I videogiochi sono arte

13 giu 2011 di

I videogiochi sono arte

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Sono più 10 anni che seguo siti, forum, eventi, assemblee, raduni di/sui videogiochi, e in questi 10 anni uno degli argomenti più gettonati, o per meglio dire stra-reiterati,è quello sull’artisticità del videogioco. I videogiochi sono arte? Si. No. A Foggia, ma solo la domenica pomeriggio. Prima che scappiate a gambe levate gridando come pazzi, vi dirò con tutta franchezza che la questione è stata sempre piuttosto sopravvalutata e anche se sembrerà molto presuntuoso da parte mia penso, anzi so, di aver trovato la risposta alla Domanda (con la D maiuscola). Non è “42” e non dovremmo aspettare l’estinzione della nostra specie per scoprirla.

C’è chi dice che un prodotto, per definirsi artistico, debba veicolare un messaggio, trasmettere emozioni, essere cultura. Analisi troppo banale e superficiale, infatti non spiega in che modo ogni componente riesce a trasmettere qualcosa a chi ne usufruisce. Io infatti piango ad ogni puntata di Tempesta D’amore.

Io invece porrei il discorso in maniera diversa. Supponiamo che mentre state leggendo queste righe qualcuno riesca a sfilarvi il portafogli, da seduti, per poi spendere i vostri soldi in qualche acquisto costoso, riuscendo persino a rimettere il portafogli nelle vostre tasche senza che ve ne accorgiate. Cosa pensereste del novello Lupin , oltre che ad una compilation bestemmie assortite? Dovete ammettere che il colpo non era tutt’altro che semplice. Suddetto ladro potrebbe definirsi un artista del furto e il furto stesso un’arte.

E se con la vostra carta di credito fosse stata commissionata ad una bravissima chef una torta multistrato superfarcita e finemente decorata? Pensate che alcuni Chef si definiscono “artisti della cucina”.  E immaginiamo pure che quest’ultima sia stata circuita da un gran seduttore, con tante di quelle conquiste che tra di esse figura anche la vostra ragazza? Un artista della seduzione, non c’è dubbio (come non c’è dubbio che…vabbè, lasciamo perdere NdR).

videogiochi arte

Se possiamo considerare artista un abilissimo ladro, una provetta chef o un ineffabile amatore, perché allora un game designer non si considera un artista e il suo prodotto arte? Perché un furto può essere arte e un videogioco no?

Il ladro sa manipolare alla perfezione gli elementi specifici del suo mestiere: tecnica manuale eccelsa, tanto allenamento, movenze felpate e una coscienza dell’ambiente totale. Lo chef sa utilizzare componenti essenziali come gusto e olfatto, è a conoscenza del valore di diversi ingradienti e sa presentare visivamente prodotti impeccabili. L’amatore invece gioca con e sui sentimenti, sull’aspetto e sul modo di fare. Ognuno di loro sa usare gli elementi distintivi propri del suo campo o sa rielaborare elementi esterni a proprio vantaggio.

Il videogioco pare invece far affidamento su elementi propri di altre arti per evidenziare la propria artisticità. Spesso si fa l’errore di considerare “artistico” il videogioco con una bella trama, o una bella colonna sonora, o una bella fotografia. Invece il videogioco dovrebbe invece basare la sua artisticità partendo da elementi distintivi che ne definiscono la natura: interazione e gameplay. Se nella musica l’artista è colui che sa usare gli strumenti e i suoni nel miglior modo possibile senza nemmeno dare troppa importanza al testo, nel cinema il regista di valore è colui che sa usare la telecamera rielaborando la fotografia e usando in maniera mirata la musica facendone strumento proprio.

Ne consegue quindi che i videogiochi non sono arte. O meglio,  possono esserlo ma fino ad oggi lo sono stati raramente.

Metal Gear Solid (uno a caso, eh) è arte fintanto che su schermo compare Fission Mailed, accede alla memory card, richiede di leggere sulla confezione del CD o di farti staccare il pad. Smette di essere arte, e ammorba pure, quando parte con i fullmotion, ti fa sorbire ore di dialoghi e usa soluzioni di camera virtuale riprese paro paro dal cinema. Ico invece, pur con le sue ambientazioni suggestive, non è arte fino a che non chiede al giocatore di interagire con Yorda.  E’ arte invece un Rez che manipola la musica ai fini del gameplay, così come sono arte l’iMuse e i suoi derivati. E’ arte anche Tetris (e tutte le sue varianti) che riesce a trarre il massimo da un gameplay che parte da appena 4 forme. E’ arte Ikaruga che obbliga a processi mentali complessi partendo da una base piuttosto semplice.

