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One Shot Estate 2

Volume 2

La paura fa tre (e non fa più tanta paura)

Quello che si dice in giro è vero: F.E.A.R. 3 (in arte F.3.A.R.) ha perso un po’ del suo fascino in favore di un’omologazione che pare non lasciare scampo; dopotutto stiamo parlando di uno sparatutto in prima persona, genere da sempre inflazionatissimo.

Fear 3

Che differenza passa allora tra F.3.A.R. e un qualsiasi altro Call of Duty o Halo? La parola da usare è: “accuratezza”. Tutto in F.3.A.R. è stato studiato al millimetro, a partire dal solidissimo gameplay che prevede, tra le altre cose, un sistema di copertura particolarmente efficace. Le aree di gioco sono ben fatte e sebbene l’avanzamento risulti più lineare rispetto al passato è ancora possibile affrontare i combattimenti sfruttando tattiche diverse, soprattutto perché adesso un amico può controllare il fratello fantasma del protagonista e cooperare a dovere.

Il connubio Slow Mo/poteri mistici risulta vincente e invoglia i giocatori a sperimentare assalti e ritirate sincronizzati. Per esempio nei panni di Fettel, il personaggio fantasma, sarà possibile imprigionare un avversario particolarmente duro a morire tenendolo sospeso a mezz’aria, dando così modo a Point Man, il personaggio classico e già protagonista del primo episodio, di rallentare il tempo per sforacchiarlo con precisione, in quel tripudio di sangue ed arti mozzati che è da sempre un aspetto distintivo della serie.

Altri dettagli apprezzabili sono la possibilità di impegnarsi in una serie di semplici manovre di parkour e l’impossibilità di correre durante alcune particolari sequenze di gioco, espediente azzeccato perché in grado di sviluppare ansia anticipatoria.

Di contro c’è da dire che la mano di John Carpenter, regista cult di molti film horror assoldato per contribuire al titolo, si vede soprattutto durante le scene di intermezzo, quindi il giocatore non riesce mai ad immergersi con convinzione nell’atmosfera del gioco. Eh, sono lontani i tempi del primo F.E.A.R., ma non lamentiamoci troppo, và. F.3.A.R. da nuovo costa 59.90 euro.

Piccolo e brutto: cosa pretendere di più?

Earth Defence  Armageddon

Insettacci giganti venuti dalla galassia di Staminchia, preparatevi a morire! Tra meno di una settimana esce Earth Defence Force: Insect Armageddon, sparatutto in terza persona che non si limita a ispirarsi ai film di serie b giapponesi e americani, ma ne assorbe addirittura l’essenza. Un gioco brutto e fiero di esserlo, quindi, senza arte né parte né tantomeno vergogna.

Anche il prezzo è caratteristico delle produzioni a basso costo e il gioco sarà vostro con appena 39.99 euro. Si, decisamente la sua qualità migliore, perché tutto il resto è appunto merda. Di quella buona.

La trama ovviamente non esiste ma ci sono tanti bei palazzi di cartone da tirare giù a suon di bazooka, formicone sputa-acido, ragni giganti, navicelle aliene e mostri antropomorfi grandi come palazzi da massacrare senza pietà tra goffi rotolamenti e spietate compenetrazioni di poligoni.

I Protagonisti sembrano versioni hi-tech dei peggiori power rangers e possono essere dotati di tante, tantissime armi. La grafica è quasi da old gen e l’aspetto generale fa abbastanza schifo.

In singolo potrà risultare ripetitivo ma in cooperativa dai video pare essere una vera e propria droga per il cervello, che peraltro va preventivamente staccato e posato in un angolo della stanza, possibilmente lontano dai gatti.

Divertimento vecchio stampo, insomma, in attesa di Deus Ex per fine agosto. Soltanto allora sarò disposto a rinsavire.

Scritto da Raffaele Vota

Raffaele “Rafman” Vota è un nuovo acquisto della scuderia PdV. Videogiocatore di vecchia data, praticante della Nobile Arte della Spada Giapponese e autore di diversi giochi di ruolo (tra i quali non possiamo non citare il trashissimo “One Shot One Kill”) quando non allena i suoi temibili gemelli insieme alla sua temibile moglie si diverte a massacrare videogiochi di dubbia qualità e a lasciare che muoiano di stenti.
E’ altresì appassionato di cinema, sopratutto quello di serie B.
E di cucina Kousmine.
In fondo non è poi così cattivo.

  • Raffaele

    Guarda, se la sensazione è giusta mi sa che finirò come son finito con Crackdown 1 e 2: nonostante brutture e imperfezioni varie (il secondo specialmente era SENZA SENSO) lo giocherò per tantissimo tempo.

  • Stefano Lucchi

    Earth Defense è strano: non riesce a farsi giocare da più di un pugno di persone eppure quelli che lo giocano lo amano alla follia