Dawn of Heroes
Il DS è terreno fertile per jrpg e strategici e Wicked Studios deve avere pensato che dopo un titolo per PC poteva addomesticare un DS e aver vita facile, invece Dawn of Heroes è stata la loro tomba.Pubblicato da Majesco Games dopo vari anni di sviluppo e continui rinvii a causa dei problemi più disparati per l’approvazione dei contenuti da parte di Nintendo e chissà cosa altro, il team ha fatto in tempo a chiudere i battenti quasi otto mesi prima che la loro fatica iniziasse a generare profitti. DoH resta quindi il lascito di queste simpatiche persone, uno strategico sviluppato da occidentali con look occidentale dove il setting è abbastanza riuscito, la storia è mezza idiota e i personaggi sono incastrati in ruoli specifici.
Non c’è evoluzione caratteriale degna di nota: l’eroe parte eroe e rimane tale, l’idiota è idiota dall’inizio fino alla fine e via dicendo. I personaggi si distinguono all’inizio almeno nelle loro fattezze base ma progredendo non molto si incontrano nemici che hanno il nostro stesso aspetto salvo per la colorazione. Lazy. E’ anche possibile impersonare i modellini 3d dei nemici equipaggiando appositi oggetti, così da incasinare, visivamente, tutto.
A livello d’interfaccia il gioco è controllato via pennino, anche nell’avanzamento dei dialoghi: una rottura immane. La struttura di gioco ci vede passare di battaglia in battaglia magari facendo tappa ogni tanto in città per rifornirci di oggetti. Armi, armature e accessori migliori si recuperano alla fine degli scontri o soddisfacendo certe condizioni durante la battaglia per far apparire tesori extra, molto più utili di quanto in vendita in città. La rappresentazione delle battaglie è abbastanza odiosa. Nello schermo superiore abbiamo i modellini (davvero brutti, le facce in particolare) e l’ambientazione dello scontro che continua a ruotare e cambiare inquadratura in automatico mentre sullo schermo inferiore vi è la rappresentazione schematica in caselline dove si trovano effettivamente le truppe.
Pigliato il pennino, si trascinano le truppe in range per colpire i nemici, si seleziona una tecnica e la si usa. Via, ripetere. Tecniche, magie e attacchi dipendono dalla classe del personaggio e dal livello raggiunto e i danni sono di tre tipi: diretti, magici e “agony”. Ogni personaggio in campo ha particolari (o non) resistenze a questi fattori, perciò è meglio controllare chi stiamo colpendo con cosa. In caso non se ne venga a capo visto che gli scontri sono pensati perché vengano adoperate questa o quella classe invece di un’altra possiamo sempre ritirarci e riorganizzare il party, che guadagna esperienza in toto.
Ogni nuova truppa ingaggiata o aggiuntasi alla squadra viene subito portata in automatico al nostro livello più alto, quindi swappare le unità non porta perdite o svantaggi. L’avessero permesso in battaglia sarebbe stato tutto più agile. I personaggi guadagnano nuove abilità a dati livelli e quelle passive stanno lì senza poter essere disattivate facendo solo casino in certi casi. Il gioco è breve ma impegnativo, frustrante in certi casi, è possibile colpire solo due volte uno stesso nemico e i numeri da circo per sopravvivere in certi scontri sono da non perdere. E’ un titolo che stufa in fretta, tecnicamente abbastanza ridicolo in certi punti mentre ottimo in altri. Le musiche si dimenticano subito e in generale il gioco fa ben poco per coinvolgere il giocatore nella gestione, creazione e customizzazione della sua squadra e sembra un titolo sviluppato alla meno peggio in tutto il resto. Scaffale.























