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18 lug 2011 di

Recensopoli.it

Intervista a Bruno Barbera

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Rieccoci con la nostra serie di approfondimenti sull’editoria videoludica italiana. Dopo Gamereactor e Games365, oggi è il turno di Recensopoli.

Con il suo recente look grafico “vintage” Recensopoli non tratta solo di videogiochi, ma anche film, serie tv, fumetti, cartoni animati e storie di vita vissuta.

Facendo una breve carrellata, vi consigliamo vivamente le rubriche de Il gioco del se fossi (famoso riferimento all’omonima puntata di Futurama), Xbox Live Indie Brevis, (carrellata di giochi indie più o meno noti disponibili sull’omonimo Marketplace di Microsoft) il gioco della Domenica, (approfondimento di un titolo giocabile sul web, solitamente videogiochi realizzati in flash) Webmaster in corso (piccole “dritte” e consigli su come aggiungere funzionalità al proprio sito internet) e Tecnopoli (con la cronostoria del mitico Commodore Amiga).

Parliamo di Videogiochi ha intervistato per voi Bruno Barbera, ideatore ed admin del blog. Buon proseguimento!

 

- Ciao e grazie per aver concesso un’intervista a Parliamo di Videogiochi… innanzitutto presentati e dicci qualcosa di te…

Ciao, mi chiamo Bruno, ho 32 anni, e con il mio amico Lancil9 abbiamo aperto, ormai da un bel po’ di mesi, Recensopoli, un blog dove parliamo di videogiochi, film, telefilm, e (molto poco) altro.

- Ti ritieni un videogiocatore hardcore? Sei un nerd? Qual’è il tuo rapporto con la tecnologia?

Un nerd sicuramente sì – tra videogiochi, manga, anime, comics e film più o meno ignoranti, a livello di curriculum ci sono. Casual sicuramente no, hardcore non so – nonostante abbia passato intere giornate attaccato a un joypad, o a vedere film e telefilm, non sono mai arrivato ai livelli di monomania che mi capita di vedere in rete. Idem per la tecnologia: nonostante mi sia piaciuto smanettarci fin da piccolo, non ho la scimmia di dover avere sempre l’ultima novità.

-Come è questa nuova avventura con il tuo sito ?

Nel complesso positiva – nel senso che alla fine per ora è un hobby anche quello, che mi dà soddisfazione in sé oltre che quando – ovviamente – vedo che un post riscuote un certo consenso.

-Quali sono state le difficoltà nell’aprire il tuo sito? E nella ricerca di collaboratori?

L’idea di aprire Recensopoli è venuta a Lancil9 – mi ha proposto di creare un blog a due e io ho accettato. Entrambi avevamo avuto vari blog in precedenza, e l’intenzione era di unire le forze per creare qualcosa che non venisse abbandonato dopo un paio di post. Difficoltà particolari non ce ne sono state, anche perché siamo partiti con l’idea di fare un qualcosa a tempo perso.

L’unico obiettivo che ci siamo dati è stato di pubblicare almeno un post al giorno – e questo sì, a volte è stato difficile, ma, a parte un paio di eccezioni, finora ci siamo riusciti. Collaboratori onestamente non ne abbiamo cercati – anche se per un po’ di tempo ha scritto qualcosa anche Drakonio, amico di Lancil9 e appassionato di cinema.

-In cosa il tuo sito è diverso dalla moltitudine di siti di videogiochi presenti in rete?

Beh, sia io che Lancil9 nella vita facciamo altro, e il tempo è sempre poco, per cui sin dall’inizio abbiamo deciso di non metterci in competizione con i siti “seri” (le news in stile ANSA, per esempio, le abbiamo scartate da subito), e di impostare il tutto come un blog in cui parlare dei nostri vari hobby, scrivendo recensioni e approfondimenti su quello che giocavamo, guardavamo e leggevamo. Il tutto con quel minimo di struttura per non essere troppo caotici, e al contempo per non limitare troppo la nostra libertà di scrittura.

L’idea, in ogni caso, è di cercare di fare in modo che chi ci viene a leggere non trovi scritte le stesse cose che può già leggere in migliaia di altri siti, e per questo cerchiamo sia di parlare di cose magari poco note o poco trattate, sia di parlare in modo diverso di robe più “mainstream”.

Ad esempio, per l’E3 la tendenza è stata di parlare approfonditamente solo delle conferenze e dei titoli maggiori, e di dedicare a quelli minori la solita marea di aggiornamenti-trafiletto. Personalmente trovo che sia un po’ scomodo doversi far strada tra centinaia di post e articoli per vedere tutti i titoli presentati ad una fiera, e soprattutto che non tutti ne abbiano il tempo.

Per questo motivo, ho scritto una breve serie di post “riassuntivi”, in ognuno dei quali ho parlato in modo stringato di una decina di titoli diversi (accompagnandoli con i relativi trailer), cercando di dare priorità ai titoli che magari erano rimasti più in ombra. In questo modo, chi leggeva poteva farsi in poco tempo un’idea di tutto quello che era stato presentato, e magari “scoprire” qualche gioco interessante che gli era sfuggito – ed è una cosa che, per quanto ne so, non ha fatto nessun altro.

-Come vedi la situazione editoriale italiana in tema videogiochi?

