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Brink – Closed Beta

Musi lunghi pesantemente armati

E insomma son finalmente riuscito a giocare alla closed beta di Brink, gentilmente offertaci da Matteo Piazzolla, il nostro spacciatore di beta di fiducia. Che dire. Partiamo con le aspettative: Brink mi è sempre sembrato, nei vari video di presentazione, un tentativo di unire l’estetica pulita di Mirror’s Edge con un concept più classico di FPS, evitando in questo modo un’ulteriore ambientazione tutta ruggine e scenari post-apocalittici abitati solo da space marine gasati.

In questo la beta di Brink delude abbastanza profondamente. Se i menu e la musica ambient di sottofondo fanno sperare per il meglio, con un design minimale e un’elettronica calma e ridotta all’osso, basta uscire dalla (spettacolare) fase di personalizzazione del personaggio per rendersi conto che le arene a disposizione nella beta sono, nell’ordine: un porto arrugginito, una base buia di metallo e un capannone abbandonato, buio, arrugginito e costruito prevalentemente in metallo. Insomma, non esattamente la città che costruirebbe Steve Jobs.

Però Mirror’s Edge c’è, in un modo o nell’altro. Un po’ nei sopracitati menu, un po’ nel sistema SMART, che spogliato da tutte le cazzate da PR che lo facevano sembrare una specie di corsa con pilota automatico, si rivela invece come un sistema di superamento ostacoli simile a quello che aveva a disposizione Faith. Semplicemente, tenendo premuto il pulsante di corsa, il nostro space mari…ehr…ribelle antifascista sarà in grado si saltare automaticamente gli ostacoli più bassi o cadere anche da altezze considerevoli senza fratturarsi i femori. Tutto qua. Anzi no, si può anche scivolare in maniera stilosa. Non è Vanquish, ma la mossa ha la sua utilità durante il gioco per usare al meglio i vari ripari di cui sono costellate le mappe.

Brink Closed Beta

Quattro sono le classi a disposizione (Soldato, Operative, Ingegnere e Medico), ognuna in grado di conseguire determinati obiettivi, tipo demolire parti dello scenario, hackarne altre e via discorrendo. Abbastanza interessante in ottica di dinamicità del gameplay la possibilità di cambiare classe direttamente dalla mappa di gioco, presso postazioni apposite. Ogni classe, oltre ad avere abilità che influenzano l’ambiente di gioco, hanno anche skill specifiche nei confronti degli altri personaggi: solo il Medico può rivivere i compagni (anzi, lanciargli una siringa affinchè si rimettano in piedi da soli), solo il Soldato può passare munizioni a chi è rimasto senza, solo l’Operative si può travestire da nemico e solo l’ingegnere può installare Ubuntu a tutti i suoi amici gridando “Windows merda, OSX è Satana”.

Il gioco sembra, a giudicare dalle due mappe e dalla modalità Challanges a disposizione, fortemente sbilanciato verso il raggiungimento di determinati obiettivi “di squadra” più che verso il massacro globale (in questo senso, bello il menu circolare che permette di scegliere come procedere). Una scelta abbastanza positiva: sebbene gli obiettivi a disposizione siano abbastanza elementari, è certamente più divertente cercare di lavorare come un team cercando di conseguire quelli piuttosto che sparare a caso contro tutto quello che si muove.

Lascia fortemente perplessi la resa visiva: se da un lato abbiamo uno stile grafico nei filmati in game molto ben riuscito, con facce allungate che mischiano Team Fortress 2 con Anton Ego da Ratatuille (dai, non so come descriverlo, i filmati li avete visti), dall’altro, all’atto pratico di giocare, ci si ritrova di fronte ad un gioco che sembra PS2 in HD. Premio vomito alle detonazioni di granate e bombe varie, risalenti al paleolitico degli effetti di fumo/fuoco/fiamme e, almeno per la versione PS3, un aggiornamento dinamico della qualità delle texture che più che real time oserei definire bullet time.

Il gioco è inoltre lento. Più Killzone 2 che Modern Warfare: non un difetto di per sè, ma ad alcuni potrebbe non piacere. Un multiplayer, chiariamoci, anche abbastanza godibile, ma che dalla beta si fatica a comprendere appieno. Resta invece del tutto misteriosa la campagna single player. Speriamo sia bella forte, o Brink rischia di essere schiacciato dai pesi massimi prossimi venturi.

Scritto da Tommaso De Benetti

Tommaso De Benetti è stato membro fondatore e colonna portante di Ring, la rivista più amata dai videogiocatori meno rincoglioniti. Qualche tempo fa, esasperato dall’ignavia invincibile degli ormai depressi ringhici, ha lanciato da solo il progetto RingCast (reperibile su iTunes), primo podcast italiano a tema videoludico, a cui comunque la vecchia guardia partecipa a corrente alternata. Gatsu, secondo il nick con cui è solito firmarsi su Internet, attualmente vive e tromba ad Helsinki, tra frotte di bionde ninfomani e sferzate di gelo più o meno devastanti.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Ma infatti dopo un primo impatto un po’ “così” il gioco c’è ed è pure abbastanza divertente. E’ l’aspetto tecnico ad essere molto sotto alle aspettative e al potenziale dell’ambientazione. Hanno elaborato un design fichissimo per personaggi e ambienti e poi…boh, sembra che se lo siano dimenticato. Poi magari è la beta eh, si vedono proprio tre ambienti in croce. Magari volevano dargli un look più familiare per chi viene da altri giochi…

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Sì, versione PS3.

  • Nababbo

    Ma gli svoluppatori non sono quelli di Quake Wars? Il multiplayer dovrebbe essere il loro fiore all’occhiello….

  • onigiri

    Salve!
    Versione PS3 ?

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Se fosse stato più Mirror’s Edge e meno Killzone secondo me c’avrebbe solo guadaganato. Vedremo gli altri ambienti, ma quelli della beta sono iper-familiari.

  • http://twitter.com/teo_piaz Matteo

    insomma non ti ha pienamente convinto…stilisticamente mi sembra un incrocio di elementi grigi e cupi alla killzone 2 intersecati ad uno stile quasi cartoon alla team fortress 2
    secondo me fa poca fortuna…