Videogiocavamo: Metroid Fusion (GBA)

23 nov 2011 di

Videogiocavamo: Metroid Fusion (GBA)

Samus scelta per spingere le vendite del GBA

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Nasce una nuova rubrica su Parliamo di Videogiochi: Videogiocavamo!

In questi articoli vi parleremo di videogiochi da rispolverare provenienti dal passato ma anche di perle uscite da non molto passate ingiustamente inosservate.

Il primo gioco che vorrei riportare alla vostra attenzione è un titolo abbastanza famoso uscito durante il primo periodo di vita del Game Boy Advance; sto parlando di Metroid Fusion, ottimo action-adventure distribuito da Nintendo nel lontano 2002.

Visto che si tratta della prima uscita per questa rubrica e considerando la saga Nintendo una serie conosciuta un po’ da tutti, mi sono divertito a recensire il titolo come se fossi Samus stessa. Il testo è stato scritto pensando di vivere durante l’anno di uscita del gioco, il periodo iniziale della generazione poi dominata dalla Playstation 2, con un Dreamcast ormai alla frutta, una Xbox agli albori ed una PSP in procinto di uscire.

Svolgere il mio lavoro di questi tempi è diventato quasi impossibile. Succedono tante cose impreviste: vecchi compagni che lasciano, giovani del settore che pretendono di monopolizzare il mercato e nuove leve che fanno subito la voce grossa.
Fortunatamente nel mio campo sono rimasta la sola presente, anche se fra poco nuovi concorrenti fisicamente più prestanti di me arriveranno a rubarmi un pò di lavoro. Le uniche cose su cui posso contare e che ancora mi tengono legata a questa pazza realtà sono due: solitudine ed esplorazione.
Sapete, questa è la quarta volta che mi ritrovo a vivere fino in fondo queste due cose. Non che mi dispiaccia, ma è passato così tanto tempo dall’ultima volta, che pensavo non dovessi ritrovarmi più in mezzo a loro. Non mi sono ancora presentata, il mio nome è Samus Aran e sono una cacciatrice di taglie. Faccio il mio mestiere grazie all’aiuto di una tuta biomeccanica che mi permette di fare un sacco di cose utili. Ho visto poco fa in vendita delle tute nuove, dotate di mille azioni e decine di leve analogiche, ma io mi trovo sempre meglio nella mia, con i miei miseri 4 tasti. Filosofia del “salta e spara” tanto vecchia quanto ancora insuperabile se ben usata. Ma torniamo alle 2 cose a me care e familiari pronunciate in apertura: solitudine ed esplorazione. Se le cercherete nel dizionario trovere questi significati:

SOLITUDINE=stato di esclusione da ogni rapporto di presenza o vicinanza altrui.

ESPLORAZIONE= perlustrazione di luoghi ignoti a scopo di studio.

Ma io tali cose le ho provate e vissute troppo spesso e a fondo per fermarmi a certe spiegazioni. Così ho cercato in dizionari più elaborati, ed ho trovato il loro significato più attinente alla mia situazione. Eccoli:

SOLITUDINE= ambiente inabitato e deserto (in apparenza), con un senso d’inospitalità e sconfinatezza.

ESPLORAZIONE= attività intesa ad individuare il nemico, a determinarne l’entita, a prevenirne i movimenti.

Dovreste ormai aver capito che tipo di avventure mi sono trovata a vivere dato che il significato di queste due parole descrive alla perfezione ciò che ho vissuto. Rispetto alle ultime volte, questo lavoro mi è risultato un pò più facile e, ho dovuto più combattere che esplorare. Ho avuto anche la sensazione che gli ambienti fossero un pò più dettagliati, anche se sempre freddi, quasi monocromatici ed ignoti come prima. Sicuramente stavolta sono riuscita a muovermi meglio,  merito della tecnologia. Parlando dei suoni che rimbalzano su quelle pareti metalliche, posso dirvi che non ho provato gli stessi brividi di prima (soprattutto in rapporto all’ultima volta), ma probabilmente è colpa dei materiali costruttivi più che degli stessi suoni.
Aspetate un attimo mi stanno chiamando…

Un nuovo lavoro. Mi dispiace ma devo andare,  chiedono me per esplorare un pianeta sconosciuto. Le uniche informazioni che mi hanno dato sono queste: è di forma cubica e si collega in qualche modo al lavoro che ho appena svolto. Alla ricerca di ulteriore solitudine ed esplorazione parto e vi saluto.

 Metroid-fusion-chozo

Tornando nei miei panni, vorrei informarvi che questo episodio è stato anche portatore di novità. Simile nella struttura al suo predecessore Super Metroid, in Fusion viene introdotto per la prima volta un personaggio non giocante, il computer Adam, che ha il compito di spiegare le missioni alla protagonista. Questa caratteristica ha risvolti anche nella libertà concessa al giocatore per portare a termine l’avventura, ora abbastanza lineare e non più formata da diversi percorsi liberi da intraprendere.

Concludendo, non posso che consigliarvi di recuperare questo capitolo di Metroid su Game Boy Advance. Con circa 30-40€ riuscirete a portarvi a casa una copia del gioco ed una console usata (state lontani dal primo modello e buttatevi sull’SP o, meglio ancora, sul Micro) così potrete gustarvi questa splendida avventura molto godibile ancora oggi nonostante l’età.

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