A volte ritornano… in Vita
C’era una volta PSP. Una console che aveva tutte le potenzialità per diventare un grande nome del mercato portatile. Che poteva fare ottimi numeri e che, forse ingiustamente, ha pagato per una serie di politiche sbagliate (l’UMD, la poca portabilità dei giochi, il riciclo mostruoso di IP) e di sbagli colossali (PSP Go) che non gli hanno permesso di pigliarsi quel posto che, sulla carta, avrebbe probabilmente meritato. Complice anche l’inaspettato successo dell’avversario col touch Screen, PSP ha registrato buoni numeri ma, tra le due possibilità portatili della scorsa generazione, è stata senza dubbio quella “sfigata”.
La mia esperienza con PSP, allo stesso tempo è stata piuttosto fredda: un lungo, travolgente amore con Monster Hunter, qualche fugace avventura con Patapon e poi il nulla. Una console lasciata a morire soffocata nella polvere, in special modo perché, avendo una Playstation 3, trovavo ben pochi spunti per giocare ai relativi Killzone, God of War e Motostorm portatili. Leggasi: mi sembrava di buttare soldi e tempo (che ahimè sta diventando ancora più prezioso del vil danaro) con le edizioni zingarelle degli stessi videogiochi che potevo giocare a casa. A questo possiamo aggiungere pure il fatto che non mi farei mai vedere in giro a giocare con PSP (né tanto meno potrei portarmela in tasca, vista la mole pachidermica) e il gioco è fatto: a casa avrei dovuto decidere se giocare su un micro schermo e con quel maledetto analogico-incassato-fratturapollici, o sulla TV di casa, con un pad come Dio comanda. Secondo me, la filosofia alla base di PSP era sbagliata.
Quando Sony ha annunciato Vita, passati i cinque minuti di euforia iniziale per le specifiche hardware e i conseguenti dieci minuti di ilarità per il bellissimo nome (conditi da sfottò musicali concernenti tutte le canzoni che coinvolgessero la parola vita) un bel dubbione mi si è stampato in mente: Sony avrà capito la cazzata fatta con PSP? Proprio in quel momento sullo stage dell’E3 venivano presentati Uncharted: Golden Abyss, Little Big Planet, Modnation Racers e veniva promesso un futuro Killzone portatile. Inoltre il raffinatissimo e mai sopra le righe Ono, prometteva una versione portatile del suo Street Fighter X Tekken e il simpatico Ken Levine rassicurava tutti sulla versione portatile di Bioshock Infinite. Panico. Sony non c’ha veramente capito niente?
La questione fu fondante di tante discussioni nate con amici, che supportavano la politica Sony (bisogna dire che gli amici di cui sopra non è che siano il massimo dell’obiettività quando si tratta di Sony… fortunatamente sono il massimo quando si tratta di essere amici) e alla fine, mestamente, accettai di vedere le successive mosse Sony prima di sputare veleno sulla neonata Vita (ma quante risate?).
Di lì a poco, probabilmente per supportarmi nella battaglia, Sony annuncia un capitolo di Resistance portatile. È una scintilla che rischia pericolosamente di innescare un incendio, ma ancora non ci riesce. Nonostante provi sempre più repulsione per l’idea dietro la nuova console portatile Sony, tengo duro
Arriviamo a oggi e, più precisamente, alla conferenza del Tokyo Game Show. Tra gli annunci per Vita spiccano: Final Fantasy X HD (perfetto, il capitolo più brutto della saga a mio parere, ma soprassediamo che non siamo qui per disquisire sul destino moribondo dei Final Fantasy), la collezione dei Metal Gear Solid e Marvel Vs Capcom 3. Cioè un gioco per Playstation 2 e due titoli per Playstation 3. E a questo punto scoppio.
Posto chiaramente che questo potrebbe essere solamente un mio problema, ma questa situazione non è simile a quella della fu prima console portatile Sony? Questo riciclo di IP e brand non è imbarazzante?
Al limite della mia comprensione posso riuscire a capire, seppure per me abbiano un appeal pari a zero, l’Uncharted portatile, il capitolo nuovo, in esclusiva su PSVita, capisco molto meno il Little Big Planet (il quarto capitolo in quattro anni, è ora di basta), ma che senso ha presentare lo stesso titolo che si intende lanciare su Playstation 3, titolo che tra l’altro è di già una raccolta di giochi riciclati playstation 2. È il fottutissimo riciclo di un riciclo!
Non ce la facciamo a superarla questa crisi d’indentità? Vita dev’essere davvero così derivativa dalla sorellona grande, senza riuscire ad assumere un proprio ruolo? Eppure è una console fantastica, con caratteristiche innovative, specifiche tecniche favolose e qualche guizzo di originalità (Escape Plan, per esempio, sembra interessantissimo). Per come la vedo io, farsi concorrenza con la console di casa è il male assoluto, e trasforma questo gioiellino in potenziale sprecato. Come è stato con PSP.
Concludo con una considerazione: sulla situazione dei portatili Nintendo se ne possono dire tante, specialmente in questo momento storico, in cui sembra sbagliare ogni passo che compie, in cui è confusa e la direzione verso cui muoversi è praticamente un’incognita grossa così (sto allargando più che posso le braccia n.b.) e in cui continua a scusarsi per avere beceramente trafugato cento sacchi di troppo dalle tasche degli early adopters, ma la sua attività di riciclo, la maggior parte delle volte, ha almeno il buon gusto di non andare a pescare dalle uscite dell’anno scorso o, peggio ancora, da quelle di quest’anno.
E, un ultimo richiamo generale, voi che ne pensate? Sono l’unico indispettito da questo stagnamento di brand? A questo punto direi che vedo per il sottoscritto un futuro senza Vita, ma sinceramente mi sto grattando le parti intime per scaramanzia con troppa foga solo per averlo pensato.























