Shank: mica te l’ha ordinato il medico

4 set 2010 di

L’antro atomico del Dottor Manhattan

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Parliamo di Videogiochi vi presenta il meglio de L’antro Atomico del Dr. Manhattan. Tutti gli articoli di questa serie sono stati sgraffignati dal blog personale di Alessandro Apreda. Durante il processo di cut & paste, nessuna clausola contrattuale è stata maltrattata.

Shank è davvero il giocone da avere a tutti i costi di cui ti dicono in tanti? Titolo da meritarsi il 10/10 di EGM e tutte quelle nomination a miglior roba dell’itrìduemiladieci? Ma, soprattutto, cui sacrificare quindici carte della propria carta, senza dire se, ma o EA? No, non lo è. […]
Che poi, intendiamoci, tu sei il primo a giudicare un gioco scaricabile con una storia di vendetta alla Kill Bill, una grafica da serie di Cartoon Network fuori controllo, le spogliarelliste ninja alla Sin City, un boss protagonista della lucha messicana alla Goichi Suda e i baffi alla Danny Trejo qualcosa che un minimo di interesse lo meriti. Ma c’è un motivo se i picchiaduro a scorrimento si sono estinti quindici anni fa.

Shank

L'arte ce l'ha messa Jeff Agala, le chiacchiere Marianne Krawczyk, quella di God of War. Krawczyk è allo stesso tempo il cognome e il codice fiscale.

Perché, essenzialmente, ammazzare per ore gli stessi sgherri – che si chiamano tutti Marco e Franco, come dei barbieri – è una gran rottura di coglioni. Quindici anni fa non c’era altro, e ci si galvanizzava facile per un rosario di calci-pugni-calci volanti, oggi meh. Klei Entertainment avrebbe potuto e dovuto mettere più carne al fuoco: spezzare la monotonia che scorre endemica nelle vene del genere pompando armi e attacchi a ritmo più sostenuto, ma anche proponendo boss fight non limitati al banalissimo “fallo andare a vuoto e premi RT” che accompagna tutti gli scontri con i capetti del gioco. Al che uno dice: eh, vabbé, ma è un gioco scaricabile, cazzo vuoi? Un altro Shadow Complex. E pure subito.

Shank artwork

Insomma carino, insomma piacevole ma solo in piccolissime dosi, insomma tipico gioco dasettesudieci, via

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  • Stefano Lucchi

    il gameplay a base di button smashing purtroppo non è nemmeno l’unico dei problemi di questo gioco: c’è un motore grafico talmente non-ottimizzato che pur presentando una grafica praticamente in flash occupa circa 2GB di spazio e tempi di caricamento talmente lunghi da riportare il giocatore indietro ai tempi del Comnmodore 64.

    Pensare che con la stessa cifra ci si compra un Trials HD o un Lara Croft and The Guardian of Light..