Players 07 // Sommario

27 lug 2011 di

Players 07 // Sommario

Il numero estivo!

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Arriva l’estate, e Players non può esimersi dall’offrirvi qualcosa di interessante da leggere sotto l’ombrellone. Disponibile da subito in svariati formati (online, tablet, mobile, PDF) a tutti gli Utenti Premium, Players 07 è senza dubbio il nostro numero migliore, esteticamente e contenutisticamente. In copertina – a grande richiesta- il ritorno di Francesco Codolo con un’altra splendida immagine.

Vi ricordiamo che fino al 31 Agosto diventare Premium vi dà diritto ad un ulteriore mese gratuito sull’abbonamento.

Il numero 07 sarà sfogliabile online gratuitamente a partire dal 27 Agosto.

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Il sommario di Players 07 è disponibile dopo le immagini.

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Se sei un Utente Premium clicca sulla cover per accedere al numero. Sempre cliccando sulla copertina, gli Utenti Standard potranno dare un’occhiata all’interno. La versione gratuita di Players 07 sarà disponibile dal 27 Agosto.

Qualche screen dall’interno del numero:

Players 07

Players 07

Players 07

Players 07

Players 07

Players 07

Players 07

Players 07

Nel numero 07 di Players:

Arte: Angela Fraleight / di Andrea Chirichelli
Stories:
La mia isola multimediale / di Giovanni Donda, Antonio Lanzaro, Paolo Savio, Andrea Chirichelli
Cinema:
Review di Melancholia / di Andrea Chirichelli
Cinema:
Review di Mindgame / di Cheivan Ghadir
Cinema:
Review di Drive / di Andrea Chirichelli
Cinema:
Review di Polisse / di Andrea Maderna
Cinema:
Review di Super 8 / di Andrea Chirichelli
Cinema:
Review di Karigurashi No Arrietty / di Cheivan Ghadir
Cinema:
Review di Les Petits Mouchoirs / di Andrea Chirichelli
Cinema:
Review di Kung Fu Panda 2 / di Andrea Chirichelli
Cinema:
Review di Attack The Block / di Andrea Chirichelli
Cinema:
Cinema, gimmick e 3D / di Piero Ciccioli
Tv:
Glee / di Emilio Bellu
Still:
Silvia Saba / di Simone Tagliaferri
Comics:
Il Campo dell’Arcobalen / di Cheivan Ghadir
Comics:
Nemesis / di Andrea Maderna
Comics:
Priest / di Piero Ciccioli
Letteratura:
Review di The Information: a History, a Theory, a Flood / di Alberto Li Vigni
Letteratura:
Review di I papi e il sesso / di Simone Tagliaferri
Letteratura:
Review di Repertorio dei pazzi della cittò di Palermo / di Simone Tagliaferri
Letteratura:
Le Parole del Postribolo – Photoshop / di Simone Tagliaferri
The Gramophone:
Speciale Micromusic: alla scoperta del micromondo dell’8 bit / di Fabio Bortolotti
The Gramophone:
Review di Dope Stars Inc. – Ultrawired / di Tommaso De Benetti
The Gramophone:
Review di Woodkid – Iron EP / di Tommaso De Benetti
The Gramophone:
Review di Flogging Molly – Speed of Darkness / di Matteo Del Bo
The Gramophone:
Review di Graveyard – Hisingen Blues / di Matteo Del Bo
Tech:
The Last Hours of Portal 2 / di Tommaso De Benetti
Videogiochi:
Review di Shadow of the Damned / di Piero Ciccioli
Videogiochi:
Review di Infamous 2 / di Paolo Savio
Videogiochi:
Review di Child of Eden / di Piero Recchi
Videogiochi:
Review di F.3.A.R. / di Andrea Chirichelli
Videogiochi:
Review di Hunted: The Demon Forge / di Andrea Chirichelli
Videogiochi:
Review di Zelda Ocarina of Time 3D / di Dario Oropallo
Videogiochi:
Review di Alice: Madness Returns / di Antonio Lanzaro
Videogiochi:
Review di Dungueon Siege III / di Andrea Chirichelli
Videogiochi:
Unlocked – Ricordati di ricordare / di Antonio Lanzaro

