Vite parallele: GdR da tavolo e per PC/console a confronto – Parte 2

27 feb 2011 di

Seconda Parte

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Nello scorso articolo abbiamo parlato dell’origine comune dei giochi di ruolo da tavolo (che d’ora in avanti per brevità chiameremo gdr) e dei i giochi di ruolo per pc e/o console (che abbrevieremo in Crpg). Li abbiamo poi messi a confronto sui parametri dell appeal sulle masse e sulla giocabilità: nel primo caso la vittoria dei Crpg è stata schiacciante, nel secondo c’è stato un meritato pareggio. Oggi continueremo la nostra analisi valutando come i gdr ed i Crpg si comportano dal punto di vista del numero di giocatori, del costo e della longevità.

Cominciamo dunque parlando del numero di giocatori. Per la gioia di tutte le software houses, i Crpg si giocano in solitario dinanzi al pc/alla console, cosa che rende i videogames molto più facili da vendere. Per giocare a Final Fantasy o a Lineage, infatti, non è necessario essere presenti in più persone nello stesso luogo: ognuno dei giocatori più stare tranquillamente seduto sulla poltrona della propria casetta, magari anche a centinaia di chilometri di distanza, ed incontrare gli altri solo virtualmente.

Tutt’altra musica invece per i gdr. Per giocare ad uno qualsiasi di loro è necessario essere più di uno, preferibilmente quattro o cinque. Organizzare una partita di gdr è un’operazione più complessa rispetto all’organizzazione di un raid nei Crpg dal momento che è necessario: mettere d’accordo tutti sulla data, mettere d’accordo tutti sul luogo, ma soprattutto mettersi d’accordo su chi farà il narratore. Da ciò consegue che giocare ad un Crpg è più facile anche perché non presuppone il contatto umano, mentre invece organizzare una partita di gdr è si più complicato, ma dall’altro lato favorisce l’interazione e la conoscenza interpersonale. Quante amicizie vere sono nate (e quante finte finite!) sui tavoli da gioco!

Rpgs

Passiamo ora a considerare assieme i due parametri finali: costi e longevità. Per giocare ad un Crpg è necessario innanzitutto possedere una console o quantomeno un netbook (che costano circa 250€). Bisogna poi pagare il costo del gioco, che per un Crpg non online appena uscito si aggira sui 60 Euro, mentre per quelli online si parla di circa 40 Euro per il gioco base più circa 110€ l’anno di connessione sui servers ufficiali. Facendo due conticini, per giocare ad un Crpg ogni giocatore deve spendere da un minimo di 310€ (per i giochi non online) ad un massimo di 290€ di costo d’entrata cui vanno aggiunti 110€ annui per la connessione al server. I costi dei gdr invece sono molto più contenuti. La maggior parte dei gdr in commercio ha bisogno di un solo manuale per poter essere giocato, che richiede un investimento di circa 25€. A questo vanno aggiunti i costi dei dadi e di tutta l’eventuale cancelleria necessaria ai giocatori, che fa lievitare il prezzo ad un costo finale (fin troppo esagerato) di 50€. Tale costo però, va diviso per tutti i giocatori che prendono parte alle sessioni: presupponendo 5 partecipanti, il costo finale sarà di soli 10€ a testa. Ma la differenza di costo si apprezza maggiormente rapportandola alla longevità. Per quanto concerne i Cgdr, la maggior parte di quelli non online finisce dopo un massimo generale di 300 ore di gioco, mentre quelli online possono durare anche di più, ma raramente appassionano per più un anno. I gdr, invece, a fronte di un investimento in denaro davvero limitato, forniscono un divertimento che può durare all’infinito. Sono tantissimi i gruppi di gioco che, avendo iniziato anni addietro, continuano ancora a giocare senza aver acquistato altro materiale all’infuori dell’unico manuale, dei dadi e della cancelleria.

Qual è il segreto del successo a lungo termine dei gdr? E’ presto detto: i videogames funzionano grazie alla corrente elettrica, mentre tutti i gdr funzionano grazie ad una forma di energia potentissima, illimitata e, per fortuna, ancora oggi gratuita: la fantasia.

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  • Raffaele

    …ma divide le famiglie.



    SCHERZO! :)

  • Anonimo

    Daccordissimo! Fossi in te coglierei l’occasione per fare una telefonata ai tuoi amici con cui giocavi di ruolo… Secondo me saranno felici di risentirti!

    Il GDR unisce le persone!

  • Anonimo

    Sicuramente è così, ma sulla “facilità di utilizzo” i Crpg secondo me sono decisamente superiori

  • Krisaga Dewshining

    Personalmente preferisco quelli al tavolo ma ormai non c’è più tempo per quelli si cresce, si lavora, ci si laurea, ci si sposa e si finisce per perdere di vista il gruppo con cui avevi cominciato, ripiegando sui GDR online che finiscono per coinvolgerti anche di più di quelli di ruolo da tavolo. E’ vero si può fare a meno del master/narratore ma se c’è (ed è in gamba) si vive meglio l’atmosfera di quelli da tavolo riportati in consolle.

  • Raffaele

    Ottimo. Fermo restando che esistono oggi alcuni giochi di ruolo di stampo moderno ancora più accessibili e veloci di quelli classici dove, in alcuni casi, è stata addirittura abolita la figura dal narratore/master!