Vite parallele: GdR da tavolo e per PC/console a confronto
Come nel classico di plutarchiana memoria, metteremo a confronto i giochi di ruolo da tavolo (che d’ora in avanti per brevità chiameremo gdr) con i giochi di ruolo per pc e/o console (che abbrevieremo in Crpg). Dopo una breve digressione storica, li metteremo a confronto su alcuni parametri importanti, ovvero: appeal, giocabilità, numero di giocatori, costo ed infine longevità.La memoria storica di noi giocatori veterani non ha dubbi: i giochi di ruolo da tavolo sono nati per primi. Nell’ormai lontano 1974 la TSR pubblicò D&D nella famosa scatola rossa. Da lì tutto ciò che va sotto il nome di “gioco di ruolo” ebbe inizio. I giochi di ruolo per console videro la luce nel 1982, quando la Mattel pubblicò per il sistema Intellivision, su licenza della TSR, il primo Crpg dal titolo Advanced D&D, che utilizzava ambientazione e regolamento dell’evoluzione del gdr contenuto nella scatola rossa. Erano nati i Crpg, ed erano in tutto e per tutto figli dei gdr. Da allora, gdr e Crpg hanno preso strade diverse fino a diventare quello che sono ora.
Dal punto di vista dell’appeal sulle masse, i moderni Crpg battono i gdr su tutti i fronti, in particolare quelli che si giocano online. Grazie alla loro grafica dettagliatissima e a mirate operazioni di marketing su scala mondiale, colossi come WoW o Second Life hanno milioni di fan in tutto il mondo. In termini di appeal, calarsi in una realtà virtuale davanti al computer è visto da molti come cosa trendy e cool: poco importa se lo si faccia per chattare con altri avatar in un bar virtuale o per far salire di livello il proprio guerriero uccidendo mostri bavosi in un dungeon puzzolente. A mio avviso, calandosi in una realtà virtuale seduti al tavolo assieme agli amici con davanti libri, dadi e matite si ottiene un risultato identico, se non addirittura migliore, di quello che si otterrebbe da soli dinanzi al computer. La grafica dettagliata e gli effetti audio rendono però questo viaggio immaginario molto più semplice per chi preferisca utilizzare console o pc.
Ecco che siamo arrivati a parlare della giocabilità. Se vogliamo intendere la giocabilità come “semplicità di utilizzo”, i Crpg battono di gran lunga i gdr e devono la loro vittoria schiacciante all’enorme supporto che il calcolatore, la grafica ed il sonoro offrono ai giocatori. Non tutti i narratori riescono a ricreare nella mente dei giocatori i vividi dettagli della pelle di un drago, così come sono davvero pochi quelli che riescono ad imitarne il ruggito. Inoltre, i numerosi calcoli che sono resi necessari da molti dei moderni gdr rallentano parecchio la dinamica del gioco, facendo perdere l’appeal di cui sopra.
Ecco perché molti preferiscono giocare su console o pc: vedi perfettamente dove sei, senti perfettamente ogni rumore, non devi fare alcuno sforzo di immaginazione per calarti nella parte e soprattutto il computer fa tutti i calcoli al posto tuo in un nanosecondo! Tutto vero, peccato però che dal punto di vista di possibilità d’azione e di iniziativa individuale gli Crpg siano estremamente limitati. Quante volte, per sfuggire ad un nemico, avremmo voluto arrampicarci su di un albero ma il gioco non ce lo permetteva? Quante volte avremmo voluto rispondere diversamente a certe domande, ma siamo stati costretti a scegliere fra le opzioni decise dai programmatori? Ma soprattutto, quante volte avremmo voluto mollare una missione che non sentivamo nostra per andarcene a fare baldoria? I giochi di ruolo da tavolo non avranno la semplicità di utilizzo dei Crpg, ma compensano ampiamente questa carenza offrendo ai giocatori una libertà d’azione totale, aspetto che manca purtroppo in tutti i giochi per console/pc.
L’articolo continuerà con una seconda puntata in un futuro non troppo lontano ;)