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  • http://smeraldo.tumblr.com/ Smeraldo

    A proposito di pubblicità sul sito: ultimamente anche PdV straborda di banner vari (più o meno inerenti il tema VG…). Se M.it e V.it hanno buoni motivi (i soldi) per deturpare i loro siti con banner e affini, su PdV ne vale davvero la pena? A me onestamente piaceva di più prima :-(

  • Marietto

    Sei bevuto ?

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Lol, ma perchè, quelli di Multiplayer lavorano gratis? Da quando? Le pubblicità sul loro sito non le hai mai viste? Guarda che i clienti di Multiplayer mica sono i videogiocatori, ma gli inserzionisti pubblicitari. Ma forse esprimo concetti troppo complessi.

  • Gianluca

    Si, è chiaramente un magna magna, siete solo chiacchere e detersivo, non ci sono più le mezze stagioni, tre tigri contro tre tigri.

    3thanhawk ha centrato il punto. Parliamo di giochini e filmini per passione, eccheccazzo! Perchè la la passione è il motore che muove il mondo, lo diceva sempre anche il Metalmark.

    3thanhawk, vieni a scrivere con noi di PDV, che di passione ne hai tanta. Sono sicuro che con il tuo background di articoli su…ehm…aspetta che cerco su google…err..niente…asp…no, vabbè, ma non fa niente, produrre qualcosa mettendoci la faccia anche a costo di fallire clamorosamente oramai è demodè. 

    Su dai, Jump In, che un sacco di lavoro da fare qui su PDV.

  • 3thanhawk

    Aridaje ! E meno male che il sito si intitola Parliamo di Videogiochi.

  • 3thanhawk

    “….sopra la media del 90 % dei prodotti comparabili”  …si sa che la modestia non è il tuo forte ma almeno dovresti fare i nomi di questi prodotti.
    1 euro al mese, meno di un caffè al giorno, come un Mojito, Premium …. marketing terra terra. 

    Tu continui a parlare di lavoro, di consuntivi ore, di stipendi, mentre io pensavo di essere su un sito amatoriale e non su Multiplayer.it (gente brava che ha trasformato un hobby in un lavoro svolto con professionalità, ne converrai). 

    Stiamo mischiando pere con mele. Meglio chiudere qui. Buon lavoro.

    PS. Almeno lascia perdere i conflitti di interesse, che insieme al Players Mediaset Premium ti rende tanto simile al Berlusconi che sta finendo di fottersi una intera nazione.

  • http://www.playersmagazine.it/ Matteo Ferrara

    Rikkomba, per quanto condivisibile (c’è una grossa percentuale di ovvietà in quel che hai scritto, non che sia un male per carità) il tuo commento mi sembra poco attinente col fulcro della discussione. Mi è sembrato più uno sfogo che altro, ecco. Poi ci sarebbe anche da dire che la prima parte, quella sulle lauree in aria fritta, è alquanto fuori luogo. Non so, iniziare con una frase del genere mi è sembrato un pò da troll.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Concordo eh. Quello che dico è che chiamarci “accattoni” perchè viene chiesto un supporto per non andare in negativo mi sembra eccessivo, soprattutto da qualcuno che i nostri siti li frequenta e con ogni probabilità si legge enormi quantità di contenuti a sbafo. Mi pare il minimo ALMENO non additarci come avidi strozzini se chiediamo un obolo per il servizio premium.

