IlVideogioco.com
Chiudiamo in bellezza il nostro ciclo di storie sull’editoria videoludica italiana parlandovi di un altro blog in wordpress (la piattaforma più famosa di blogging alla portata di tutti). Oggi analizziamo Ilvideogioco.com di Edoardo Ullo, giornalista sportivo palermitano (un compaesano, per chi vi scrive NdR) accomunato dalla passione per i videogiochi nonché videogiocatore di vecchia data.
Edoardo ha aperto il suo blog con l’ambizioso scopo di ripercorrere la storia dei videogiochi, trattando sia pietre miliari che ultime novità, prediligendo PC, PlayStation 3 e il retrogaming, secondo la filosofia del “Il mondo videoludico in sintesi”.
Come sempre, vi lasciamo all’intervista che Edoardo ha gentilmente rilasciato a noi di Parliamo di Videogiochi, buon proseguimento!
- Ciao e grazie per aver concesso un’intervista a Parliamo di Videogiochi… innanzitutto presentati e dicci qualcosa di te…
Sono Edoardo Ullo, ho 34 anni e scrivo da Palermo. Sono giornalista sportivo da 11 anni pieni e collaboro con un quotidiano regionale. La passione per i videogiochi è nata in tenera età. Già a 7-8 anni ero affascinato da quelle macchinette che lanciavano colori e suoni (i classici arcade). Ne fui folgorato. IL primo computer è stato un Olivetti Prodest Pc 128… poi C64, Amiga e pc. Come console ho una PlayStation 3, PS2 ed Xbox 1.
- Ti ritieni un videogiocatore hardcore? Sei un nerd? Qual’è il tuo rapporto con la tecnologia?
Assolutamente no. Sono un giocatore curioso anche se vivo di ricordi. Il tempo di giocare è sempre di meno perché l’età e gli impegni (professionali e di famiglia) aumentano sempre più. Nerd non so, forse appassionato ma non sono un’arca di scienza. Poi sono un po’ scarsino (in effetti) con i videogiochi. Nonostante abbia molta passione, sono solo pochi quelli che riesco a terminare.
-Come è questa nuova avventura con il tuo sito ?
Stimolante. Una sfida sempre aperta alla caccia di notizie ma anche alla ricerca di dare qualche cosa di mio a chi mi legge. Non solo news, ma anche recensioni, speciali, anteprime e rubriche. Essendo solo però non posso fare moltissimo. Ma va bene così.
-Quali sono state le difficoltà nell’aprire il tuo sito? E nella ricerca di collaboratori?
E’ sempre difficile partire da zero. Tuttavia avendo un’idea di base si può fare bene fin dall’inizio. I problemi sono altri: tenersi aggiornati per tenere aggiornati i lettori e dare informazioni corrette. Per quanto riguarda la ricerca di collaboratori, attualmente non ne cerco. Sono consapevole dei miei moltissimi limiti nel rimanere da soli, ma avendo avuto esperienze passate, preferisco lavorare da solo anche perché allo stato attuale non potrei compensare in nessun modo chi mi collaborerebbe. Sono fervido fautore del fatto che chi lavora deve essere pagato, anche poco, ma deve essere pagato. Se così non fosse sarebbe meglio rimanere soli.
-In cosa il tuo sito è diverso dalla moltitudine di siti di videogiochi presenti in rete?
Forse in niente, probabilmente nel linguaggio ed in alcune rubriche. Per il linguaggio mi sono imposto di non scendere troppo sul tecnico perché partendo con la mentalità di chi scrive per un quotidiano sono convinto che tutti debbano essere in grado di capire cosa leggono fin dal principio. Molte volte capita che debba per forza scrivere termini tecnici, ma li spiego tra parentesi. Essere ovvi potrebbe essere stizzoso, ma ciò che è ovvio per un nerd non lo è per il lettore casuale che si imbatte a leggere le mie pagine. Le rubriche, beh, settimanalmente curo il diario di un videogiocatore, un post in cui scrivo in poche righe di un gioco o di una parte di esso (intro, musica, video, game-play) che fa parte del passato, del mio passato. E poi ci sono altri post su alcune riflessioni in chiave ironica nelle quali metto anche alcuni detti palermitani o siciliani (spiegandoli) per applicarli a quanto commentato.