Miyamoto sostiene che i “videogiochi sono essenzialmente dei giocattoli”, ma nel frattempo negli Unite States of Videogames la National Endowment for the Arts fa menzione che saranno suvvenzionati i prodotti artistici più meritevoli con 200mila dollari, e tra questi figura li in mezzo la dicitura “giochi interattivi”, anche se già nel 2006 una corte di Detroit aveva affermato che bloccare i videogiochi considerati violenti era incostituzionale in quanto forma di espressione creativa. Miyamoto dovrebbe vedere Super Mario Cloud, esperimento visivo dell’artista Core Arcangel del 2002 in cui un Super Mario Bros viene privato di gran parte di codice e di tutti gli oggetti a schermo e ciò che resta sono semplicemente le nuvole che passano.  E’ l’algoritmo di movimento del background che diventa arte.

Mi rendo conto che questa non è una risposta a tutto, gente con più cultura (e tempo) di me ha provato a dare una risposta alla Domanda, anche se devo dire che nessuna spiegazione mi è mai parsa troppo convincente. Può darsi però che la Soluzione (con la S maiuscola) ci sia già stata data e io (noi) non l’abbiamo compresa. Boh, chiederò al Bittanti, lui ne sa di cose…

 

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  • POEoeta

    uhm……XD
    il CONTENuto è opera di MInuti di di RIFlessiONE

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    No, però apprezziamo un po’ di attenzione nel come vengono scritti i commenti.

  • POEoeta

    fotti dante di notte?

  • POEoeta

    si

    me ora siamo a livello capitalismo
    asp una nazione posseduta dalla EA!

  • Luciop88

    talvolta sembra quasi che il concetto di “Arte” si concretizzi in un grosso cubo di marmo con su stampate le immagini della Venere di Milo, e del David di Michelangelo…o un album di fotografie dove si sta sempre attenti a scartare le più brutte, le più strane. Ma è una mania a volte un pò malsana che è venuta DOPO la nascita dell’arte stessa.
    Ars è techne, techne è produzione. Gli esseri umani producono dall’alba dei tempi coi mezzi che hanno a disposizione e con le conoscenze o le influenze del proprio tempo. Questa cosa delle “7 arti”, questa volontà di chiudere, raggruppare, sistemare, catalogare, definire è la maggiore nemica dell’arte stessa.
    Come al solito a definire, catalogare, inglobare ci penserà il tempo, per ora teniamoci la fortuna di aver visto nascere, di vivere e aver vissuto quest’altra “possibilità”, con quello che ci ha dato e continua a darci.
    In qualsiasi modo li volessimo definire, i videogiochi resteranno nel tempo e diventeranno patrimonio.

  • http://www.facebook.com/people/Francesco-Miceli/1234065340 Francesco Miceli

    A parte la grammatica inventata e il linguaggio da SMS ti straquoto.

  • POEoeta

    si cazzo……
    SPERO davvero che i videogiochi TORNINO impopolari e che vengano skifati dalla società….visto che l’unica piega che sta prendendo negli ultimi 5 anni è proprio un senso di COMPLETEZZA e in-sperimentazzione ASSOLUTO…

    ecco cazzo si….
    L’UNICA COSA CHE CONTI DAVVERo di un videogiochi…è il fottuto gameplay….
    ed è x questo che i classici sono classici….xkè ti fan giocare, ti fan giocare cazzo…
    e cmq resti un bello spettacolo metal gear(qlks di è visto le 4 ore di filmati del 4XD), nonostante la EA produca i migliori giochi di sempre(??????????????????????????????dove?)
    sento davvero che si sta perdendo qlks….
    qnd c’era lo spectrum, quando c’erano I pionieri della fottutissima programmazzionw di cose che non interessavano nessuno, se non associali e bambini, quei tempi eran proprio COLOSSALi…..la gente dice che il 66′ è un anno formidabile x la musica…..che gli anni 70′ erano i meglio x il calcio(forse meglio pure dei 50′) i videogiochi anno già passato la loro ETà d’oro……certo che si(che merda XD)…ma nonostante ci masturbiamo ogni cacchio di conferenza, ogni figo-gadget-paga 19.99 gamestop…nonostante TUTTO…
    si è perso(NN si perde mai nulla) qualcosa…..cioè….
    MI PIACE suda51, e tarantino, MA…..oggi forse il divario tra chi sviluppa i giochi, chi li produce e chi li compra è troppo CATEGORICO…cioè IO che o una cazzo di idea come faccio a buttarla là, nel mercato…nel panorama VIdeoludico odierno…
    SE nel 66′ mi bastava una chitarra, e nel calcio mi basta un pallone…
    nell’OGGI…lo prendo nel culo, sono solo un barbone in un mondo di barboni…l’arte, sta proprio nelle persone…HEAVY RAIN nn è arteXD…
    metal gear invece ti tira fuori cose come GAMEPLAY che esce dal gioco, dalla console stessa, kojima è un fottuto JENIO!
    Bè…
    forse è questione di GUARDARE l’ago nel pagliaio, e bruciare il fieno…
    ma oramai ho perso il filo del discorso, forse una sbronza da scotch riporterà i le idee in auge!
    X-

  • Gianluca Girelli

    Rispondendo a DF e ARD, sono daccordo che valutando un prodotto non si possa prescindere dall’analisi delle sue parti. La vedo però diversamente su quale sia il prodotto di questa somma. 

