Work never changes

25 giu 2010 di

Nero Ludico – 7

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Il tizio del negozio stava sfogliando una rivista di tatuaggi. Hideo Kojima rimase sulla soglia per un momento, poi, come se avesse preso una decisione improvvisa, iniziò ad avvicinarsi al banco con passi lenti e decisi. “Voglio uno di questi”, disse nel suo inglese stentato.

L’uomo sollevò gli occhi dal tribale rasofiga di Miss Giugno e squadrò il giapponese mingherlino. Hideo deglutì e rimase in attesa. “Quello?” chiese il tizio, un ciccione con il triplo mento e i capelli che gli appiccicavano sulla faccia sudata come spaghetti in fondo ad una pentola. “Quello…non é per tutti”.

Kojima toccò il vetro con una mano, osservando il contenuto della teca come avrebbe guardato un prototipo di PlayStation 4. “Lo so,” rispose Hideo, “quanto costa?”.

Il grassone, improvvisamente interessato, chiuse la rivista con uno schiocco, la buttò sul bancone e si avvicinò alla cassa. Prese da un ripiano all’altezza dell’inguine un paio di occhiali da ragioniere pieni di ditate e se li infilò. “Fanno 3.500 dollari”, facendo una pausa per sollevare lo sguardo come se avesse sparato il 30% in più del prezzo reale. “Non è semplice procurarsene uno”, continuò, non vedendo particolari reazioni.

Hideo prounciò un “Hai!” mentale mentre annuiva vistosamente.

“Non lo puoi portare in aereo, lo sai vero?”, disse il tizio.

Hideo annuì nuovamente. Il ciccione aggrottò le sopracciglia e si grattò il mento, lo squadrò per un altro paio di secondi e poi si mise a battere lo scontrino con una scrollata di spalle.

Hideo tornò nella sua camera d’albergo. Posò la teca coperta da un telo sul letto e rimase a guardarla senza sapere cosa fare. Si alzò di scatto verso un carrello su cui si stagliava una grossa bottiglia di sakè, portata direttamente dal Giappone dal team Konami in visita all’E3. Se ne versò un po’ in una coppetta e cominciò a sorseggiarlo pensando allo stato delle cose.

Due giorni prima aveva presentato sul palco Metal Gear Solid Rising, introducendo al pubblico Shigenobu Matsuyama, suo successore e stella nascente fra i producer di Konami. Dopo l’introduzione del 3DS, il booth di Hideo Kojima’s Metal Gear Solid Snake Eater Naked Sample era stato salutato con un tale entusiasmo dalla stampa specializzata che a fatica era riuscito ad avvicinarglisi lui. Poi, quella mattina, il CEO di Konami, Kagemasa Kouzuki, un giapponese vecchio e con la faccia da yakuza, l’aveva convocato in un raro momento di tranquillità.

Gli aveva detto solo: “Hideo, voglio che tu faccia Metal Gear Solid 5. E nient’altro. Poi si era girato e se n’era andato.

Così Hideo adesso si trovava in quella stanza, con la teca, per mettere fine alla questione.

Posò la tazzina, strinse la bottiglia in mano e si avvicinò al letto.

Tolse il telo lentamente, osservandone affascinato il contenuto. Si udì un sibilo ovattato e subito dopo un forte tump!

Il giovane black mamba si era lanciato con tutta la sua forza verso una delle pareti, a bocca aperta, che famelica pulsava sprizzando veleno e lasciando una scia giallastra sul vetro.

Hideo rimase immobile, indeciso, poi d’improvviso sollevò la bottiglia di sakè sopra la testa e la calò con tutta la forza che aveva in corpo verso la teca fragile. “Hai!”, pensò sollevato.

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  • Dan

    Triste verità. O meglio, forse la realtà è anche peggio.

  • http://twitter.com/rikkomba Da Livin' Rikkomba

    mi sono perso a “rasofiga”.

  • http://smeraldo.tumblr.com/ Luca Tenneriello (Smeraldo)

    Bellissimo!