Per le riviste non mi pronuncio, perché ho smesso di comprarle da tempo, e per le realtà online confesso di seguire abbastanza i blog e pochissimo i siti maggiori, per cui ciò che dirò potrebbe essere frutto di questa visione parziale. Ad ogni modo, ho due considerazioni principali:

1) Le news tendono ad essere troppo brevi e frammentate – per questo personalmente non ho mai seguito i portali più grandi: troppo “rumore”. Per fortuna di recente tra podcast e video (questi ultimi più all’estero che in Italia) si riesce a star dietro alle novità senza troppa fatica.

2) Riscontro una certa tendenza ad allinearsi verso linee di pensiero uniche. In altre parole, preso un gioco X, ci saranno tot siti che diranno che è bello per i motivi A, B e C, e tot siti che diranno che è brutto per gli stessi motivi, col risultato che una volta letto di quel gioco su un sito, saprò già più o meno cosa ne diranno tutti gli altri.

-Da caporedattore di un sito di videogiochi, cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questa strada? E’ economicamente sostenibile?

Beh, come ho già detto Recensopoli è un hobby, e “caporedattore” è una parola grossa – al massimo webmaster. :)

La sostenibilità economica è un problema spinoso – credo che esistano poche strade per guadagnare davvero col web. Nella situazione attuale, o si mette in piedi un sito che faccia abbastanza contatti da ripagarsi con le misere tariffe che pagano i banner, o, per realtà più piccole, si fa leva sull’effetto community e si intraprende la via delle donazioni – in questo senso un esempio abbastanza riuscito mi sembra essere Digitalia (che però non è un sito di videogiochi).

La strada più promettente per ora mi sembra quella dei tablet, iPad in testa: lì ancora non si è diffusa la cultura del “tutto gratis”, e credo che chi sarà in grado di offrire soluzioni ad hoc (che non siano cioè dei semplici pdf, ma che sfruttino le potenzialità del mezzo) potrebbe alla fine riuscire a mettere in piedi qualcosa di solido. Non so però se ci sia, né se ci sarà, un mercato tale (specialmente in Italia) da poter sostenere progetti troppo costosi, ma magari un qualcosa di mediamente professionale sì.

-Questione voti: Credi che il sistema di valutazione che spesso si trova in molti siti funzioni ancora? (se si perché, se no perché NdR) e se potessi cambiarlo a cosa penseresti?

Credo che il problema sia a monte: si dà troppa importanza ai voti semplicemente perché non si leggono le recensioni, o al massimo si legge solo il commentino finale. Questo accadeva già con le riviste, e ancora di più accade online. Si può dare la colpa alla pigrizia dei lettori, ma rimane il fatto che la realtà è questa, e di certo leggere a schermo e in un ambiente ricolmo di distrazioni com’è un computer non aiuta.

Per questo credo che più che spendere tempo ed energie sulla questione voto sì/voto no, sarebbe più utile cercare di trovare modi per rendere la lettura più agevole – magari un po più di sintesi, un uso accorto dei grassetti, ed in generale un’attenzione particolare alla leggibilità in generale. Tra l’altro mi pare che la tendenza a scrivere recensioni di pagine e pagine sia tipica del mondo dei videogiochi – le (in verità poche) recensioni che leggo di film o altro di solito sono molto più stringate, ed i pezzi più lunghi sono riservati solo agli approfondimenti.

-Negli anni 90 le prime riviste di videogiochi erano redatte in gran parte da ragazzi appena usciti dal liceo. 10 anni più tardi i primi siti di videogiochi furono tirati su da ragazzi della stessa età richiamati dalla possibilità di farsi passare “il giochino” dai publisher. Ancora oggi l’età media di molti redattori è piuttosto bassa, alcuni siti dicono esplicitamente di regalare giochi in cambio di articoli,  e a leggere certi siti c’è da rimpiangere Game Power e soci. Esiste secondo te una mancanza di professionalità nel settore?

Esiste sicuramente e credo che i motivi possano essere principalmente due. Da un lato, per come è messo il mercato oggi (e non solo nel mondo dei videogiochi) credo che sia difficile, anche per l’editore più volenteroso, garantire un compenso adeguato a chi scrive, per cui si tende a impiegare persone poco preparate e che accettano (e possono permettersi) di essere pagate poco o per niente. Dall’altro, il videogioco è un medium ancora giovane, e la critica videoludica lo è ancora di più, per cui tutto sommato è anche normale che non abbia ancora un suo linguaggio vero e proprio.

-Come vedi il settore tra 10 anni?

Fare previsioni così a lungo termine è difficile ma, guardando all’evoluzione di cinema e i fumetti, credo che entro una decina d’anni ci sia la concreta possibilità che il medium videoludico diventi abbastanza maturo e diffuso da produrre l’equivalente di un Watchmen.

Il fattore più importante penso sia il ricambio generazionale – se oggi è possibile un Heavy Rain (lo cito come esempio di gioco “mainstream alternativo”, al di là delle sue qualità intrinseche), è perché c’è una fetta di mercato costituita da (ultra)trentenni che hanno iniziato a videogiocare negli anni 80 e che oggi vogliono (anche) un’esperienza del genere. Probabilmente in futuro ci sarà qualcuno che oggi è adolescente e gioca a Heavy Rain, e quando sarà trentenne vorrà qualcosa di ancora più ricercato – o magari lo realizzerà lui stesso.

Sito Web: www.recensopoli.it

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  • Raffaele

    Ottimo blog Recensopoli, lo leggo sempre con piacere.