Da grandi fallimenti derivano grandi successi

14 lug 2011 di

Da grandi fallimenti derivano grandi successi

“Il mio sbaglio più grande, ma che rifarei…”

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E’ di qualche giorno fa la dichiarazione di Clifford “Cliff” Bleszinski, il game designer che scopa più di noi, in merito al sicuro successo di Wii U. Secondo l’autore di Gears of War, il Wii U ha tutte le potenzialità per sfondare e il motivo è di carattere storico:

“Da quello che ho visto, sembra intrigante, anche se molti dicono che si tratti solamente di un Dreamcast o qualcosa di molto simile. Ma spesso, quello che è vecchio è nuovo. Il Power Glove ha portato alla Wii, giusto? Il Virtual Boy ha portato al Nintendo 3DS, giusto? Si dimentica che molte di queste tecnologie obsolete sono state i predecessori tecnologici degli attuali videogiochi. Il Kinect è una webcam sofisticata, giusto?”

 

Non è ben chiaro da quale progetto fallimentare derivi il Wii U, è molto più probabile che Wii U si trasformi nel progetto fallimentare dal quale nascerà la prossima piattaforma vincente di Nintendo. Daltronde come non ricordare che il famosissimo Donkey Kong è nato dal fallimento di Radarscope, arcade che pare abbia fatto perdere il sonno all’ex presidente Hiroshi Yamauchi. E ancora, uno dei più grandi fallimenti di Nintendo  (tant’è che neanche è mai uscito) è il progetto del lettore CDROM per SuperNES che finì per tramutarsi in uno dei brand videoludici più famosi al mondo, Playstation.

La storia dei videogiochi è disseminata di flop hardware e software che hanno dato vita a franchise iconici. Su due piedi mi viene in mente Rad Racer, penultimo progetto videoludico di Hinorobu Sakaguchi prima di abbandonare tutto e tornare all’università, se con il suo ultimo progetto non avesse fatto centro. Oppure Satoshi Tajiri, designer in Nintendo (again) e fondatore di Game Freak, società che sarebbe quasi fallita qualche anno dopo producendo il banale Pulseman, se il successo di Pokemon non l’avesse travolto qualche anno più tardi.  Infine lo sapevate che nVidia, uno dei maggiori produttori di schede grafiche, quasi finì per chiudere bottega per colpa di SEGA se non avesse abbandonato decisioni scellerate per ritornare a produrre schede video all’avanguardia? Di questo episodio ne riparleremo in una delle prossime puntate di Rise and Fall, non vi preoccupate.

Sull’orlo del baratro, solo chi ha avuto la tenacia di stare in piedi ha saputo trasformare i propri fallimenti in prodotti popolarissimi. Ma è anche accaduto il contrario, ovvero grandi successi che hanno trascinato gli autori nel baratro. In campo ludico basti pensare a Duke Nukem o Too Human, oppure Galleon sviluppato da quel Toby Gard autore del primo Tomb Raider. In campo hardware basti pensare a Konix, società leader nelle periferiche negli anni ’80 e fallita miseramente a causa del non-troppo-vapourware Multisystem.

Ecco, se fossi in Bleszinski mi toccherei le balle per il nuovo IP dopo Gears

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