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Parafernalia Cinesi

Parliamo di Videogiochi vi ripropone un articolo di Roberto Turrini, tratto da Players 01, il magazine di musica, cinema, videogiochi e libri, disponibile da subito agli abbonati o gratuitamente a tutti dopo 15 giorni.

Sono settimane che Medal of Honor e Black Ops, da tempo installati sul mio pc, aspettano di perdere la verginità.

Una volta non avrei avuto un attimo di esitazione, fosse stato anche solo per vederne il filmato introduttivo o lo scricchiolante frame rate sul vecchio assemblato da buttare. Oggi, al contrario, questi noiosissimi titoloni tripla A stanno lì a prendere polvere tra le partizioni dei miei dischi rigidi. Credo che il busillis risieda in una spinta innovativa esaurita col tempo e che non ha nemmeno lasciato spazio a derive espressioniste o artistiche, come se l’unico destino possibile per i videogiochi moderni fosse quello di farci cliccare il tasto destro del mouse in scenari stracolmi di architetture tridimensionali e scriptate. Senza volersi sempre accanire contro i soliti fps, ormai paragonabili alla non shoottabile Croce Rossa, quanto detto si potrebbe estendere a quasi tutti i titoli da scaffale. Le possibilità di scontrarsi con videogame capaci di veicolare un contenuto veramente originale sono sempre meno consistenti e le nostre serate videoludiche trascorrono tra uno sparatutto in terza persona mosso dall’Unreal Engine III e un action adventure con punti esperienza e crescita del personaggio in stile GdR. Bisogna dunque guardare con entusiasmo all’immobilismo dello sviluppo hardware innescato dalla protervia delle attuali console, visto che il ritardo nella loro estinzione ha creato i presupposti per quella che, a tutti gli effetti, potrebbe essere l’unica ancora di salvezza per il medium.

Mi riferisco al continuo fiorire di studi di sviluppo indipendenti, con tanto di festival dedicati e articoli sui giornali, che per riuscire a distinguersi dall’anonimato ed essere acquistati dall’Activision di turno si profondono con ostinato impegno nel proporre qualcosa di fresco e non ancora banalizzato dal mass market. Molti gli esempi che si potrebbero citare per dimostrare quanto rilevante sia il contributo portato da questi prodotti al nostro settore. Playstation Store, Marketplace e Steam, nonostante impongano delle barriere all’ingresso tanto invalicabili quanto rigidamente controllate, offrono cataloghi di titoli indipendenti sufficientemente variegati da rappresentare una validissima alternativa a quelli mainstream. A mio avviso, poi, è anche del tutto insensato ragionare sul fatto che, per realizzare un qualcosa come Flower, i thatgamecompany abbiano o meno ricevuto sovvenzioni da Sony. Nel senso, non vedo quale sia il motivo per cui la pratica dello sviluppo indie dovrebbe trasformarsi in lotta serrata al potere capitalista delle major! A conti fatti, se io avessi una buona idea e trovassi qualcuno disposto a darmi dei soldi, sarei davvero uno sciocco a erigere barricate in stile rivoluzione francese.

Anzi, l’augurio è proprio quello che i grandi publisher destinino sempre più fondi agli studi di sviluppo indipendenti, fornendo così loro gli strumenti necessari per rinnovare il nostro settore che, nonostante la giovane età, sembra essersi già piegato alla logica fordista della catena di montaggio.

 

Scritto da il Cinese

Il fatto che la moglie abbia accettato di avere un marito con dei seri problemi di dipendenza da giochini elettronici, la dice lunga sui compromessi ai quali è dovuto scendere pur di evitare che la sua collezione di cartucce finisse misteriosamente nel bidone della spazzatura. Il suo sogno è quello di arricchirsi facendo un lavoro appagante, anche se chi lo conosce sostiene che sarebbe disposto a diventare semplicemente ricco. Nel mentre, trascorre la domenica mattina facendo le pulizie di casa, ipotizzando cosa accadrebbe se alla sua porta bussassero Elena Fisher e Liara T’Soni, insieme.

  • Rikkomba

    sembra che si interrompa.

  • Mattia Comba

    Non mi sembra, l’articolo è completo così.
    Ti ha lasciato qualche perplessità?

  • Rikkomba

    manca un pezzo?