Il Professor Layton e la metropolitana milanese

19 feb 2011 di

Per viaggiare è meglio delle scarpine Chicco!

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Rientrare a casa il giorno di San Valentino e trovare tua figlia con un pacchettino tra le braccia è una cosa per la quale nemmeno il signor MasterCard in persona potrebbe trovare un prezzo. Scoprire, poi, che all’interno della confezione regalo è custodita una copia del nuovo Professor Layton, è una di quelle sorprese che ti fa sentire amato e compreso anche di chi, poi, il gioco lo è andato effettivamente a scegliere.

Se fino a pochi mesi fa, infatti, ero uno dei tanti pendolari che odiava la linea metropolitana verde di Milano, da quando ho scoperto l’accoppiata Nintendo DS – Professor Layton (ancora una volta merito di quella poveretta che m’ha sposato), ho iniziato ad amare quei vagoni puzzolenti e stracolmi di gente, quasi fossero luoghi finalmente votati al restituirmi un tempo in linea con le mie aspettative da videogiocatore mobile (da leggersi: mobail).

La premessa melensa (che Tommaso, spero, avrà la pazienza di sopportare) serve quindi introdurre quello che vorrebbe figurarsi come un mio personalissimo pensiero; una sorta di consiglio al pendolare infelice, che per poche decine di euro potrebbe trovare nuovi stimoli ad affrontare il proprio trasferimento quotidiano senza imprecare contro gli indifendibili vertici dell’Azienda Trasporti Milanesi che tanto tutti noi ripugniamo.

Orbene, in primo luogo, il concept alla base della serie è quanto mai intelligente: legare una caterva di enigmi ad una storia appassionante è un’idea tanto semplice che quasi fa sorridere scriverlo. Le vicende raccontate, poi, sono esplicitate da brevissimi filmati o sequenze sottotitolate, facilmente recepibili anche nella confusione dell’ora di punta. Inoltre, nel caso in cui si perdesse di vista lo schermo del DS, tipo a causa della solita e arrogante vecchietta che pretende il posto a sedere, è  sempre possibile andare a recuperare le sequenze animate, rendendo di fatto accessibile la seppur semplice trama anche a chi ha un livello di attenzione particolarmente basso.

In secondo luogo, gli enigmi sono statici e il più delle volte si riescono a risolvere nel giro di un paio di fermate. Se a questo si aggiunge la presenza di un sistema di aiuti che abbatte del tutto l’insorgere di eventuali frustrazioni o la possibilità di chiudere la console, cambiare linea o mezzo di spostamento e riaprirla, sicuri di ripartire dall’esatto punto in cui è stato abbandonato il gioco, si ottiene una miscela davvero funzionale nei brevi tragitti, tipici delle metropoli più sfigate del mondo (e Milano, sicuramente, ne è una delle principali esponenti). Da non sottovalutare, infine, il fatto che si ha modo di ragionare sulle soluzioni anche durante le passeggiate da e verso la fermata della metropolitana, snellendo così di molto la noiosa prassi della deambulazione urbana.

Come terzo punto a favore del prodotto Nintendo non posso evitare di menzionare la significativa varietà di enigmi presenti, che impediscono qualsiasi abbiocco (mattutino o serale, è indifferente): carte, dadi, calcolo delle possibilità, trova il percorso, individua l’intruso, fai dimagrire Vitoiuvara, componi e scomponi, taglia e cuci, pesa e misura… Di tutto e di più, per un totale che, ad ogni episodio, supera sempre il centinaio di indovinelli, senza contare la gratuità di quelli scaricabili settimanalmente o quelli sbloccati dai diversi minigiochi presenti in game. Tanta roba davvero.

Infine, il senso di concretezza che infonde l’aver risolto enne enigmi per tragitto è particolarmente edificante. Sicuramente più quanto non lo sia ascoltare musica o consultare una rivista, mentre per quanto riguarda la lettura di un buon libro, beh, dipende in larga parte dal vicino di viaggio, ché se si trova quello che ascolta un brano tecno a cannone, si finisce per farsi rovinare persino il finale di Harry Potter.

Nel concludere, voglio sottolineare che il rapporto numero di fermate/prezzo è decisamente favorevole al gioco di Level-5, fermo restando l’assurdità di spendere 39.90 euro per un titolo del 2008 come Il paese dei Misteri.

Di cose da aggiungere, in realtà, ce ne sarebbero tantissime, ma il tempo della pausa pranzo “sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va!” (L’estate sta finendo – Righeira, 1985)

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  • http://www.ilcinese.blogspot.com Roberto Turrini

    Yep! Consigliatissimo, magari inframezzato da un super mario qualsiasi tanto per spezzare la tensione.

  • andrea

    li prenderò per il viaggio aereo verso il giappone allora :)

  • http://www.ilcinese.blogspot.com Roberto Turrini

    Mi raccomando, niente spoiler! ;P

    Per la questione frustrazione, sapròti dire…

  • francesco

    mi è piaciuto un sacco questo 3° episodio, nonostante sia sempre la solita minestra alla fin fine, come storia ed enigmi l’ho trovato nettamente migliore e godibile del secondo capitolo. l’unica cosa che mi ha dato un pò fastidio è stato il ritmo serratissimo di enigmi necessari da sbloccare uno dietro l’altro nel finale dell’avventura. il titolo in sè è ottimo, ma questa l’ho trovata un pò, non dico frustrante, ma una cosa che mi ha fatto passare un pò la voglia di finirlo in un sol boccone (come ero arrivato a quel punto, quasi divorandolo), ecco.