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11 lug 2011 di

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Intervista a Giulio Pratola

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Rieccoci a trattare di realtà editoriali sulla rete, che non di solo Parliamo di Videogiochi e Players vive il videogiocatore. La volta scorsa abbiamo avuto l’occasione di fare quattro chiacchere con Lorenzo Mosna, caporedattore della sezione italiana di Gamereactor, sito di videogiochi con un’ampia diffusione in europa. Quest’oggi invece saltiamo in direzione diametralmente opposta focalizzandoci si di una realtà nata da poco.  L’obbiettivo è vedere qual’è la percezione dell’editoria italiana attraverso una piccola redazione rispetto ai grandi portali videoludici.

Games365.it è un sito giovane con l’obiettivo di offrire all’utenza italiana un’informazione veloce e approdondita sia al pubblico che agli operatori dell’industria. Il sito di Giulio Pratola e Felice Di Giuseppe è semplice e minimalista, ma comprende gli elementi ormai d’obbligo in qualsivoglia portale che si rispetti: notizie in evidenza, angolo dei video e ultimi articoli. Diversamente alla maggiorparte dei siti di videogiochi presenti in Italia, le recensioni non sono corredate da voto finale. Come dire, leggetevi l’articolo e non arrivate a conclusioni affrettate per colpa di un numero!

Abbiamo intervistato Giulio Pratola, ideatore ed admin del sito, che ci ha dato la sua prospettiva dell’editoria videoludica italiana.

 

- Innanzitutto ciao e grazie per aver concesso un’intervista a Parliamo di Videogiochi. Raccontaci un po’ qualcosa di te.

R: Mi chiamo Giulio Pratola, ho 21 anni e sono l’ Editore Capo di Games365.it

- Ti ritieni un videogiocatore hardcore?

R: Decisamente si, sono un hardcore. Chiariamo: non adoro le divisioni “classiste” ma considerando la mia storia passata potrei decisamente definirmi un hardcore. Gioco ai videogame da quando ho 6 anni e se non sono davanti una console è soltanto perché sto scrivendo… di videogame. Non mi considererei un NERD per svariati motivi, più che altro mi piace vedermi come un osservatore dell’industria e un appassionato di videogaming nella definizione più semplicistica del termine.

Con la tecnologia ho un buon rapporto, anche se non sono certo il tipo che corre dietro ad ogni nuovo device al day-one.

-Come reputi questa nuova avventura con il tuo sito ?

R: Entusiasmante, ogni giorno riceviamo piccole soddisfazioni ed il nostro portale, anche se lentamente, assume sempre più le caratteristiche di un sito professionale. Si tratta di una strada lunga e difficile, intrapresa con la consapevolezza che i “veri risultati” richiederanno del tempo. Ma per ora siamo pienamente soddisfatti e non vediamo l’ora di crescere.

-Quali sono state le difficoltà nell’aprire il tuo sito? E nella ricerca di collaboratori?

R: Aprire un sito, in qualsiasi campo, è sempre un qualcosa di estremamente difficile. Una volta pronto il portale, l’arrivo di collaboratori è direttamente proporzionale alla quantità di utenti unici che visitano le proprie pagine, quindi è facile rimanere a “secco” di personale per un bel po’ di tempo. Consiglio di avviare un sito del genere soltanto se si ha l’aiuto di alcuni amici volenterosi, intenzionati a rivoluzionare le proprie vite e a dedicarsi al progetto giorno e notte. Fra le prime difficoltà potrei sicuramente annoverare la naturale barriera che formano le varie compagnie, nei confronti dei siti più piccoli. I PR tendono a privilegiare i siti con grandi numeri e ci si ritrova spesso con l’acqua alla gola. Nonostante ciò posso garantirvi che in giro ci sono persone molto più disponibili di quello che sembra, capaci di seguirvi e indirizzarvi verso la strada giusta. Basta solo avere fiducia e mettercela tutta, i risultati arriveranno di conseguenza.

-Domanda immancabile: in cosa il tuo sito è diverso dalla moltitudine di siti di videogiochi presenti in rete?

R: Invece di concentrare l’attenzione su articoli, recensioni, anteprime o interviste, noi di Games365.it puntiamo a creare una community focalizzando l’attenzione sulle news, pane quotidiano di tutti gli operatori dell’industria. L’utente è “affamato di sapere”, vuole continuamente aggiornamenti sui titoli ad alto tasso di hype ed è proprio lì che puntiamo ad arrivare. Diventare un punto di riferimento per tutti gli aggiornamenti del mondo dei videogame, ora dopo ora.

-Come vedi la situazione editoriale italiana in tema videogiochi?

R: In Italia, oggi, c’è un fortunato Oligopolio gestito da poche persone. Questo avviene principalmente per il disinteresse dello stato nel settore, la mancanza di incentivi e per le difficoltà con cui si arriva a creare un portale di successo. La tendenza generale, comunque, è quella di tutte le altre nazioni. La carta stampata ha subito un duro colpo negli ultimi anni e i siti internet stanno acquisendo sempre più peso e importanza. Il motivo principale risiede nel fatto che un sito internet può catalizzare l’attenzione di migliaia di utenti ogni giorno, mentre i mensili forniscono, per forza di cose, notizie stantie e recensioni vecchie di settimane. Il futuro dell’industria dei videogame, ovunque si vada, è la notizia in tempo reale è l’interazione in tempo reale.

