Sword & Sworcery, l’astrologia e il vino buono

12 mag 2011 di

L’avventura grafica ai tempi di iPad & iPhone

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Sword & Sworcery mi ha insegnato molte cose: la prima, che le fasi lunari non servono solo per capire quando imbottogliare il vino o quando è più conveniente rasarsi i peli delle gambe. La seconda: che TellTale Games ha rotto il cazzo con le avventure grafiche come quelle di 15 anni fa, solo più brutte graficamente. La terza ma non meno importante: S&S è un gioco che, sebbene tecnicamente in grado di funzionare bene anche su pc, è talmente perfetto per la natura touch dei dispositivi Apple da non aver senso da nessun’altra parte.

S&S ha anche altri pregi, ed è uno dei rari esempi di gioco che è bello nella somma delle sue parti ma anche nelle parti prese singolarmente. Ad esempio, è scritto da dio. L’aggiunta della possibilità di tweetare ogni dialogo del gioco non è casuale, in quanto l’intero gioco è vergato da un genio assoluto della penna, il cui nome preciso non sono riuscito ad individuare nemmeno nei credits. Immagino, e spero di non sbagliarmi, che sia uno dei tizi (Craig D. Adams?) di Superbrothers, la software house che ha creato questo piccolo gioiello videoludico. Ok, il gioco è bello, ma bello quanto?

Bello che tipo i protagonisti del gioco si chiamano The Scythian, Logfella (che fa lo spaccalegna), Dogfella (che fa il cane) e Girl (che fa…indovinate?).

O che ad ogni azione corrispondono dei deliziosi haiku dallo humor nerdissimo:

“We got The Megatome & we are the smartest.”
“You woke the deathless spectre who still lurks in the darkness beneath Mingi Taw. What a creep, amirite?”
“To the mountain folk of The Caucasus he was known as ‘Logfella’ & he seemed cool.”

Certo, se non sapete l’inglese la cosa va un po’ a perdersi, ma vi sta pure bene.
Poi.
Sword & Sworcery ha una colonna sonora che levati. Ma proprio stupendamente stupenda, tanto che se la comprate su iTunes costa il doppio del gioco. Ma siccome i Superbrothers vi conoscono, maledetti barboni che frequentate PdV, ve la potete anche ascoltare a sbafo online da QUI. Poi, se avete voglia e un bel giradischi, comprarne la versione in vinile e dare il giusto riconoscimento ad un team che si spera possa continuare a produrre materiale ad libitum.

Il gioco. Giusto, devo spiegare anche quello. Immaginatevi un’atmosfera alla Another World, con riferimenti a giochi storici, da Zelda ad Half Life, con un pizzico di Miyazaki, tutto in pixel art. Ci stiamo avvicinando? Ora pensate a Braid, a quegli enigmi che uno dice “sì, ma come cazzo facevo a capirlo”. Ecco, S&S non è così estremo ma alcuni puzzle richiedono di pensare talmente al di fuori dai normali schemi di ragionamento ludico che non saranno in pochi a dover aprire GameFaqs.

Quello che poi effettivamente si fa in S&S passa quasi in secondo piano: si gira per ambienti molto affascinanti, spesso solo per il gusto di esplorarli, si tocca in giro, si attivano meccanismi nei modi più strani (e qui il multitouch fa guadaganre al gioco 100 punti d’un botto, soprattutto considerando che ad ogni tocco corrisponde una nota musicale che ben si adatta alla già splendida OST). Si può leggere la mente degli altri personaggi. Anche del cane, sì. Si può dormire. Si può sognare. Ci si può drogare (non scherzo). Si obbedisce (o meno) ad una sorta di Gman che ci consiglia quando smettere di giocare. Si può combattere un orso ballerino che ancheggia canticchiando “uhmuhmuhm, uhmuhmuhm”.

Insomma, S&S è un’esperienza talmente straniante che dovete provarlo o non considerarvi mai più hardcore gamer (che, per qualche perverso motivo, è diventato ultimamente il sinonimo di “quelli a cui piacciono gli FPS”, quando invece si tratterebbe solo di avere un apprezzamento a 360 gradi del Videogioco con la V maiuscola).

Andate e compratene tutti, che ancora una volta il vino buono sta davvero nella botte piccola.

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  • Nababbo

    È stata la prima app che ho scaricato non appena scartato l’iPad.

