Motorstorm Apocalypse

30 mar 2011 di

Dopo l’Apocalisse cosa c’è?

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La serie Motorstorm ha saputo conquistare la vetta della categoria dei giochi di guida arcade partendo da una contraddizione. Una serie arcade ma solo di facciata, che faceva leva su elementi semi-simulativi e sui diversi approcci alla gara attraverso i molti percorsi alternativi all’interno del tracciato. Un primato che è stato insidiato da Split Second, che ha portato una boccata d’aria fresca al genere inserendo l’elemento distruttivo nel vecchio e ormai logoro modello di racing “da sala”. Un elemento innovativo che Evolution Studios non poteva far finta di ignorare, e che ha portato alle estreme conseguenze in questo nuovo capitolo della serie.

Il primo Motorstorm aveva una impronta quasi simulativa, sia nel controllo della vettura, sia nella gestione del terreno desertico/fangoso, per cui modificando il terreno di gioco ad ogni giro veniva influenzato il comportamento del mezzo. Già il secondo episodio perdeva parte della prima componente mantenendo però una certa attenzione al feeling di guida sul terreno modulabile. Con Apocalypse, Motorstorm è ridimensionato in entrambi gli aspetti: l’ambientazione urbana ha comportato un appiattimento necessario causando una modifica sostanziale nell’impianto di gioco. Non si può parlare di passo indietro, semmai di evoluzione verso una percorso diverso.

Più che negli altri titoli, Apocalypse è una gara contro il tracciato che muta in continuazione, anche se rispetto a Split Second non è possibile l’attivazione degli eventi distruttivi da parte del giocatore, motivo per cui i percorsi alternativi non sono da subito disponibili come nei precedenti episodi.

Questa modifica ha reso necessario un certo livellamento nelle caratteristiche dei mezzi. Se in Pacific Rift la scelta di una moto piuttosto che del bigfoot esaltava la componente strategica, portando a imboccare scorciatoie affini alle caratteristiche del particolare mezzo, in Apocalypse le diramazioni si sbloccano solo avanzando nel gioco ed hanno spesso conformazione simile al percorso principale. Inoltre moto e vetture viaggiano più o meno alla stessa velocità differendo solo da ingombro, difficoltà di manovra, capacità di salto e poco altro, portando il giocatore a preferire mezzi piccoli e veloci a discapito di camion e motociclette, papabili solo a chi cerca una sfida più impegnativa.

motorstorm

A rimpiazzo di questa lacuna intervengo altri fattori, come la nuova gestiore del salto per dare respiro al motore e l’introduzione dell’elemento fuoco che in Apocalypse è rappresentato non solo nei numerosi incendi tra le macerie ma anche dal disturbo umano, impegnato a gettare molotov o usare armi da fuoco verso il giocatore che può a sua volta tamponarli per arginare il problema, dando un senso alla componente carmaggeddon-ica del titolo.

A funzionare poco è invece l’IA degli avversari, che già in passato provavano ad imbrogliare, ma mai così palesemente come in questo capitolo. In Apocalypse l’elastico tra la prima e l’ultima posizione si restringe e si allunga in maniera anomala generando partite con esiti a random in cui è possibile arrivare in prima posizione prendendosela comoda e martellando solo all’ultimo giro oppure finire terzi dopo aver imbroccato quattro perfect lap di fila. Un problema fortunatamente non gravissimo e che porterà allo smadonnamento solo in particolari circuiti, ma che avrebbe meritato una maggiore attenzione da parte dei coder. Non convince nemmeno lo story mode, introdotto in questo episodio per la prima volta ma che risulta rafforzato e privo di mordente, oltre che essere stato mal realizzato. A non mostrare alcun timore è invece l’impianto tecnico, che finalmente eleva la serie al pari delle migliori produzioni mondiali, dopo due capitoli non certo fenomenali sul piano grafico. Auto, macerie, distruzioni a go-go, fumo, detriti, schizzano alla massima velocità nella magia del Dolby Surround e del1080p+Anti Aliasing.

Un impianto di gioco che pur mostrando qualche deficienza nel single play parrebbe esaltante sul fronte multiplayer. Il condizionale è d’obbligo poichè nel momento in cui scrivo queste righe, i server di M:A sono ancora inaccessibili in quanto Sony ha bloccato la commercializzazione del gioco in un primo momento nella sola Australia a causa del terremoto verificatosi agli inizi di Marzo, poi nel resto del mondo (con copie già sugli scaffali!) dopo gli eventi susseguitesi in Giappone. Per questo motivo troverete un approfondimento più completo su Parliamo di Videogiochi non appena ci sarà possibile provare la modalità in maniera più approfondita.

Evolution Studios può dire ancora la sua nel settore racing arcade ma la voce è meno grossa rispetto al passato. Apocalypse cerca nuove strade abbandonando, per forza di cose, parte di quelle vecchie già rodate e apprezzate dalla comunità. Sebbene non privo di qualche difettuccio facilmente evitabile, il nuovo Motorstorm non è necessariamente peggiore del precedente ma la somiglianza con Split Second ha in qualche modo intaccato l’anima del gioco che perde così di unicità. Dopo deserto, foreste paludose, ghiacciai e infine una città distrutta, quali altre sfide affronterà il circo di Motorstorm?
Publisher : SCEE
Sviluppatore: Evolution Studios
Piattaforma: PS3

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