PR di Duke Nukem: “farò le feste a chi sarà cattivo” (cit.)

15 giu 2011 di

PR di Duke Nukem: “farò le feste a chi sarà cattivo” (cit.)

Una ritorsione contro le pessime valutazioni di Duke Nukem Forever?

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…”e sarò buono a chi mi dice: BRA-VO!

Se non avete colto la citazione significa che sono troppo vecchio.
In ogni caso è apparso di recente sulla pagina Twitter di un PR di The Redner Group, società di Public Relation che si è occupata della promozione del titolo di 2K Games, un messaggio che non lascia adito a dubbi:

2k twitter

che significa pressappoco “Troppi si sono spinti troppo oltre con le recensioni…faremo una revisione su chi si prenderà i giochi la prossima volta e chi no in base al veleno sputato oggi”.  In pratica, se avete recensito malamente il tanto, ma davvero tanto atteso Duke Nukem Forever, allora la prossima volta non vi mandiamo il gioco, o magari non vi invitiamo alla prossima conferenza, o vi buchiamo le gomme della macchina. Cacca ciccia. Partita la macchina dello scandalo, subito i responsabili si sono affrettati a scusarsi arrampicandosi sugli specchi, ma la frittata ormai è stata fatta.

Non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio: l’aiuto dei PR è spesso utilissimo nella ricerca di risorse utili a redarre articoli, per poter prendere parte alla presentazione di nuovi giochi o per arrivare a fare interiviste importanti. E si, anche per farsi passare qualche gioco ogni tanto.

E’ anche vero che con episodi come questo l’industria del videogioco non ci fa una bella figura, ancora una volta. Se in passato i PR erano gente presa dal mondo videoludico, spesso editoriale, oggi molti PR non hanno un background così affine e c’è qualcuno che crede ancora di spaventare qualcuno con questi giochetti. Certo però viene da pensare che se succedono questi episodi è perchè molto probabilmente esistono realtà che permettono che ciò avvenga.

Parliamo di Videogiochi ha deciso fin dai tempi di Babel diversi anni fa di non farsi prendere i fondelli da certa gente decidendo di scrivere recensioni dai soli giochi acquistati dai nostri redattori, che è anche il motivo per cui raramente troverete recensita merda qua dentro (tranne quella visionata dal nostro Francesco Miceli nella sua rubrica video). E’ anche per questo motivo che abbiamo compilato un HOW TO che spieghi ai lettori, ma anche certi PR, cosa dovrebbero aspettarsi da una recensione. Ma siamo convinti che non sarà l’ultima volta che parleremo di questo argomento.

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  • littlexaus

    hanno fatto la cazzata di dirlo, tanto presumo succeda quasi tutti i giorni con altri casi. solo che non viene detto.

  • littlexaus

    hanno fatto la cazzata di dirlo, tanto presumo succeda quasi tutti i giorni con altri casi. solo che non viene detto.

  • http://www.recensopoli.it Bruno B

    Non dubito che esistano queste pratiche “assai deprecabili” ;) ma credo che sia anche proprio una tendenza (più o meno consapevole) a fare gruppo (o, in alcuni casi, anti-gruppo), che alla fine lascia il gioco vero e proprio abbastanza sullo sfondo.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Ti dico anche perchè: il metodo più veloce di scrivere una recensione è leggere quella di un’altro e copiarla. Da lì all’effetto domino si fa presto. Che poi DNF sia vecchio non ne dubito, anche se l’ho ancora visto.

  • http://www.recensopoli.it Bruno B

    Assolutamente contro i metodi terroristici dei PR, però d’altro canto devo dire che ultimamente mi sembra (in base alla mia esperienza, limitata a qualche blog videoludico, ai vari podcast e a qualche videorecensione su youtube – i siti maggiori li seguo poco) che ci sia un po’ la tendenza, dal parte di chi recensisce i vg, ad allinearsi in maniera abbastanza omogenea e netta nei pareri, sia in positivo che in negativo.

    Cioè, una volta che parte il meme – che sia “DNF è fuori tempo massimo”, “Crysis 2 è solo grafica”, “Kane & Lynch è solo un prodotto del marketing” – tutte le recensioni (per non parlare dei commenti da forum) lo ripetono fino alla nausea, ma soprattutto finiscono per essere fortemente pregiudiziali.

    Da questo punto di vista l’incazzatura dei PR la capisco pure – una cosa è se esamini quanto più oggettivamente possibile un prodotto, anche andandoci giù pesante con le critiche, un’altra è se semplicemente ti accodi al parere generale e ti limiti a riportarlo paro paro, solo filtrandolo attraverso il tuo stile di scrittura e/o lo stile del sito o della rivista per cui scrivi.