  • Rikkomba_SS4

    Tommasino, metti da parte un attimino le tue due lauree e tre master in frittura dell’aria e senti un po’. Players non e’ lavoro. Players non ‘ professionale. Players viene fatto per hobby, e parte del gioco e’ lo spingere questo hobby a livelli di professionalita’ che levati. Ma non e’ un lavoro. Se Players fosse un lavoro, ci camperesti. E con la sua formula attuale, si trattasse anche solo di pagare regolarmente i collaboratori e lo staff a cottimo, non ci campa nessuno (a meno che non si sia di fronte a un vero e proprio episodio di chiagn’e'fotte scandinavo, ma qui si va nell’iperrealismo). Quindi, se col Players di oggi non ci si campa, e’ un hobby. Lo so che c’e’ tanto lavoro dietro, ma non e’ lavoro professionale: e’ un hobby (cosi’ come un possa mettersi a correre cento chilometri alla settimana, ma se non vince una cazzo di gara non sara’ mai un agonista, soltanto un appassionato).
    Un gioco. Un gioco da grandi, del tipo “giochiamo duro, giochiamo sul serio”. A meno che nel futuro prossimo non si arrivi con la formula ATTUALE di Players a un attivo vero e proprio, il che sarebbe come minimo indicatore di una rivoluzione nel settore digitale, nonche’ di internet (a proposito: auguri).
    Qualora tale cambiamento avvenisse, con un prodotto anche parzialmente diverso, quello sarebbe un Players diverso. Un altro Players. Un nuovo Players. Ma quello di oggi, nelle condizioni di oggi, e’ tanto un prodotto professionale quanto io tollero la vista del Cinese. E non per volonta’ di trollaggio, ma perche’, Tommasino carissimo, al di la’ di tutti i “questa e’ casa mia, levatevi le scarpe e leccatemi il culo” del mondo, la realta’ ancor sussiste. Bon, torno su “iosonolibero”.

  • Rikkomba_SS4

    Tommasino, metti da parte un attimino le tue due lauree e tre master in frittura dell’aria e senti un po’. Players non e’ lavoro. Players non ‘ professionale. Players viene fatto per hobby, e parte del gioco e’ lo spingere questo hobby a livelli di professionalita’ che levati. Ma non e’ un lavoro. Se Players fosse un lavoro, ci camperesti. E con la sua formula attuale, si trattasse anche solo di pagare regolarmente i collaboratori e lo staff a cottimo, non ci campa nessuno (a meno che non si sia di fronte a un vero e proprio episodio di chiagn’e'fotte scandinavo, ma qui si va nell’iperrealismo). Quindi, se col Players di oggi non ci si campa, e’ un hobby. Lo so che c’e’ tanto lavoro dietro, ma non e’ lavoro professionale: e’ un hobby (cosi’ come un possa mettersi a correre cento chilometri alla settimana, ma se non vince una cazzo di gara non sara’ mai un agonista, soltanto un appassionato).
    Un gioco. Un gioco da grandi, del tipo “giochiamo duro, giochiamo sul serio”. A meno che nel futuro prossimo non si arrivi con la formula ATTUALE di Players a un attivo vero e proprio, il che sarebbe come minimo indicatore di una rivoluzione nel settore digitale, nonche’ di internet (a proposito: auguri).
    Qualora tale cambiamento avvenisse, con un prodotto anche parzialmente diverso, quello sarebbe un Players diverso. Un altro Players. Un nuovo Players. Ma quello di oggi, nelle condizioni di oggi, e’ tanto un prodotto professionale quanto io tollero la vista del Cinese. E non per volonta’ di trollaggio, ma perche’, Tommasino carissimo, al di la’ di tutti i “questa e’ casa mia, levatevi le scarpe e leccatemi il culo” del mondo, la realta’ ancor sussiste. Bon, torno su “iosonolibero”.

  • Simone Tagliaferri

    Che lavoro fai?

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Premesso che Players non è una rivista solo di videogiochi, che di fatto occupano il 30% dello spazio (forse), le risorse che sono richieste per produrla a questa qualità grafica, per recuperare i contenuti di cui parlare, e per fare in modo che sia compatibile anche con tablet e telefoni non sono comparabili alle risorse che servono per mettere online ArsLudica e Wiskast. Peraltro, sia membri di ArsLudica che di Wiskast scrivono su Players (Simone Tagliaferri e Paolo Savio, per essere precisi) senza grandi conflitti interiori nel chiedere che, CHI VUOLE, ci aiuti a coprire le spese. Perchè deve essere chiaro che finora abbiamo solo coperto le spese. Se dovessimo pagare i redattori, come giustamente fanno le riviste “professionali”, arrivederci.  

