Oggi Miyamoto ha starnutito
Qualche giorno fa parlavo con i collaboratori della gestione delle news all’interno del sito, dove dovrebbero essere cercate e come dovrebbero essere scritte, cercando di focalizzare l’attenzione sull’importanza dei fatti da riportare. Ammetto che c’è ancora qualche piccolo intoppo, ad esempio alcuni lettori ci hanno chiesto di inserire le fonti alle notizie che non riportiamo non certo per negligenza, perciò non appena avremo risolto alcuni problemi di organizzazione cercheremo di dare ascolto a tutte le richieste.
Essendo Parliamo di Videogiochi una relativamente piccola realtà, non possiamo permetterci di confrontarci con i grossi portali che inevitabilmente ci asfalterebbero su questo piano, piuttosto dovremmo puntare a notizie interessanti che non hanno avuto copertura altrove, senza però raccattare l’inutile o il gossipparo che ci trasfromerebbe in una sorta di Studio Aperto videoludico.
Durante la chiaccherata, cercando un confronto con la concorrenza sul numero di notizie giornaliere, sono capitato sulla home di un grosso portale videoludico italiano. Il sito, quel giorno, aveva inserito ben 17 news. Mica male ho pensato in un primo momento, nonostante l’avere newser pagati fosse un vantaggio non da poco. Un’analisi più attenta ha però reso evidente che delle 17 news riportate, ben 7 erano relative a trailers, mentre altre 4 sembravano comunicati stampa da PR. Alla fine, il grosso portale con newser pagati finiva per avere fondamentalmente lo stesso numero di news nostro, che al massimo sopravviviamo con qualche banner qua e la.
Le motivazioni dietro ad un così alto numero di news sono ovviamente di carattere economico, tuttavia spesso trovo un certo lassismo nel pubblicare materiale che può essere trovato comodamente su altri lidi con una manciata di click. News, trailers, comunicati sono risorse indispensabili per un sito internet perché impediscono al lettore di fuggire dopo la lettura di una manciata di articoli. Se il lettore trova tutto ciò di cui ha bisogno in un unico posto, non solo la prossima volta ritornerà a visitare lo stesso blog/portale, ma non avrà bisogno di leggerne altri 3-4 per colmare eventuali gap.

Spesso però la tendenza è quella di riempire uno spazio con tot caratteri giusto per ottenere qualche impression in più. Quindi ecco fioccare veri e propri comunicati stampa telegrafici. E’ uscito il nuovo Sonic. Stop. Prevista la raccolta di Saracazzi Megamix da parte di Atlus il prossimo 23 Settembre. Stop. Miyamoto ha starnutito. Stop. Il giocatore non può ovviamente essere tenuto all’oscuro dell’uscita del nuovo Sonic, soprattutto se è un appassionato della serie, ma quanto sono utili “news” di questo genere?
La risposta mi pare ovvia. L’editoria videoludica sembra sempre di più la brutta copia del giornalismo tradizionale, che in Italia già non brilla. Invece che affrontare le notizie con la dovuta attenzione, i siti di videogiochi sembrano tante piccole, medie, grandi raccolte di comunicati Ansa. Tra notizie telegrafate ed errori grossolani che denotano la mancata conoscenza delle lingue straniere, perché accade anche questo (e molto più spesso di quanto possa sembrare, ma ne parleremo in un altro articolo), c’è chi addirittura si definisce testata giornalistica registrata. Almeno sul registrata non dovrebbero esserci dubbi.
Le poche realtà che invece tentano un approfondimento della notizia sono state prese a modello da Parliamo di Videgiochi che nel suo piccolo, con la sezione Attualità, cerca di offrire una informazione più completa sui fatti della settimana, anche se per vari motivi (tutti di carattere tecnico/organizzativo), non sempre centriamo il bersaglio, il che ci rende fondamentalmente parte del problema, ma almeno non abbiamo la presunzione di definirci “testata giornalistica”. In Italia il nostro modello da seguire è Punto Informatico (www.punto-informatico.it) che non si limita a riportare la notizia ma punta sull’approfondimento, mentre nel mondo ci riteniamo più affini a Destructoid e Kotaku, due realtà che hanno pochi corrispettivi nel panorama nostrano.
In quello che può sembrare un editoriale Minzoliniano, c’è la volontà di portare a galla un problema piuttosto grave del panorama editoriale italiano, che da troppi anni è legato ad una concezione vecchio stampo per paura di rinnovare. O forse, ed è peggio ancora, perché manca proprio la voglia di fare qualcosa di diverso.






