  • http://www.facebook.com/d3ltr33z3r0 Matteo Anelli

    Sui dialoghi pomposi ho fatto anche io la stessa osservazione… Troppo “estremi” e poco naturali. Mi è piaciuto molto l’uso della seconda persona plurale, però. Il problema è che sembrano scritti da uno che voglia provare ad imitare l’eclettismo di Gaiman. Poi a volte le frasi rimano anche se non c’è alcuna metrica e non dovrebbero. Il che fa molto artistoide dilettante! :)
    Sulla musica il giudizio è meno entusiasta ma sostanzialmente positivo: è millemila anni luce sopra la media per gli iCosi ma sostanzialmente è nella media rispetto ai videogiochi “artistici”.
    Per il resto è più un’esperienza interattiva che un gioco ma va bene così.
    Io ci vedrei bene una graphic novel (scritta meglio, però).

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Può essere, secondo me appunto danno un contributo al fatto che il gioco sembri così strambo e “sbagliato”. Per me, che scrivo ogni volta che posso, sono certamente un esempio da tenere a mente su come scrivere frasi brevi, divertenti ed efficaci.

  • http://www.facebook.com/giopep Andrea Maderna

    Aggiungo però che se non hai l’iPad e hai deciso per intervento divino che non comprerai mai l’iPad, puoi comprare la versione solo iPhone/iPod touch che costa meno.

    Io, che ho l’iPod Touch e penso non comprerò mai l’iPad ma non si sa mai, ho comprato quella universale. :D

  • http://www.facebook.com/giopep Andrea Maderna

    Mi pongo a metà fra Ferruccio e Tommaso (che culo!): i dialoghi sono effettivamente scritti da Dio e con grande arte nell’ottica di quel che vogliono essere. Però quel che vogliono essere è anche secondo me un po’ limitato. Funzionano, contribuiscono all’atmosfera straniante e alla fine ci stanno nel tipo di “metagioco” che Sword & Sworcery è.

    Ma allo stesso tempo, con quella voglia di essere Ganzi, metadiquaedilà, ti strizzo l’occhio e guarda quanto siamo fighi io che ti parlo e tu che mi giochi, un po’ spezzano l’atmosfera altrimenti fantastica e totalmente “acchiappante” che il gioco riesce a creare.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Non ascoltate ferruccio, uno che quando parla di giochi su RingCast fa delle introduzioni di 20 minuti senza minimamente citare di cosa tratti il gioco, soprattutto sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Drogato!

    Detto questo, rimango stoico nella mia posizione: tutti i dialoghi sono di 140 caratteri o meno, un’impresa TITANICA, soprattutto considerata l’inventiva. Poi magari possono non piacerti come stile, ma allora sei morto dentro. Guarda, pure i credits sono bellissimi da leggere. Leggili, no, davvero.

  • http://profiles.google.com/ferruccio4 Ferruccio Cinquemani

    iPad tutta la vita.

    Comunque d’accordo su tutto tranne che su una cosa: i dialoghi sono carini, ma sono abbastanza fuori contesto e provano troppo ad essere fighi. E’ come se avessi un film di Miyazaki coi personaggi che dicono “cioè, bella fratello, ci becchiamo”. Magari ti fai la risatina, però… boh. L’alternativa ai dialoghi pomposi non può essere una cosa così ridicola, dai.

  • http://muzzofotografia.hstr.me M. Federico

    Avendo un iPad/iPhone ed essendo videogiocatori non si può non avere questo.

  • francesco

    cit. ”
    La seconda: che TellTale Games ha rotto il cazzo con le avventure grafiche come quelle di 15 anni fa, solo più brutte graficamente ”

    io lo vado dicendo da mesi, se non anni, e mi son preso una marea di insulti sul web e non. bah.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    E’ identico, su iPad ovviamente hai più superficie a disposizione per “tappare” e muovere lo sguardo, quindi valuta tu a seconda del dispositivo che hai. L’applicazione è comunque universale, la compri una sola volta e va su tutto.

  • http://www.facebook.com/people/Marco-J-Slavex/1584000882 Marco J. Slavex

    L’ho preso quando è diventato universale, cmq aspetto l’iPad per giocarci

  • http://profiles.google.com/maglione.a Aurelio Maglione

    Domanda da un milione di dollari: è più bello su iphone o su ipad?