Facepalm del mese: Zenimax Vs Mojang

7 ott 2011 di

Facepalm del mese: Zenimax Vs Mojang

Il titolo “Scrolls” sarebbe troppo simile a quello della serie “The Elder Scrolls”

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Questo articolo è tratto dal blog Single Player Co-op.

“Con la presente desidero notificarvi che d’ora in avanti le parole “Single, Player, Coop” e le loro relative combinazioni, nella fattispecie “Singleplayer, Playercoop, Singlecoop” e via permutando, non potranno mai più essere utilizzate al di fuori del nostro sito. Ogni violazione della sopraesposta notifica sarà da intendersi come infrazione di copyright e verrà quindi perseguita in sede civile e penale blah blah etc. etc.”

Lo so: il mio legalese fa acqua da tutte le parti, ma supponiamo per un attimo che Ferruccio abbia spedito una missiva di questo calibro a tutti i siti che in rete si occupano di videogiochi.

Quasi sicuramente, leggendo una scemenza del genere, la maggior parte delle persone penserebbe di trovarsi davanti a uno scherzo o, in alternativa, si convincerebbe che il beneamato Cinquemani abbia alzato un po’ troppo il gomito la sera prima. Con qualcosa di moooooolto forte.
Purtroppo a volte la realtà supera di gran lunga la fantasia più bislacca e se state leggendo questo pezzo avrete già capito che una cosa del genere è accaduta sul serio e proprio in questi giorni: Zenimax (quelli che possiedono Bethesda e Id Software, tanto per capirci) ha notificato a Mojang (quelli che hanno fatto Minecraft, tanto per capirci) una infrazione di copyright causata dal titolo del loro nuovo gioco di prossima uscita: Scrolls.

Gli avvocati incaricati hanno recapitato a Markus Persson, il creatore di Minecraft, un papiro redatto completamente in svedese e contenente lo spiegone galattico sul perchè e sul percome Scrolls avrebbe infranto uno dei copyright di loro proprietà citando all’interno, a titolo esemplificativo, pure Mario Bros e Warcraft. Gigariassunto dello spiegone, tenetevi forte e reggete la mascella: secondo Zenimax chiamare il proprio gioco Scrolls porta automaticamente chi legge ad associarlo a The Elder Scrolls e questa situazione entra automaticamente in conflitto con il brand di Bethesda. Morale della fragola: o Mojang cambia nome al suo prodotto o Zenimax pretenderà come contropartita una ingente carriolata di dobloni.

Rock, Paper, Shotgun, che per prima ha riportato la notizia, si è augurata che la cosa fosse solo uno scherzone da caserma e così ho pure pensato io inizialmente, se non fosse che lo stesso Persson non solo ha confermato tutto dopo il primo feed di Twitter ma ha pure postato una foto con l’immagine del suddetto papiro.
La vicenda è ancora piuttosto oscura ma di certo la triste assonanza con le ben più famose e costose patent war di cui ogni tanto si sente parlare e di cui proprio non si sentiva la mancanza nell’industria del videogioco non promette nulla di buono.

Zenimax vuol forse emulare le gesta di un certo Tim Langdell (citato anche da Persson nel suo post su Tumblr), un essere pronto ad asfaltare gli zebedei di chiunque abbia la sfiga di respiragli vicino: il tizio è una sorta di clone malvagio di Ignazio La Russa che per hobby si diverte a fare cause a nastro a chiunque usi la parola Edge in ambito videoludico. Guadagnandosi per ora -grazie a Dio aggiungeremmo- solo una sequela di sbianche epocali.
Brutte persone a parte, non si può che rimanere basiti per questa storia: non c’è davvero bisogno di un altro Langdell in giro e anche volendo tralasciare l’assurdità di una tale richiesta, non è piacevole pensare che un reggimento di avvocati è in attesa di sbranarti solo perchè hai scelto il nome sbagliato per il tuo gioco. Figuriamoci se poi ad aizzarli sono gli stessi a cui compri un quintale di giochi l’anno. Tristezza.

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