Le software house tarderanno ancora un po’ a raggiungere l’Italia. Purtroppo uno studio di sviluppo aperto sul territorio italiano è soggetto a forti tasse e senza il giusto supporto tende a crollare velocemente. Finché lo Stato non garantirà agevolazioni sostanziali e supporto logistico, l’industria dei videogame continuerà a colpire di striscio l’Italia come si è fatto sino ad oggi.

-Cosa consiglieresti a coloro che vogliono aprire un proprio sito di videgìochi partendo dalle tue stesse ambizioni?

R:  Innanzitutto giocate, giocate tantissimo. Partite dai titoli più vecchi, fatevi una cultura e notate le differenze dei vari stili di gameplay incorse col passare del tempo. Analizzate l’evoluzione del videogaming e imparate da essa. Entrare nel settore non è facile e richiede molto tempo. Ciò che serve veramente è lo studio della lingua italiana, lo studio dell’inglese e un sacco di “faccia tosta” e intraprendenza. Aprire un portale è economicamente sostenibile e non richiede grandissime somme di denaro. Ciò che sarà necessario è il quotidiano impegno richiesto alla persona, per rimanere al passo coi tempi ed evitare di finire presto nel dimenticatoio. A mio parere l’apertura di un sito può tranquillamente diventare un lavoro, nell’industria dei videogame girano molti soldi e i big publisher sono sempre pronti a pubblicizzare i propri titoli per prevalere sugli altri. Il vero ostacolo iniziale sarà attirare abbastanza utenti da acquisire rilevanza, se siete bravi in quello allora avete le porte aperte per il successo.

-Abbiamo notato che a diffenza del 95% dei siti videoludici, Game365 non pubblica i voti. Pensi che il sistema numerico funzioni ancora?

R: No, non funziona più e per due motivi. Innanzitutto spesso si tende a sbagliare il voto. Nella maggior parte dei casi si vedono redattori capaci scrivere articoli perfetti e perdersi sul numero finale. In altri casi, invece, il voto viene sempre gonfiato per non attirarsi l’ira dei publisher e automaticamente non si offrirà una valutazione corretta. Molti utenti, inoltre, hanno completamente smarrito il senso del valore numerico e considerano “passabile” solo un titolo che prende, ragionando in decimi, dall’otto in sù. Come se avere un bel sette sia la vergogna massima.

L’industria oggi dovrebbe studiare metodi di valutazione alternativi, proprietari. Ci si dovrebbe slegare dal numero e pensare ad una scala differente che dia il reale senso della valutazione senza esagerarla o mistificarla. I developer tentano di innovare i titoli ogni giorno, noi invece siamo fermi sullo stesso metodo di valutazione da venti anni e ora stiamo dimostrando quanto, in realtà, sia impreciso ed inefficace e crei solo malcontento fra gli utenti.

- Esiste secondo te una mancanza di professionalità nel settore?

R: La professionalità non è un qualcosa che deriva principalmente dall’età. Si è professionali anche a quindici anni, se si è ricevuta la giusta educazione e si sa quando portare rispetto ad una persona. Io stesso sono giovane, ho 21 anni e ho cominciato a scrivere di videogame a quindici. Porto sempre il massimo rispetto verso gli addetti dell’industria e tento sempre di mantenere alto il nome del sito, perché voglio che l’utente percepisca la realtà che ho creato come un “tempio” del videogaming, un luogo in cui ci si trova dinanzi a persone che gestiscono il proprio lavoro con passione e integrità. Purtroppo molti ragazzi di oggi falliscono nel comprendere questo aspetto, perché ritengono che essere amici con gran parte della community sia una mossa più astuta. Molti di loro, semplicemente, sono affamati di notorietà e godono nel vedere i propri amici rivolgersi a loro per informazioni sul mondo dei videogame.

Fortunatamente l’industria è capace di filtrare automaticamente tali personaggi, infatti difficilmente si concede credito a chi non mostra il giusto rispetto nelle relazioni professionali.

Come dicevo, quindi, la professionalità è una cosa che deve venire da dentro e vi garantisco che anche fra i “big” ci sono personaggi molto poco professionali che sfruttano i propri collaboratori per un proprio tornaconto, nonostante il successo di un sito dipenda in gran parte da loro.

-Come vedi il settore tra 10 anni?

R: L’industria sta vivendo una seconda età dell’oro, paragonabile a quella vissuta durante i primi anni ottanta quando Activision trainò il mercato verso il modello del publishing professionale. Oggi, però, la tendenza è contraria e la nascita di un gran numero di developer indipendenti lo dimostra. Fra dieci anni questi studios prenderanno sempre più piede ed avranno idee sufficientemente “potenti” da cambiare radicalmente anche l’industria AAA. Minecraft e Angry Birds sono solo la punta dell’Iceberg. La sostanziale e continuata crescita dei servizi di Digital Delivery favorirà molto queste persone sino a renderle più influenti di quello che possiamo immaginare. La nuova generazione di console, comunque, cambierà sicuramente le carte in tavola.

 

Sito Web: http://www.games365.it

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