Nintendo <3 marketing 2: Il ritorno dell’aborto
SPINGI! SPINGI! SPINGI! Aspè-eh, no! Respira, calma. Fiu… Uno, due, tre. Ecco. Aspetta, vedo la testa! Omamma che nasino! E’ nato! E’ un maschietto! Ma che… Avrebbe fatto meglio ad abortire.
È tempo di roba nuova. Roba nuovissima. Roba così nuova che è già vecchia. Tipo il 3DS. Tipo un plug sul 3DS. Tipo un plug sul 3DS fatto da Capcom per Monster Hunter Tri e sembra debba distruggere il mondo. Sicuramente già lo sapete, ma ve lo riporto giusto nel caso viveste in un buco e vi cibaste solo di tonno piccante in scatola (che tra l’altro è buonissimo).
Bene. Ora che avete finito di masticare il tonno mentre contemplavate questo capolavoro di design passiamo alle chiacchiere. Nintendo è impazzita? Iwata, Gino Fils-Aime e compagnia cantante hanno esagerato con le piste di coca e hanno lasciato l’ufficio stampa ad un gruppo di scimmie? Diciamo che sì, la sensazione è quella. Però diciamo anche che probabilmente se la suddetta brigata di ridenti giappo-americani con le piste di coca ci fa il pane e poi lo va a dare alle papere qualche motivo c’è. Sia mai che, come al solito, Nintendo ci stia per inculare con potenza e abbia dimenticato la vasella? Eh, mi sa che è proprio così.
Cosa è successo? Famitsu ha stampato una gigantografia dell’aborto Nintendo, correlata da una pagina di frasi nella lingua dei samurai incomprensibili ai più. Al che la stampa videoludica, l’opinione pubblica e l’utenza si son seduti a tavola e dopo un piatto di pasta asciutta han deciso di darsi alla pazza gioia, ignorando completamente quelle quattro cazzatine scritte attorno alla foto. I fatti che sono giunti alle mie orecchie parlano di una certa Capcom che, sviluppando un certo Monster Hunter Tri Salcazzo’s Tales per 3DS, si sia accorta che in mezzo a quei quattro pulsantini sulla destra mancava un certo qualcosa. Una certa protuberanza a forma di fungo. È un uccello? Forse un razzo? Potrebbe essere Superman?! No, è un analogico; e Capcom ha ben pensato “beh, non c’è? ce lo mettiamo noi!“. Negli uffici Nintendo probabilmente questa notizia è arrivata come Gesù Cristo risorto il terzo giorno, come se di punto in bianco il nostro rabbino di fiducia incontrasse il suo Messia. Quale occasione migliore di preparare la nerboruta verga marchiata 3DS e raccogliere la sabbia utile alla lubrificazione?
Quattro mesi fa avevo spocchiosamente profetizzato il ciclo vitale di 3DS. Ora, nemmeno fossi Nostradamus, tutto sta andando incredibilmente nel verso giusto. Riprendiamo rapidamente quello pensavo sarebbe successo:
- “Inizio” l’utenza ad una nuova tecnologia.
- Mi tengo buoni i fan di vecchia data
- Una volta che sia la nuova utenza che i fan sono contenti li tramortisco con un restyling.
- Periodi di alti e bassi tra nuova utenza e vecchia utenza: l’interesse si rinnova da sola e lo porto avanti fino a quando un ulteriore restyling è necessario.
È successo però un imprevisto. 3DS non ha venduto come doveva (tutte palle, ha venduto un sacco, però alla gente piace pensare che sia un flop) e ai fan di vecchia data il remake di Ocarina of Time non è bastato (tutte palle di nuovo, ha venduto una quantità di copie vomitevole). Inoltre molti dicono che 3DS non sembra altro che un restyling del DS, e l’acquirente medio questa situazione la sente come un “se ho già il DS, che me ne faccio del 3DS?“.
Ebbene, per Nintendo la cosa più importante era cominciare a battere il terreno e far capire che c’è ‘sta roba del 3D e che vi piaccia o meno ad un certo punto ve la dovrete sorbire tutti. Ed è successo esattamente questo, con una manovra di fortuna – il price cut di Agosto – Nintendo ritorna in carreggiata e riesce ad aumentare di qualche mese il countdown dell’autodistruzione. Poi arriva questo aborto Capcom. “Nintendo si è fumata il cervello?” “Sono impazziti?” “Falliranno entro l’anno.” (no, non mi sto inventando niente. Avrei pure gli screen, ma non mi va di puntare il dito contro nomi e cognomi). Stronzate: Nintendo ha trovato la scusa per il suo 3DS Lite. Farà di nuovo cagare un uovo d’oro da almeno cinquanta chili al suo gallinone deforme – perché 3DS è indubbiamente brutto -.
Esattamente come con DS Fat Nintendo ha finito di battere il terreno. È riuscita a far assimilare il concetto di 3D come fece col touch screen ed è pronta a rifilare una caratteristica che rimarrà per lo più inutilizzata come un’innovazione assoluta (come ha fatto con il touch screen o il motion control di Wii). Con il restyling, che ad occhio arriverà nell’immediato post-E3 2012, Nintendo si dimenticherà la vasella nell’armadio delle medicine e ruberà a tutti il portafoglio. Sì, proprio tutti. Con l’analogico ed un sicuro upgrade hardware abborderà gli arcorè gheimahr non convinti del 3DS e l’analogico darà quel senso di “mi ricorda qualcosa ma non so cosa quindi lo compro” al casual (AHSFHAAAAAAAAARGH(1) - DOLORE(2)) acquirente medio del 3DS.
“Ehi, razza di rincoglionito, ma c’è anche PS Vita, che minchia dici?” Eh, che minchia dico, c’è anche PS Vita sì. E Nintendo coglierà la palla al balzo anche questa volta. Uno dei punti più critici dell’infanzia di 3DS è l’idea che molti potenziali acquirenti non abbiano colto la differenza tra il gingillo che spara la roba in 3D e le precedenti edizioni di DS (che, invero, sono state effettivamente troppe). Il problema è stato accentuato in modo decisamente forte anche dalla mancanza di nuovi dispositivi handheld della concorrenza. Quindi che fare? Penserete mica che Nintendo aspetti che l’impennata iniziale di PS Vita si esaurisca? Penserete mica che passi la vasella a Sony invece che tenersela bella stretta? Macché: PS Vita è il trampolino di lancio per il restyling del 3DS.
Con Vita la compagnia cantante di prima riuscirà a far dimenticare le riedizioni DS pre-3DS (scusatemi per il gioco di parole), presentando così al mercato il restyling di suppah duppah schermi in tre dimensioni come un dispositivo nuovo di pacca, pronto a cavalcare rampante i nostri portafogli alla modica cifra di euro duecentocinquanta. Nintendo vincerà ancora prendendo i suoi i sbagli e, invece che metterseli in saccocia e stando attenta a non rifarli, li trasformerà in opportunità.
Questo articolo fa parte della rubrica settimanale Dnevnik Tovarishch.
























