Dragon Quest VI: Realms of Revelation

8 apr 2011 di

E’ questa un’avventura per chi non ha paura. Di perdersi.

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Con la solita lentezza che l’utente occidentale si aspetta per l’arrivo di un Dragon Quest localizzato a puntino, Nintendo pubblica l’ultimo dei remake della “trilogia di Zenithia” e forse lo scarto temporale dal precedente episodio fa solo bene a Dragon Quest VI: Realms of Revelation (NDS, ntsc/uc, Square – Enix / ArtePiazza).

Come ci si poteva aspettare, questo remake si basa tecnologicamente sui suoi predecessori, quindi il 3D, gli sprite e vari altri tratti distintivi sono presi di peso e riappicicati in un ben riuscito collage.
Pubblicarlo a parecchia distanza dai sui fratelli maggiori dà meno la sensazione di riuso degli elementi stessi. Il risultato finale è comunque ottimo, con una resa grafica spalmata sui due schermi di tutto rispetto e varie chicche che possono fare solo scendere una lacrimuccia ai nostalgici.

Chi ha odiato un po’ le battaglie, lente, del nono episodio troverà qui il vecchio sistema di combattimento, a dir poco veloce e letale fatto apposta per rendere meno una rottura l’andazzo del “quattro passi (forse) = uno scontro”, senza per questo rinunciare ad un pizzico di strategia quando serve.
Pubblicare quest’episodio anche un po’ a distanza dal nono lo fa sembrare pure meno un copione, poiché DQVI basa l’evoluzione dei personaggi su un sistema di numerosi job che elargiscono varie tecniche permanenti man mano che vengono imparati e ne sbloccano altri di più efficaci. In questo modo l’utente medio occidentale è meno portato a pensare che il job system del sesto sia un clone del nono, quando invece è il nono episodio ad essersi ispirato al passato.

dragonquestVI

L’abbazia dove cambiare i vari lavori inoltre è una sorta di snodo fondamentale dell’esplorazione del mondo di gioco. Qui, come in altri punti prestabiliti è possibile passare dal mondo reale al mondo dei sogni e viceversa.
I due mondi, con due mappe enormi da esplorare, presentano similitudini e differenze. L’unico modo per procedere in uno è avanzare nell’altro quando non si riesce più a venirne fuori e le avete provate tutte.
Spesso, molto spesso, si viene soverchiati dalle possibilità offerte, in particolare non appena si entra in possesso di qualche mezzo di trasporto.

L’esplorazione non è affatto lineare e scoraggerà parecchio chi è abituato a titoli dove l’imbeccata seguente è sempre dietro l’angolo. Il gioco invita a sperimentare, ad uscire ed esplorare e a mettersi alla prova: DQVI è avventura, scoperta, magia, soddisfazione e frustrazione, conquista e rivincita.
E’ un titolo che va giocato col cuore e con la testa, insieme. Può generare assuefazione.

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