WiiU è nato prematuro?
A quietare gli animi in casa Nintendo ci pensa, più spietato che mai, il mondo della finanza. Quello che ha atteso Satoru Iwata e compagni all’indomani della conferenze dell’E3 è stato un risveglio amaro, segnato dal pessimo risultato borsistico della grande N.
Se videogiocatori e giornalisti hanno guardato a WiiU con fiducia ed entusiasmo, immaginando per la home console un futuro radioso e di successo, gli azionisti hanno storto il naso, facendo precipitare il titolo di 5.7 punti in borsa, un risultato mai così negativo negli ultimi 5 anni. Un’azione Nintendo attualmente vale 16.930 yen, al cambio 145,38 euro, valore molto lontano da quelli fatti registrare ai tempi del Nintendo DS e dalle vendite record del Wii.
Al crollo del valore, si è aggiunto anche un anormale scambio di azioni, che ha coinvolto ben 2,2 milioni di titoli, contro i 750.000 abitualmente scambiati giornalmente.
Riflettendo un attimo su quella che è stata la storia recente della finanza e del Giappone, questo risultato risuona ancora più scoraggiante. In questi ultimi 5 anni, nel mondo di cose ne sono successe parecchie. Una su tutte la crisi finanziaria del 2008, che ha fatto tremare le borse di tutto il mondo, e di conseguenza anche i titoli Nintendo. Recentemente c’è stata la devastante combo terremoto + tsunami, che ha messo in ginocchio il paese intero e in borsa tutte le società hanno subito in calo in termini di valore azionario. Se l’annuncio di una nuova console ha fatto più danni di questi due eventi messi assieme, vuol dire che il quartier generale Nintendo ha tralasciato qualcosa.
A questo proposito, Bloomberg ha interpellato un analista dell’industria giapponese, Yusuke Tsunoda, il quale ha affermato che, secondo lui, le grandi aspettative sulla nuova home console di Nintendo sono state disattese. In un evento di portata mondiale come l’E3, la gente si aspettava di vedere qualcosa in più, e la presenza del solo hardware e di qualche video, proprio non ha soddisfatto gli investitori.
Confrontandola con i concorrenti, la strategia Sony sembra aver pagato maggiormente. La presentazione in grande stile di una nuova console, che verrà rilasciata tra pochi mesi, con una robusta lineup iniziale composta da brand di successo, per di più già giocabile sullo showfloor, ha dato al pubblico una panoramica a 360 gradi su cosa aspettarsi nei prossimi mesi da PS Vita. Dall’hardware al software, passando per i servizi, l’online e il prezzo definitivo della console stessa. Esempio ancora più calzante è dato da Apple, solita lavorare a compartimenti stagni in modo tale da non fare trapelare nulla all’esterno, se non rumor quasi sempre impossibili da confermare. Poi organizza Keynote presentando i nuovi prodotti, hardware e software, che vengono solitamente rilasciati immediatamente, facendo così schizzare il titolo in borsa.
Se posso dire la mia, Nintendo questa volta ha anticipato troppo i tempi. Annunciare una console adesso, a quasi un anno e mezzo dall’uscita nei negozi, non ha fatto altro che aumentare l’incertezza riguardo il futuro dell’azienda, che ha scoperto le carte alla concorrenza un anno prima di avere il turno per giocarle. Insieme alla console sono state fatte vedere solo demo tecniche e video, che si è scoperto comprendere sequenze di gameplay degli stessi giochi presenti su PlayStation 3 e Xbox 360. Insomma, dovremmo aspettare il prossimo E3 per vedere e provare i titoli che accompagneranno il lancio di WiiU sul mercato.
E come si sa, alla finanza, non piace l’incertezza. E tutto si traduce in una diminuzione del valore azionario. Inoltre i risultati di vendite iniziali riguardanti Nintendo 3DS sono stati al di sotto delle aspettative. La lineup iniziale è stata deludente e non ha trainato le vendite come invece avrebbe dovuto fare; Nintendo sta cercando di rimediare, ma ha dato l’idea di aver anticipato il lancio per cogliere in contropiede Sony, salvo poi portare molti utenti al dilemma: 3DS o PSVita?
Con il nostro cuore di nerd, da videogiocatori romantici, memori dei tempi passati con quella scatola di plastica marchiata grande N e dei tanti titoli memorabili che ci ha offerto, non possiamo che guardare con fiducia alla nuova console, soffrendo perché dovremo aspettare più di un anno prima di averla nei nostri salotti. Ma la Nintendo difference ha appeal solo sui videogiocatori, non su chi con Nintendo vuole riempirsi il portafoglio.
Quel qualcosa a cui accennavamo prima, a cui il quartier generale a Kyoto non ha pensato, è stata proprio la propensione al rischio degli azionisti. In un mondo in cui l’economia fatica a riprendersi dalla crisi del 2008 e ovviamente ci sono ancora molte incertezze sul futuro del Giappone, un investitore che si vede fare piani a lungo termine in uno scenario così incerto, preferisce monetizzare subito o dirottare i suoi risparmi su qualcosa di più sicuro. Lui, il cuore alla grande N non l’ha lasciato.
E se la console fosse un flop? E se le vendite non fossero neanche paragonabili a quelli di Wii? E se i giochi non rispecchiassero quello che i fan si aspettano?
No, meglio tenere i soldi da parte. Ci penseremo al prossimo E3, per comprare c’è sempre tempo.
























