PlayStation 3 – USB Jailbreak
Sembra che anche l’ultima roccaforte antipirateria della generazione attuale di console sia in procinto di cadere. La recente zampata dei corsari informatici contro PlayStation 3 è decisamente più temibile e concreta di quella sfoderata quattro mesi fa dall’hacker americano GeoHot.
Questa volta, infatti, Sony sembra vittima dello smarrimento involontario (o della clonazione non autorizzata) di una penna USB di servizio utilizzata nei centri di assistenza PlayStation.
Questa chiavetta è in grado sia di curare il cancro che di avviare il monolite nero in modalità debug, ovvero quella utilizzata da sviluppatori e tecnici per effettuare interventi di manutenzione e avviare software non certificato.
Proprio quest’ultima funzionalità ha permesso al Team PS-Jailbreak di installare il Backup Manager, un programma ad hoc (sviluppato tramite un SDK Sony illegale, ma reperibile su internet) che consente di rippare il contenuto del disco Blu Ray inserito nel lettore della console e di riversarlo nell’HD interno di PS3 o in un qualsiasi dispositivo di archiviazione esterno (chiavetta o hard disk USB che sia).
Tramite lo stesso software è possibile lanciare le copie di backup dei giochi precedentemente rippati.
Al momento non sembra ancora possibile avviare le ISO di giochi PS3 scaricate illegalmente da internet, ma tutto fa pensare che sia solo questione di tempo.
Le reazioni della community alla novità non si sono fatte attendere e nel giro di poche ore la notizia ha fatto il giro del mondo. Ci giungono ad esempio voci di gente a Berlino che corre nuda per le strade gridando “Sony papparappapero” o di un gruppo di attivisti di Neogaf avvistati al largo del Giappone con delle magliette riportanti la scritta “Lolz! Sony all your base are belong to us”.
Da una parte sono spuntate le immancabili insinuazioni complottistiche secondo le quali sarebbe: a) tutta una mossa di Sony per rilanciare un hardware che ha sempre faticato ad impensierire la concorrenza b) una campagna di viral marketing antecedente la resurrezione di Saddam Hussein e i suoi missili controllati da PS3.
Dall’altra c’è chi confida in un imminente aggiornamento firmware da parte del colosso nipponico, che ha sempre dichiarato di sentirsi infastidito dalle zanzare e danneggiato dalla pirateria dilagante sulla console portatile PSP.
Chi scrive è convinto che la pirateria sia a prescindere un male per il nostro passatempo preferito: Sony farà il possibile per arginare questo problema, anche a costo di rendersi impopolare o reclamare lo Ius Primae Noctis, come già fece in occasione del lancio del famigerato firmware che eliminò la possibilità di installare Linux su PS3 con conseguenti manifestazioni di protesta in piazza a cui parteciparono almeno 18-19 nerd.
Il rischio però è che stavolta gli hacker abbiano davvero messo le mani su un’arma troppo affilata e che lo scenario futuro sia assimilabile all’estenuante lotta a colpi di firmware e jailbreak alla quale ci ha tristemente abituato PlayStation Portable (c’è da dire che non è l’unica cosa a cui PSP ci ha tristemente abituato).
Come si dice, banalmente, in questi casi: “Chi vivrà vedrà”. Il vero timore è che, per l’ennesima volta, a farne le spese saranno sempre gli utenti onesti, come già avviene su PC. E pensare che la novità ufficiale di Sony è il PSN Plus: un servizio che nemmeno ti rende più ufficialmente possessore dei giochi che girano sulla tua console. Tempi duri…





















