HowTo
Nell’articolo di presentazione, che trovate qui, scrivevamo di come Parliamo di Videogiochi voglia intraprendere un’opera di alfabetizzazione e di formazione di una cultura videoludica dell’utenza mai portata avanti da nessuno in passato. Per questo motivo abbiamo persino creato una guida per “interpretare” gli articoli e (soprattutto) le recensioni presenti sul sito.
Prima che ci mandiate a quel paese, vogliamo fare con voi alcune piccole considerazioni partendo da 4 semplici punti:
- Le recensioni sono pareri personali e NON guide all’acquisto;
- In quanto pareri personali, possono anche differire in maniera totale rispetto al giudizio comune, senza perdere per questo la loro dignità;
- I redattori non devono essere considerati opinion leader;
- Bisogna evitare pareri a senso unico;
Perchè abbiamo scelto di ribadire questi 4 concetti tutto sommato scontati? Perchè nonostante la loro banalità, sono 20 anni (dai tempi della rivista Videogiochi) che questi principi basilari sono ignorati dall’editoria. E se l’editoria non insegna, l’utente non impara.
Il problema dell’editoria è quello di non si essersi staccato da un modello di giudizio oramai obsoleto. Questo modello pone il fianco a problematiche collaterali, come quello di offrire spazio a dibatti assolutamente inutili su questioni numeriche e l’incapacità di essere una voce forte rispetto a chi fornisce il prodotto da valutare.
Soprattutto l’editoria videoludica non è stata capace di attuare alcun processo di alfabetizzare del lettore. Non è stata in grado di insegnare qual è il valore di una recensione, ne di portare il lettore alla ricerca dell’approfondimento al di la della news di facciata, ne tantomeno di creare un background culturale su cui poggiare le basi di discussione.
Se oggi su di un qualunque sito di videogiochi si possono trovare lamentele su valutazioni da “9.1 quando io avrei dato 9.2” (^_^’), recensioni che paiono preoccuparsi di cosa acquisterete, dibattiti accesi su notizie incomplete, male interpretate o semplicemente false, sezioni di approfondimento posizionate solo dopo la ben piùimportante Trucchi&Soluzioni, la colpa non è da imputarsi (solo) alla svogliatezza dei lettori.
L’editoria videoludica attuale tratta il lettore come un subnormale incapace di leggere ed elaborare articoli interessanti e totalmente disinteressato a qualunque cosa di diverso dalla solita review o preview. A parte poche realtà, la maggiorparte dell’editoria non ha semplicemente voglia di proporre contenuti interessanti, e il solo fatto di puntare ad un pubblico (post)adolescenziale porta all’errato presupposto che il pubblico sia solo interessato a contenuti standardizzati.
Parliamo di Videogiochi vuole prendere una direzione tutta nuova. Sarà molto difficile, probabilmente falliremo, ma almeno potremo dire di averci provato…






















