E tu ci giochi?

13 set 2010 di

Un titolo sprecato?

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Le parole non sono solo importanti, sono macigni. Mafia II è solo un seguito, il suo unico peccato è di ereditare gli errori commessi in passato, ma sento le unghie grattare la lavagna, oggi come otto anni fa. Mafia II sarà pure un gioco di mafiosi che uccidono mafiosi, violenza contro violenza, ma quel titolo andava sprecato con meno sufficienza.

Perché “Mafia” non è il nome di un campo di battaglia, ma di una guerra che si combatte ancora, giorno dopo giorno. Mafia è il ricordo delle vittime innocenti, degli eroi che questa guerra l’hanno combattuta, degli impiegati che ancora credono nella giustizia, della gente che alza la testa e di quella che è morta abbassandola sempre.

Mafia non è solo una parola, non una qualsiasi di certo, e non può essere un marchio di divertimento, uno stemma da sparare in qualche spietata campagna pubblicitaria. Invece è sprecata per un gioco qualsiasi, uno di quelli dove la morte non conta niente, la si infanga di risate e passatempo senza la benché minima voglia di rispettarne gli attori.

Mafia II è la copia inanimata de Il Padrino (1972) e arriva dopo che I Soprano hanno seppellito in TV quel modo eroico e stereotipato di dipingere la malavita. Un altro passo, un’altra camminata. Ma il tempo nei videogiochi non passa altrettanto in fretta, l’eterno adolescente non ha il coraggio di osare, probabilmente non ne ha nemmeno la voglia, perché il suo è un pubblico di bambinoni in cerca di svago. E divertitevi allora, con gli alieni, con gli orsetti assassini, con le tartarughe, con i terroristi o con i mafiosi, tanto non cambia niente. Oppure non lo fate, per una volta, e immaginate un videogioco che inviti a riflettere, non solo a sparare più in fretta. Perché Mafia non è un titolo, non è nemmeno una provocazione, ma un insulto ai suoi martiri.

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  • http://twitter.com/AleCss81 Alessandro Ghiotto

    Non sono assolutamente d’accordo. Il primo capitolo di Mafia è stato un gioco spettacolare, con una trama cinematografica che di simili non se n’era mia visti. Questo non l’ho ancora giocato, ma al di là di ciò io credo che Mafia, nel contesto videogiochi, sia un nome come un’altro, da non prendere nel modo che invece l’hai preso tu.

    Io ho tutto il rispetto per le vittime di questa insulsa guerra, tanto che ho appoggiato e appoggio ogni giorno chi questa battaglia la combatte da vicino (e non parlo di sbirri) e cerca di scardinarne i più reconditi e sporchi legami che le permettono di continuare a vivere e comandare.

    La tua critica mi sembra davvero fuori luogo, fuori da quello che è il mondo videoludico.

  • Liopold

    Tra l’altro è pure un pò noiosetto.

  • Postaperwar

    Sarà, ma direi che le avventure di Vito Scaletta indichino abbastanza chiaramente che ha preso un treno di sola andata per l’inferno (pagato con le vite degli amici e dei parenti).
    Non mi pare poi così leggero…

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    E’ di vitoiuvara, l’ho pubblicato io, mi son dimenticato di cambiare il nome di default. Correggo subito.

  • Leo

    Su Babel l’articolo è firmato da Vincenzo Aversa, qui da te: di chi è in realtà?

  • http://smeraldo.tumblr.com/ Luca Tenneriello (Smeraldo)

    Bell’articolo! Flatterato ;-)