-Come vedi la situazione editoriale italiana in tema videogiochi? Discreta ma potrebbe andare meglio. Alcuni team tengono alta la bandiera ma generalmente c’è ancora molta ignoranza in materia. A livello editoriale si potrebbero avallare diverse iniziative per diffondere quello che è il videogioco visto che per l’italiano medio il videogioco è spesso e volentieri (e tristemente) il videopoker o le slot machine. Dovrebbero fare qualche cosa di più.
-Da caporedattore di un sito di videogiochi, cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questa strada? E’ economicamente sostenibile?
Il mio blog è molto giovane e finora non ci sto guadagnando nulla. Anzi, ho pure speso i soldi del dominio. E’ normale. A meno di colpi di fortuna. Ci vuole una grandissima pazienza e perseveranza. L’obiettivo personale è quello di di guadagnarci qualche cosa, non lo nascondo, ma per arrotondare, magari all’inizio avere anche software ed hardware da provare per recensire. Attualmente è un secondo lavoro non retribuito. Però chi semina raccoglie e spero di seminare bene e raccogliere il giusto.
-Questione voti: Credi che il sistema di valutazione che spesso si trova in molti siti funzioni ancora? (se si perchè, se no perchè NdR) e se potessi cambiarlo a cosa penseresti?
Risposta: in teoria si, in pratica anche questo dovrebbe evolversi. Alcuni siti che usano i decimi di voto danno valutazioni anche al decimo, ossia 8,6, 7,2 ecc. Questo non va bene. Il mezzo punto può andare bene e dovrebbe essere uno standard. Tantovale esprimere i voti in centesimi allora. Se potessi cambiarlo? Forse potrebbe essere interessante dare le valutazioni in ventesimi come qualche sito ha cominciato a fare.
-Negli anni 90 le prime riviste di videogiochi erano redatte in gran parte da ragazzi appena usciti dal liceo. 10 anni più tardi i primi siti di videogiochi furono tirati su da ragazzi della stessa età richiamati dalla possibiltà di farsi passare “il giochino” dai publisher. Ancora oggi l’età media di molti redattori è piuttosto bassa, alcuni siti dicono esplicitamente di regalare giochi in cambio di articoli, e a leggere certi siti c’è da rimpiangere Game Power e soci. Esiste secondo te una mancanza di professionalità nel settore?
Parecchia. Non è giusto sfruttare la passione di molti ragazzini alle prime armi che vengono gettati allo sbaraglio. E poi, se ad una recensione chiediamo obiettività, che obiettività possiamo aspettarci da un quindicenne che ama un genere alla follia e ne recensisce un gioco? Oppure il contrario. Poi, il livello qualitativo è un po’ deludente. Spesso vedo frasi che sembrano tradotte con Google in un italiano maccheronico e sconnesso. Alcune parole della nostra lingua sostituite ingiustificatamente con inglesismi che non c’entrano nulla. Voti gonfiati senza alcun motivo o giochi massacrati per inezie. Recensioni scritte senza nemmeno aver provato il gioco e quindi senza cognizione di causa solo per riempire post, o pagine web. Così non va. Il livello è dannatamente basso se si escludono i siti di riferimento mentre in alcuni blog si trovano perle. E ritorniamo al punto di prima: promettere il gioco per poi recensirlo non fa aumentare la professionalità né tanto meno la qualità.
Il premio non dovrebbe essere un gioco ma un compenso adeguato alla prestazione che viene offerta e chiesta. Non dico che tutti debbano essere giornalisti professionisti con anni ed anni di esperienza, ma che almeno scrivano in italiano e che ci sia una regolamentazione. Di bimbi esaltati che scrivono una recensione con i piedi e si sentono gli dei della scrittura ne ho le scatole piene.
Sito Web: http://ilvideogioco.com






