    Imho il risultato globale può essere minore o superiore alla somma delle sue parti, a seconda della capacità dell’artista di manipolare il medium. 

    Ad esempio Hitchcock è diventato famoso perchè creava tensione nei suoi film attraverso i piani sequenza, giocava continuamente avanti e indietro con campi e controcampi, creava disagi visivi possibili solo con la macchina da presa. Eppure non è che Hitchcock non lavorasse con i migliori addetti alla fotografia e al sonoro, anzi è vero proprio il contrario. Quindi se è vero che fotografia, scenografia e trama erano elementi molto importanti e molto validi, i suoi film erano unici anche sopratutto al lavoro con la macchina da presa che gli permetteva di manovrare abilmente con gli altri aspetti del film.

    Nessuno dirà mai che i film di Hitchcock non sono la somma delle loro parti, ma la capacità di rielaborare questi elementi in quanto padrone dell’ “elemento distintivo della sua arte” gli permetteva di ottenere risultati migliori dei suoi colleghi.

  • A.R.D.

    Anche io onestamente non mi trovo d’accordo. Esattamente come il cinema, il videogioco è una forma d’arte complessa che racchiude al suo interno tutto ciò che è stato prima, dalla musica e la scultura fino al cinema, affermazione fatta a suo tempo anche da Kurosawa sul cinema stesso. E’ quindi lecito supporre che più una forma creativa è complessa e articolata, tanto più è difficile trovare un modo corretto per interpretarla, analizzarla e quindi giudicarla.
    Per quanto caratteristici del videogame, gli elementi pregnanti del medium non sono solo l’interazione o la giocabilità: esattamente come nel cinema, il (buon) risultato è dato da un sapiente dosaggio di immagini, musica, azione e quant’altro. Potrei citare migliaia di scene cinematografiche passate alla storia, che sarebbero state orrende senza un’azzeccato sottofondo musicale o senza l’inquadratura giusta. Questo solo per far capire quanto siano importanti nel cinema, elementi propri di altre forme artistiche. Lo stesso è per il videogame.

    “C’è chi dice che un prodotto, per definirsi artistico, debba veicolare un messaggio, trasmettere emozioni, essere cultura. Analisi troppo banale e superficiale, infatti non spiega in che modo ogni componente riesce a trasmettere qualcosa a chi ne usufruisce.”

    Che sia superficiale questa definizione son d’accordo, altrimenti Platone & Co. non ci avrebbero passato le notti insonni per una vita intera. Che sia il miglior (o forse l’unico) modo per dire in due righe cosa sia artistico non ci sono dubbi. Basta leggere un qualunque saggio introduttivo sull’Estetica, Mazzocut o Eco tanto per citare due italici.

    Il più grande problema dell’annosa questione del videogioco come arte è l’insistenza dei cultori del medium attorno alla faccenda stessa: la risposta migliore è che alcuni videogiochi sono arte, altri no.

  • A.R.D.

    Anche io onestamente non mi trovo d’accordo. Esattamente come il cinema, il videogioco è una forma d’arte complessa che racchiude al suo interno tutto ciò che è stato prima, dalla musica e la scultura fino al cinema, affermazione fatta a suo tempo anche da Kurosawa sul cinema stesso. E’ quindi lecito supporre che più una forma creativa è complessa e articolata, tanto più è difficile trovare un modo corretto per interpretarla, analizzarla e quindi giudicarla.
    Per quanto caratteristici del videogame, gli elementi pregnanti del medium non sono solo l’interazione o la giocabilità: esattamente come nel cinema, il (buon) risultato è dato da un sapiente dosaggio di immagini, musica, azione e quant’altro. Potrei citare migliaia di scene cinematografiche passate alla storia, che sarebbero state orrende senza un’azzeccato sottofondo musicale o senza l’inquadratura giusta. Questo solo per far capire quanto siano importanti nel cinema, elementi propri di altre forme artistiche. Lo stesso è per il videogame.

    “C’è chi dice che un prodotto, per definirsi artistico, debba veicolare un messaggio, trasmettere emozioni, essere cultura. Analisi troppo banale e superficiale, infatti non spiega in che modo ogni componente riesce a trasmettere qualcosa a chi ne usufruisce.”

    Che sia superficiale questa definizione son d’accordo, altrimenti Platone & Co. non ci avrebbero passato le notti insonni per una vita intera. Che sia il miglior (o forse l’unico) modo per dire in due righe cosa sia artistico non ci sono dubbi. Basta leggere un qualunque saggio introduttivo sull’Estetica, Mazzocut o Eco tanto per citare due italici.

