Arena – 9
Morbose chiacchiere di redazione: torbidi segreti nascosti fra le pieghe del passato, traumi infantili mai superati, preferenze videoludiche da denuncia o periferiche acquistate a prezzi vergognosi per un solo utilizzo. Ogni puntata di Arena vi proporrà una domanda pruriginosa e molte colpevoli confessioni.
Domanda del mese:
Personaggi femminili discinti nei giochi e ragazze seminude alle fiere, perché il videogiocatore compra di più se fighe virtuali o irraggiungibili sono coinvolte nella faccenda?
Simone Tagliaferri:
Perché così ha la possibilità di avvicinare le mani a delle tette vere. A volte riesce persino a sfiorarle e si sente rapito da tanta fortuna. Sono i rari casi di orgasmi multipli maschili.
Michele Zanetti:
Probabilmente perché il mondo videoludico è maschilista per la quasi totalità e in fondo i desideri del masculo son sempre quelli.
Che poi non è detto che comunque alla fine si compri un videogioco perché c’è l’archeologa figa col codice per spogliarla o le tipe che invece di prendersi a botte giochicchiano sulla spiaggia o in un resort indossando striminzitissimi bikini. L’appassionato lo fa per studiare l’elaborato game design nel primo caso e i complessi algoritmi che sottendono a certi movimenti nel secondo. Ahsìsì.
Luca Tenneriello:
Perché succede come ai clienti delle escort e, più in generale, è un meccanismo che segue il principio basilare della compravendita…
Dovendo pagare e potendo scegliere, si compra il meglio, il top.
Ed è ovvio che il top della gnocca sia piuttosto irraggiungibile per il videogiocatore medio (e anche per l’uomo medio eh…).
Andrea Brunato:
Perché ogni utente spera che anche in quel gioco ci sia un “hot coffee” come quello in GTA:SA.
Tommaso De Benetti:
Anche quelli che vanno al MotorShow si interessano di più ad un’auto se c’è una standista gnocca a presentarla. E’ colpa della chimica, e del fatto che fra noi e le scimmie le differenze siano minime. Basterebbe ammetterlo.
Gianluca Girelli:
Mica vero. Ovvio però che preferisco che a presentarmi un gioco sia una Giselle Bundchen piuttosto che una Ugly Betty. E’ un mercato per maschi, mi pare inevitabile.
Matteo Ferrara:
E’ così che funziona il nostro cervello: dagli quello che vuole e ti fa quello che vuoi. Colpa della dopamina, immagino. E quello che vuole l’esemplare maschio di uomo medio lo sappiamo tutti.
Federico Res:
Per far credere alle donne che la loro esistenza abbia un senso. (Scherzo)
Michele Siface:
Non sono sicuro che un videogioco venda di più se la protagonista è gnocca. Di converso, un gioco presentato alla fiera con l’ausilio di belle ragazze verrà ricordato più facilmente. La stessa cosa accade con le pubblicità: non c’è nulla come la gnocca per veicolare un certo messaggio al pubblico maschile.
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