I costi della politica
Da qualche tempo Parliamo di Videogiochi inserisce al suo interno vari banner promozionali, alcuni provenienti da Adsense mentre altri da affiliazioni esterne. Abbiamo anche in programma una sorta di vendita indiretta di giochi, ma il servizio non è partito a causa di alcuni problemi organizzativi. Sapete com’è, siamo online con il nuovo sito da meno di un mese ed uscire nel periodo estivo non è la cosa più facile del mondo (anche se non potevamo fare altrimenti). Dall’apertura del sito avvenuta più di un anno fa, è la prima volta in assoluto che usiamo questi mezzi.
Alcuni potrebbero non capire la necessità di questa scelta. Anzi, mi stupisce che i primi dubbi non siano arrivati dai lettori ma dai collaboratori. All’inizio piazzare banner e link è stato difficile, probabilmente erano troppi e mal posizionati mentre adesso sembrano essere disposti con un po’ più senso. Inoltre come saprete, Parliamo di Videogiochi propone il sostentamento del sito tramite diverse forme. Flatter, Donazioni, Store, ora i banner, domani i giochi…ma non staremo chiedendo un po troppo? Proprio ieri, un lettore di Players ha scritto questo:
Io non ho capito una cosa: se Players e’ effettivamente un prodotto collettivo sostenuto da una quantita’ di soci che va al di la’ di chi ci lavora, perche’ non viene mai fatta menzione di un dettaglio esauriente delle spese sostenute e del modo in cui sono stati spesi i soldi mandati per Players?
La risposta la potrete trovare nei commenti al di sotto dell’articolo, tuttavia credo che sia necessario chiarire, per una questione di trasparenza, quali sono le motivazioni che hanno portato a questa scelta, quali sono gli “eventuali” guadagni, quali sono le spese.
Tra i tanti pregi, uno pochi difetti di Internet è quello di aver messo in testa a taluni che tutto sia dovuto e che soprattutto debba essere gratis perchè così vanno le cose. Mettiamolo subito in chiaro: qualunque sia l’argomento, lavorare su di un sito, produrre articoli e contenuti, seguire e riportare le varie iniziative, ha tutto un prezzo. Se il valore non è quantificabile in denaro, allora lo sarà in tempo. Provate a pensare alle ore giornaliere richieste per mantenere un sito come PDV, poi a quelle per scrivere una rivista come Players. Moltiplicate per almeno 4 giorni a settimana e poi per almeno 40 settimane su 54 l’anno. E’ un po’ tanto lavoro che finisce quasi-gratis sui vostri computer. Non preoccupatevi, non abbiamo intenzione di chiudere il sito ad una ristretta cerchia di abbonati come farebbe un Murdoch qualunque, possiamo creare un modello economico valido anche proponendo contenuti gratis come abbiamo sempre fatto.

Vi diciamo ad esempio che attualmente i 4 banner Adsense stanno fruttando la bellezza di 3,51 €. Abbiamo iniziato a metà del mese rimescolando la posizione e l’efficacia del banner, tant’è che per il mese prossimo puntiamo all’ambiziosissimo traguardo di ben…1 euro al giorno. Ehm. A questo bel gruzzoletto potremmo aggiungere le commissioni per la vendita giochi tramite affiliazioni, che nella maggior parte dei casi ammontano al 3,5%, che sulla vendita di un gioco a 45 euro sono poco più di 1,5 euro. Insomma, per raggiungere i 100 euro al mese dovremmo vendere almeno una 60ina di giochi, 2 al giorno, non so se ho reso l’idea. Vengono poi i ricavi di Flatter, pochi considerando che la piattaforma è ancora in beta e l’iscrizione è ad invito, ed infine le donazioni , la maggiorparte delle quali per Ringcast. Ogni mese entrano nelle nostre tasche non più di 20 euro al mese, se va bene.
Quanto costa invece mantenere Parliamo di Videogiochi? Innanzitutto c’è il costo del dominio di Aruba che nel particolare pacchetto che abbiamo scelto (database linux, caselle email, statistiche, backup, redirect) viene a costare circa 70 euro l’anno. Poi c’è l’ampliamento del database del forum e degli articoli, altri 14 euro. Non mancano le spese pubblicitarie, perchè non siamo gli ultimi degli stronzi ma nemmeno Multiplayer.it: tra Adworlds, Facebook e altri canali almeno 100 euro se ne vanno via. Un’altra 20ina di euro infine sono tenute da parte per varie ed eventuali spese extra. Si arriva al pareggio, forse qualcosina di più, ma che fatica!
Per Players, la situazione in apparenza più rosea per le precedenti raccolte crowdfunding in realtà lo è solo di poco: come riportato da Tommaso De Benetti nei commenti in risposta al tizio di sopra “Pubblicità sui social networks – Spese per la stampa di materiale promozionale – Piattafroma software per l’uso su dispositivi iOS/Android e sistema di account – Spese di licenze software – Hosting” , molte delle quali sono spese in bilancio che PDV non affronta, portano ad una situazione solo marginalmente migliore, considerando anche che Players ha una base d’utenza che si deve costruire “quasi” da zero (quindi investimenti maggiori).
Un lavoro(ne) fatto senza che nessuno veda il becco di un quattrino. Si fa per passione, parafrasando un mio vecchio articolo su Babel, ma ci stiamo stufando un po’ tutti quanti di questa frase fatta. L’obbiettivo dell’organico di PDV/Players è quello di rendere i due progetti remunerativi in modo che un giorno i nostri collaboratori possano rispondere alla domanda “che lavoro fai” con “scrivo per una rivista/sito di videogiochi/media”, ma questa è una strada lunga e difficile. Potremmo cercare degli editori, ma sapete come andrebbe a finire.
Per ora andiamo avanti con piccole donazioni e qualche banner. In futuro forse penseremo a questo periodo e ci metteremo a ridere. Ma non oggi, non ancora.






















