Castlevania: Lords of Shadow
Questo articolo è stato amichevolmente sottratto a Single Player Co-op, un blog di videogiochi, pupazzi di pezza e cavalli.
Nel corso degli ultimi anni, il glorioso nome di Castlevania è diventato sinonimo di serie non adattabile alla terza dimensione, un passaggio che con risultati alterni hanno subito nel tempo praticamente tutte le serie videoludiche che hanno più o meno la mia età.Più che ai meriti attribuibili ai recenti episodi 2D “duri & puri” (mi riferisco in particolare ai tre titoli pubblicati per DS ovvero Dawn Of Sorrow, Portrait of Ruin, Order of Ecclesia e al recente Harmony of Despair apparso su Xbox Live), prodotti senza dubbio buoni ma dalla spessore tutto sommato trascurabile, la nomea di Castlevania descritta sopra è dovuta piuttosto all’oggettiva impresentabilità dei capitoli treddì pubblicati finora.
Detto questo, l’ovvia domanda è: riuscirà Castlevania: Lords of Shadow ad invertire la rotta e a traghettare la serie nel nuovo millennio, seppur con due lustri di ritardo? Purtroppo, a giudicare dalla demo apparsa recentemente sul PSN e Xbox LIVE, sembrerebbe proprio di no.Se la scelta di Konami di affidare una IP storica, preziosa e giapponesissima come Castlevania a MercurySteam, sviluppatore spagnolo (!) talmente pezzente da non potersi permettere nel 2010 nemmeno un sito web decente, vi è suonata strana, provando Castlevania: Lords of Shadow troverete una ferrea conferma a tutti i vostri dubbi. Limitato tecnicamente quanto sciatto nel gameplay, stando al materiale contenuto nella demo è davvero arduo immaginarne una qualche qualità: non sembra avere i numeri per poter entrare nell’olimpo degli action, non sembra Castlevania e, soprattutto, non sembra divertente.
Voglio dire: se è proprio necessario basare i combattimenti su tecnicismi del calibro di quadrato, quadrato, quadrato, quadrato si abbia almeno la decenza di inserirli in contesti spettacolosi e d’impatto (chi ha detto God of War?), altrimenti è davvero la morte dell’intrattenimento; o perlomeno, visto che di demo –e quindi di promozione- si tratta, non mi sembra folle auspicare materiale ludico un po’ più emozionante di uno scontro con dei lupi seguito da uno scontro con un lupo uguale ma gigante seguito da una sezione a cavallo contro lupi che cavalcano lupi giganti. Yawn. Se solo a scrivere l’ultima frase mi è esploso un testicolo, figuriamoci quando ho dovuto di fatto giocarci.
Se è vero che giudicare un intero prodotto solo dalla demo è sempre sbagliato, è vero anche come la sua fruizione rappresenta spesso la miglior recensione/pubblicità che un gioco possa mai avere, specie oggigiorno dove un parere esterno su un gioco è solitamente la risultante di trenta recensioni, duecento video e seicento pagine di thread distribuite su tre/quattro forum. In quest’ottica, è difficile immaginare come la sciatteria riposta nel confezionamento della demo di Castlevania: Lords of Shadow non abbia contaminato anche il prodotto finito, prodotto che personalmente ho depennato senza pietà dalla lista delle prossime spese e rimandato, nella migliore delle ipotesi, al cestone delle offerte post-natalizie.























