Bulletstorm

30 mag 2011 di

Bulletstorm

Una passeggiata di gameplay

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Questo articolo di Simone Magni è stato amichevolmente sottratto a Single Player Co-op, un blog di videogiochi, pupazzi di pezza e cavalli.

Un giorno in casa tua entra una copia di Bulletstorm, acquistato da un coinquilino che, impegnato con Alan Wake, ti concede generosamente di giocarci. Ne avevi letto un’anteprima sulla copia di GameInformer che il tuo invidiabile status di socio di GameStop ti permette di ricevere a casa; una buona anteprima su una buona rivista, ma incapace di accendere la tua fantasia. Qua e là sulla rete però hai anche trovato ottimi commenti su questo gioco e decidi di dargli una chance, attirato da quell’alchimia di gameplay profondo e estetica ignorante che sembra trasparire dai racconti che hai letto. E poi ci stai giocando a gratis, non puoi permetterti di fare troppo lo schizzinoso.

Fai partire il gioco e già la sequenza iniziale ti coinvolge il giusto. Appare evidente più o meno da subito che la storia è piuttosto inutile, ma è anche narrata con mestiere. Personaggi e situazioni non ti stupiscono ma si lasciano seguire e, anche se felice che la tua ragazza non sia lì a guardarti giocare, apprezzi l’ignoranza notevole con cui sono caratterizzate. Cosa che invece non ti aspettavi, scopri quanto Bulletstorm sia un piacere da vedere.

Paesaggi enormi, incantevoli giochi di luce e scenografie spettacolari incorniciano la tua avanzata mentre muovi agile il tuo personaggio bifolco che avanza imprecando scurrile. Il gioco ti piace da subito soprattutto a livello tattile, il modo in cui i comandi rispondo veloci e precisi nelle tue mani ti restituisce una naturale sensazione di controllo e ti destreggi da subito con abilità tra un’ondata di nemici e l’altra.

Bulletstorm

Bulletstorm ti mette in mano, in serie: una mossa di attacco corpo a corpo, una super-scivolata utile per attaccare o fuggire rapidi, un arma da fuoco e una specie di lazo che solleva in aria il nemico, lasciandolo lento e inerme per quache secondo. Tiri un calcione a uno, abbatti l’altro con scariche di proiettili, ne sollevi uno per aria e via andare.Il gioco incoraggia la tua fantasia nell’eliminazione dei nemici con punti utili per comprare munizioni e, soprattutto, con scrittone colorate dal sapore di achievement, tanto seducenti quanto irresistibili.

E allora inizi a provare a combinare gli elementi che il gioco ti dà, scivoli addosso a un nemico mandandolo in aria, ne attiri a te un altro col lazo e lo finisci con un headshot, spedisci con un calcione un terzo nemico giù in un burrone mentre noti che il primo nemico sta per ritoccare terra. Altra rapida scivolata, altro calcione e il nemico finisce infilzato in alcuni spuntoni metallici messi ad arte nella scena. Pioggia di scrittone colorate, pioggia di punti.Prendi rapido il ritmo, procedi di nemico in nemico e quello che vedi non sono obiettivi da abbattere a fucilate come in un qualsiasi Call of Duty, ma elementi di incastrare in una catena fluida di azioni d’attacco.

Ci vuole davvero poco e ci sei dentro fino al collo, inanelli combinazioni dall’alto punteggio e quando sbagli e raccogli poco sei affranto per la mancanza di colore nelle scritte a schermo. Affronti con naturalezza le variazioni che il gioco ti propone nella forma di nuove armi da usare contro nuovi nemici. Nemici invulnerabili a certe azioni d’attacco ma eliminabili con altre, che ti costringono a reinventare le tue strategie di attacco ma non ti fanno mai sentire spaesato, non ti fanno provare quella sensazione da gioco anni ’80, quando ti trovi davanti un boss una prima volta e devi solo cercare di capire qual’è il suo punto debole e come colpirlo. Apprezzi i momenti in cui il gioco ti permette di rilassarti un attimo cambiando un po’ le carte in tavola, soprattutto quando ti mette alla guida di un tirannosauro meccanico con dei cannoni sulla testa. Pensi che non può esistere nulla di più fico di un tirannosauro meccanico con dei cannoni sulla testa.

Avanzi godendo della varietà di situazioni, della qualità del puro gameplay e raggiungi la fine piazzata proprio al momento giusto, prima che la storia si faccia troppo stantia e il gioco ripeta se stesso cercando erroneamente di allungare un brodo dai sapori perfettamente bilanciati. Finisci Bulletstorm e ne scrivi un articolo entusiastico su un blog e poi pensi che te lo andrai a comprare, la tua tessera di Gamestop servirà pure a qualcosa. (Ma anche no, comprarlo su Amazon potrebbe essere un’idea migliore)

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  • Diego Cuneo

    Lo sparatutto più bello dell’anno o quantomeno il più divertente…e scusate se è poco