggiadramente in aria, in modo da raggiungere più facilmente le varie piattaforme. Nondimeno, anche questa nuova versione del Regno dei Funghi che ci troveremo ad esplorare sarà familiare ai fan di lunga data. Per poter arrivare dal malvagio Bowser, responsabile dell’ennesimo rapimento della principessa Peach, attraverseremo la (solita) gran varietà di ambienti che spazia da lande soleggiate a torridi deserti, passando per le acque di mari glaciali e le oscure stanze delle ghost house. Al loro interno troveremo i simpatici avversari che ormai, da un quarto di secolo, tentanto inutilmente di sbarrarci la strada. Anche stavolta, basterà un deciso salto sul cranio del goomba o del koopa di turno per averne facilmente ragione. Insomma, gli aficionados si sentiranno perfettamente a casa, il che non è affatto un male. Inoltre non guasta la spruzzatina di colore data dai cuboni pastello che hanno caratterizzato i due Galaxy, nonché da un’infornata di nuovi mostriciattoli che tenteranno di dare man forte ai loro colleghi di lungo corso. Dove 3D Land tende con decisione una mano verso l’innovazione è level design che raggiunge punte d’eccellenza raramente toccate dalla serie, il che è dire tutto. Gli scenari apparentemente, come nella tradizione degli episodi 2d, sono lineari, conducono per mano il giocatore dall’inizio fino alla traguardo finale, dove troverete la storica asta su cui saltare per issare il vostro vessillo. L’idea vincente è stata quella di renderli attraversabili anche in profondità, il che ha permesso ai designer di dare sfogo alla propria creatività creando una vasto assortimento di percorsi alternativi, sentieri nascosti e chicche bonus individuabili solo tramite particolari giochi di prospettive. C’è davvero da sbizzarrirsi, in particolar modo se vorrete trovare le tre monete stella abilmente nascoste in ogni livello. Come è facile immaginare, un impianto strutturale così particolare si sposa perfettamente con la visualizzazione stereoscopica 3d, che mai come in questo caso riesce ad esaltare l’impatto visivo del titolo. Inoltre, diversamente da quanto era lecito aspettarsi, non si tratta di una mera feature estetica (per quanto bella) ma contribuisce realmente a rendere più chiara la morfologia dei livelli e ne favorisce l’esplorazione, oltre ad aiutare nella risoluzione di alcuni peculiari puzzle a tema.

I ragazzi di Nintendo non solo sono riusciti nell’impresa di confezionare un platform in grado di sfruttare l’hardware del 3DS ma, in generale, hanno prodotto un’opera perfetta per essere fruita su una console portatile. 3D Land mostra la faccia migliore del gaming per handheld, ovvero quella dei prodotti con valori qualitativi paragonabili a quelli dei giochi per home-console che nel contempo siano adatti per la classica partita al volo mentre si è in fila alle poste. Realizzare un (buon) gioco per un device mobile significa esattamente questo e non sfornare l’ennesimo porting dell’ultima hit per per Xbox360/PS3 Ogni riferimento ad altre aziende produttrici di  PlayStation Portable è puramente casuale. La  caratteristica migliore di questo nuovo Mario è quella di presentare livelli percorribili in una manciata di minuti, come sottolinea il count-down che segnerà il loro scorrere. Questa prerogativa, assieme alla sfida quantomeno abbordabile proposta nelle prime fasi dagli stessi, ha fatto storcere il naso agli hardcore gamer. Chi vi scrive invece ritiene che vada valutata in senso positivo. Questi due elementi infatti, permettono di rendere godibile Mario ad un’ampia pletora di persone che abbiano le esigenze più disparate. Chi ha poco tempo a propria disposizione e/o voglia godersi un’esperienza piacevole senza tanti grilli per la testa, potrà limitarsi a saltellare di piattaforma in piattaforma in tutta calma, raggiungendo senza affanni il finale del gioco. Nel contempo però, ci sarà pane (e di qualità sopraffina) anche per chi cerca qualcosa di più corposo. Gli hardcore gamer di cui sopra , per completare il gioco al 100% dovranno in primo luogo riuscire a scovare tutte e tre le monete stella presenti in un livello, impresa non banale vista la sapienza con cui vengono occultate al loro interno. Inoltre dovranno affrontare con successo tutti gli otto mondi bonus che sbloccherete una volta raggiunto l’(inevitabilmente happy) ending. Potremmo dire che solo allora la nuova perla della casa di Kyoto vi mostrerà tutte le sue sfaccettature. Gli otto mondi bonus vanno a raddoppiare il numero di quelli proposti dalla modalità principale, aumentando esponenzialmente la longevità complessiva del titolo. Inoltre, questi ultimi presentano una struttura decisamente più arcigna, che riuscirà a tenere impegnati anche i gamer più scafati. Secondo le mie stime,  per potersi vantare di aver esplorato ogni singolo anfratto del Regno dei Funghi potrebbero volerci anche quindici/venti ore (in relazione alla vostra abilità). Ad esse potrete tranquillamente aggiungerne altrettante nel caso vogliate… no dai, quest’ultima cosetta non ve la dico, la scoprirete da soli.

A conti fatti, questo nuovo Mario portatile, eccelle in tutto in ogni ambito, dalla veste grafica al level design, passando per l’intelligenza con cui sfrutta le peculiarità del 3DS. Si potrebbe mugugnare sulla mancanza della possibilità di affrontare l’avventura in co-op, come dell’assenza di un sistema di leaderboard online al cui interno vengano raccolti i tempi in cui sono stati completati i vari scenari. Ancora di più, sarebbe stata gradita l’implementazione di un canale simile a quello di Mario Kart Wii che proponesse ogni settimana sfide a tema. Si potrebbe, ma il piatto è già così ricco che lamentarsi sarebbe fuori luogo. Ci sarà casomai spazio per simili aggiunte in un eventuale Super Mario 3D Land 2, possibilmente  con la presenza del mitico Yoshi.

In definitiva, Super Mario Land 3D è un titolo che non dovrebbe mancare nella ludoteca di alcun videogiocatore. E’ la killer application che potrebbe farvi acquistare il 3DS, considerando che a breve uscirà anche Mario Kart 7 e il 2012 sembra foriero di tante gradite sorprese. Fatelo vostro.

Scritto da Aurelio “Aucool” Maglione

è un ragazzo tanto simpatico con una folle passione per lo internet, le nuove tecnologie e i giochini con i pixeloni ben in vista. A tempo perso scrive su The Indie Shelter, Parliamo di Videogiochi e dice cose molto interessanti su TIScast, il podcast videoludico dei più belli della festa.