Sfortunato in amore…
Stasera, dopo una lunga sfida a Super Street Fighter IV tra amici, abbiamo visto in BluRay il film 21, diretto dall’italo americano Robert Luketic e basato su una storia vera.
La pellicola narra le gesta di Ben, studente prodigio del MIT, coinvolto dal suo professore Mickey Rosa in un club segreto di Black Jack.
Scopo del gruppo di giovani e lucide menti è quello di arricchirsi rapidamente tramite la conta delle carte ed il rapido calcolo matematico delle reali probabilità di successo.
L’empatia che si crea ineluttabilmente tra spettatore e protagonista durante la visione è palpabile e concreta e mi ha indotto ad una particolare riflessione.
Se paragoniamo videogame e gioco d’azzardo notiamo che le peculiarità che li accomunano sono di gran lunga superiori ai punti che li separano. Sto parlando di competizione e adrenalina, di frustrazione davanti ad una sconfitta od euforia derivante da un inaspettato successo. Mi riferisco anche allo studio psicologico del proprio avversario e all’utile controllo delle proprie emozioni.
E così, banalmente, mi sono domandato come mai non esista ancora la possibilità di giocare veramente d’azzardo tramite Xbox Live e PlayStation Network.
Il recente boom del gioco d’azzardo a pagamento sul web e la parallela diffusione di casinò gratis senza soldi da sborsare per impratichirsi nella competizione, ha contribuito ad allargare enormemente il potenziale bacino d’utenza alla quale potrebbero rivolgersi Microsoft e Sony. Eppure, nonostante i videogames strizzino sempre più spesso l’occhio al gioco d’azzardo, questo grande passo non si è ancora compiuto (e forse mai si compierà).
Di recente ho ripreso a giocare Red Dead Redemption per cercare di sbloccare l’obiettivo “Il ripulitore”, che richiede al giocatore di vincere una partita a Poker con almeno 2000 chips in tasca.

L'espansione di Red Dead Redemption dedicata al gioco d'azzardo (bari e bugiardi) uscirà il 21 Settembre per la gioia di tutti gli aspiranti gamblers.
Apparentemente impossibile, scopro che può essere invece facilmente sbloccato durante la missione “Fortunato in amore”, spaventando i propri avversari virtuali con un “All-in” imprevisto. Ma tutt’altra storia sarebbe se in una competizione online ci venisse chiesto di bluffare spudoratamente con i nostri cari (in tutti i sensi) Microsoft Points. Chiunque avrebbe la faccia tosta e l’ardire di rischiare denaro reale? Non ci credo! E’ troppo facile e scontato eludere l’IA di un minigioco, come lo è bullarsi per un “Ventuno” realizzato tramite un sito di black jack online gratis.
Il motivo e fulcro del divertimento che ha reso il Texas Hold’em ed il Black Jack successi e business planetari è proprio la componente psicologica. Eliminata quella hai ammazzato il gioco.
E tornando a Microsoft e Sony, perchè non lasciare da parte per un attimo tecnologie mirabolanti e costose come Kinect e Move per infondere nuova linfa vitale nel gaming competitivo online? Più ci penso e più l’idea diventa eccitante. Ve lo immaginate il nerd squattrinato che si crea una ludoteca virtuale tramite le proprie abilità videoludiche? Non sarebbe forse questo un modo per premiare realmente il talento videoludico piuttosto che lucrare vendendo pacchetti salva-tempo?
Mi stupisce, anzi mi pare impossibile che gli squali del market(t)ing videoludico non ci siano ancora arrivati. Evidentemente il rischio maggiore è quello di coinvolgere minorenni in attività vietate dalla legge, ma la soluzione più ovvia e banale è il rispetto del PEGI ed un semplice controllo tramite i dati anagrafici del profilo utente.