    Il più grande problema dell’annosa questione del videogioco come arte è l’insistenza dei cultori del medium attorno alla faccenda stessa: la risposta migliore è che alcuni videogiochi sono arte, altri no.

  • Double Folk

    Per carità, è piacevole discutere, non voglio imporre il mio pensiero a nessuno, semplicemente desidero capire meglio il tuo punto di vista e contemporaneamente esprimere il mio. ;)

    A mio parere la forza di quella scena sta invece nel testo e nella recitazione sentita, per quanto statica, di Chaplin piuttosto che nei 24 frame. Il paradosso sta nel fatto che, sebbene di cinematografico abbia poco o nulla, quel gran bel pezzo d’arte è tale solo grazie al mezzo cinema ed è per questo che ti dico il prodotto artistico è sempre la somma delle sue parti: senza l’efficacia del testo quella scena non sarebbe stata la stessa come allo stesso modo non lo sarebbe stata senza la competenza tecnica di Chaplin.Prendiamo ad esempio l’accompagnamento musicale del finale de Il Buono, Il Brutto e il Cattivo: di nuovo si fa un utilizzo magistrale di un elemento non strettamente cinematografico qual’è la colonna sonora per mettere in piedi una delle scene più memorabili della storia del cinema. 
    Insomma, parliamoci chiaro, il videogioco ha smesso di essere solo Ludo da un bel pezzo, avanzando pretese narrative non indifferenti. Che poi abbia scimmiottato il cinema con successo o meno quello è un altro discorso: sono d’accordo con te, per quanto sia amante della saga, quando dici che nei momenti in cui Kojima gioca a fare il regista possa risultare pomposo e prolisso, ma non puoi prescindere dalle sequenze CGI nel giudicare MGS come opera d’arte, come non puoi prescindere dagli scorci e dal senso di solitudine scaturito da essi caratteristici di Ico. 
    Magari puoi dirmi, anche alla luce di nuovi recenti esperimenti di narrazione alternativa come Portal 2 ed Heavy Rain, che la narrazione tramite FMV sia superata e mi troveresti anche d’accordo, come mi trovi d’accordo sul fatto che utilizzare le FMV senza nemmeno uno stralcio di QTE significa copiare senza rielaborare.Però dal mio punto di vista questo poi significherebbe trarre la conclusione che MGS è un videgioco “poco o molto artistico” in toto, non giudicare distintamente parte giocata e parte filmata: sono anni che (pochi) eroi tentano di proporre qualcosa di diverso dal solito giudizio “Grafica: Longevità: Giocabilità ecc…” e adesso torniamo a spezzattare un tutt’uno ? No dai..

  • Gianluca Girelli

    Il prodotto artistico non è sempre e solo la somma delle sue parti. Quando citi il monologo di Chaplin (che tra l’altro nemmeno ricordavo) non puoi dimenticare che la forza di quella scena è anche dovuta al modo in cui è stata girata e recitata.
     Di monologhi il cinema è pieno ma non tutti colpiscono alla stessa maniera. In quello da te citato Chaplin parla in direttamente in camera, allo spettatore. E’ una sequenza senza sonoro. E’ una scelta registica ben precisa, che dimostra che Chaplin non solo conosce nozioni di fotografia o di musica, ma sa come usarle e rielaborarle. Paradossalmente, è una scena “staticamente” piuttosto banale, un semplice primo piano, che non è niente di che fotograficamente ma che invece funziona molto bene in movimento. E’ giusto affermare che non è solo la fotografia o il sonoro, ma sono i 24 frame al secondo che danno un senso artistica alla scena.Per lo stesso motivo Metal Gear non è artistico quando Kojima gioca a fare il regista o l’intellettualoide prendendo in prestito elementi da altre arti dimostrando solo di copiare non rielaborando nulla. E’ artistico quando gioca con l’interattività per rivedere sotto un’ottica nuova certe fasi di gioco. 
    Ovviamente questa è solo una opinione, non è improbabile che mi sono perso qualche ragionamento da qualche parte.

  • Double Folk

    Un prodotto artistico è più o meno la somma delle sue parti, questa visione del videogioco come forma d’arte “a targhe alterne” non mi convince molto… spiegati meglio quando dici che Ico o Metal Gear Solid non sono arte quando si posa il joystick, perchè messa così equivarrebbe a dire che un film (che, per definizione, dovrebbe parlare per immagini) smette di essere arte quando un personaggio si profonde in un monologo: mi stai dicendo che Il finale de Il Grande Dittatore non è arte ? 

    In fondo ruba a piene mani elementi da altre forme d’arte, ha ben poco (se non nulla) di strettamente cinematografico.