Giochi da Trono – Jetpack Joyride
A tutti voi che come me siete schiavi di quei giochini in cui bisogna spingersi sempre più avanti, evitando gli ostacoli e segnando record sempre più assurdi.
A tutti voi che come me siete capaci di stare ore, a cercare di battere il record dell’amico, utilizzando i metodi più biechi e i power ups più scorretti.
A tutti voi che come me amate i Beatles e i Rolling Stones, io dico: state lontani. Salvatevi da quella droga che è Jetpack Joyride, per l’amor di Dio.
Jetpack Joyride funziona in modo estremamente semplice: tenendo un dito sullo schermo il Jetpack legato sulle spalle del nostro George Micheal volante sprigionerà tutta la sua energia. Rilasciando il dito, il macchinario smetterà di erogare la forza propulsiva e lascerà cadere l’omino. Lo scopo, ancora più semplice, è quello di arrivare il più lontano possibile. A renderci la vita impossibile non mancheranno laser, missili, scariche d’elettricità e ovviamente la velocità del livello che diventa sempre più incalzante, sempre più ingestibile, fino a spingervi al limite dell’umano, con oggetti che sfrecciano velocissimi sullo schermo e maledizioni che sfrecciano altrettanto velocissime sulle labbra di chi gioca, rivolte ai genitori degli sviluppatori. Eppure, come potete immaginare dal livello di dipendenza che, come vi ho suggerito, questo titolo è in grado di generare, Jetpack Joyride non è solo questo.
Il gioco infatti gode di un contorno clamorosamente ben curato.
Prima di tutto c’è un sistema di livelli, che vi vede costantemente impegnati nel compiere dei micro obiettivi interni, al fine di collezionare stelline e raggiungere classificazioni sempre superiori, che per inciso non portano a nient’altro se non a missioni sempre più difficili e somme di denaro sempre più cospicue. Le missioni sono molteplici: da quelle semplici come arrivare a una certa distanza, a quelle più complesse come il “battere il cinque” agli scienziati presenti nel livello, fino ad arrivare a quelle più ricercate e pericolose come lo schivare all’ultimo secondo i laser o i missili che vi arrivano in faccia. Ogni missione avrà una ricompensa in stelline, più o meno numerose a seconda della difficoltà, e una volta portata a termine lascerà spazio a un altro compito, ancora più difficile. Come dicevo poco fa, questo sistema a livelli è puramente indicativo: non avrete nessun vantaggio relativo al livello a cui arrivate, né -quasi- alcun vantaggio porteranno i soldi accumulati. Le monete, collezionabili sia durante il livello sia salendo di livello, fondamentalmente servono solo ad abbellire il personaggio o a raccogliere altre monete grazie al potenziamento dei power up.
A proposito dei power up, durante la vostra corsa sfrenata vi imbatterete in magici e meravigliosi scatolotti colorati che vi daranno l’accesso alle più grandi meraviglie di Jetpack Joyride: robot da pilotare, moto da cavalcare e mostriciattoli vari da domare.
Questi potenziamenti vi consentiranno due vantaggi tangibili: prima di tutto avrete accesso a delle abilità speciali (teletrasporto, una velocità maggiore, tempi di reazione differenti rispetto al pack) e poi, sopratutto, avrete una vita in più, perché la distruzione dell’aggeggio che state pilotando non comporta la morte del personaggio. E scusate se è poco.
È possibile applicare a tutti questi potenziamenti un magnete, in grado di attrarre le monete sparse per il livello. E questa è l’unica occasione di spendere bene o vostri soldi, visto che è l’unico aspetto non puramente estetico che potete acquistare per migliorare l’equipaggiamento. Altrimenti dovrete buttarvi sull’acquisto compulsivo dei costosissimi oggetti monouso, che vi permetteranno – al pari di quelli che potete vincere con la slot machine di fine livello – di tornare in vita, di guadagnare qualche metro dopo la morte o di iniziare con uno slancio maggiore.
Jetpack Joyride è un titolo stupendo. Che può seriamente comportare sedute sul trono più lunghe di quanto consentito a un essere umano medio, e che spinge tutto sul fattore rigiocabilità, senza proporre mai qualcosa che sia tangibilmente “diverso” da una partita all’altra ma premendo a tavoletta su quel senso onnipresente di: “questa partita spacco tutto e supero il record!”. Costa 0,79 centesimi che è molto meno di quando qualsiasi altra sostanza stupefacente possa venirvi a costare al giorno d’oggi.
La precedente puntata di Giochi da Trono (Non solo calcio)


























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