    Oltretutto, abbi pazienza, ma sono convinto che la qualità dei contenuti di Players sia sopra la media del 90% dei prodotti comparabili disponibili in italiano. Quindi non lo considero alla pari di scrivere due cazzate su un forum, visto che un singolo pezzo viene lavorato da diverse persone alla volta: chi lo scrive, chi lo corregge, chi lo impagina per la rivista, chi lo impagina per il web. Se chiedere poco più di 1€ al mese per una rivista come Players è troppo, siamo onestamente alla frutta. Non so, ma non vi vergognate nemmeno a pretendere che sia tutto gratis, sempre, come se il lavoro e il tempo degli altri valesse zero? Se facessi questo lavoro per un editore e dovessi mandare il resoconto delle ore mensili spese su Players ci porterei a casa tranquillamente due stipendi.

    Riguardo all’audience, se potessimo farla in inglese la faremmo, perlomeno avremmo un bacino di utenza più largo (e con ogni probabilità meno taccagno).

  • 3thanhawk

    Per me i videogames sono una passione, mi diverte giocarli, parlarne, scriverne. Quando lo faccio non mi costa fatica. Ci sono tanti altri siti (Arsludica, Wiskast, ecc.) che fanno un ottimo lavoro senza per questo assillare con continue richieste di denaro.  In quanto al pubblico italiano se lo ritieni immaturo allora lascia perdere e rivolgiti al pubblico finlandese. Considera quanto sopra come un suggerimento da parte di una persona del “pubblico”. Ciao.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Ma comunque elabora. In virtù di cosa gli sforzi delle persone non devono essere riconosciuti anche economicamente se l’offerta è

    a) valida
    b) adatta a tutte le tasche (perchè 9 mesi di Players costano come un Mojito in un club medio)
    c) disponibile anche gratuitamente in un secondo tempo a chi non può permettersela/non vuole contribuire?

    Onestamente questa cosa del tutto gratis, tutto subito non dimostra grande apprezzamento degli sforzi (mostruosi) che servono per gestire un progetto del genere, e anche una incredibile immaturità di una parte del pubblico italiano, che in momenti come questo dimostra scarsissima volontà di collaborare a progetti di cui comunque fruisce con inevitabile beneficio, e che vengono gestiti, mi pare indiscutibilmente, con una certa generosità. Perchè se pensi che una rivista si scriva da sola, sbagli di grosso.

  • Anonimo

    A 3thanhawk: se sono questi gli utenti di PdV allora viva Players e viva gli utenti Premium. Ahahahaha!!! Se la “libertà di internet” consente anche ai deficienti come te di dire la loro, allora auspico un futuro con un pizzico in meno di libertà e una bella iniezione di palle e buonsenso. ;-)

  • http://smeraldo.tumblr.com/ Smeraldo

    @3thanhawk
    Commento assurdo, spero tu te ne renda conto :D

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Lol, il post più ridicolo dell’anno? La passione di certo non ci manca, e i contenuti di Players sono disponibili ANCHE gratuitamente a chi sa aspettare. Ma produrre una rivista che ha poco da invidiare a quelle in edicola, anche non pagando chi la scrive e la mette insieme (che è quello che succede), non è affatto gratuito. O pensate che che ci piaccia lavorare gratis E andare in perdita? Perchè mi sembra chiedere un po’ troppo, onestamente. E non stiamo parlando di spese irrilevanti.

  • 3thanhawk

    Viva la passione, quella di Ring. Abbasso i premium, quello di Mediaset, quello di Players.  Parliamo di videogiochi per passione, mettiamo ai margini i petulanti col piattino in mano. Ora e sempre: viva la libertà di internet e abbasso i premium.