Prince of Persia: Le sabbie dimenticate. Che già il titolo è tutto un programma

18 giu 2010 di

L’antro atomico del Dottor Manhattan

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Parliamo di Videogiochi vi presenta il meglio de L’antro Atomico del Dr. Manhattan. Tutti gli articoli di questa serie sono stati sgraffignati dal blog personale di Alessandro Apreda. Durante il processo di cut & paste, nessuna clausola contrattuale è stata maltrattata.

Dopo aver dichiarato definitivamente chiusa la trilogia del Principe di Persia, salvo provare anni dopo un reboot sfociato in tragedia, con quello che a oggi è l’unico titolo che per darlo dentro a un gheimstop come usato devi essere tu a pagare qualcosa, Ubisoft sforna un altro capitolo spurio della saga. Dice: è un tie-in ufficiale del film, visto che sono usciti praticamente lo stesso giorno? No. Che col film non c’entra nulla. E’ infatti solo un CASO che il publisher transalpino abbia avvertito, irrefrenabile, proprio ORA il bisogno di espandere la trilogia originale.

Ma allora quest’ultima diventa una tetralogia? No. Resta una trilogia. Una trilogia con in più l’aggiunta di questo nuovo capitolo. La prima trilogia con quattro capitoli della storia. Nuovo capitolo, peraltro, su cui il publisher transalpino ha puntato così tanto da dargli un titolo di una potenza rara, di quelli che ti rimangono impressi. Com’era? Ah, sì: le sabbie dimenticate. Potentissimo. [...]

Andrà detto innanzitutto che il Principe non è più il Principe. VOLENDO rappresentare l’anonimo il nobiluomo in mutandoni alla zuava come il Jake Gyllenhaal del film, ma non POTENDO rappresentare il nobiluomo in mutandoni alla zuava come il Jake Gyllenhaal del film, Ubi c’ha messo un tizio talmente brutto che
a) ti viene spontaneo skippare tutti i filmati d’intermezzo per non vomitare la cena
b) a vederlo, avrebbe ridato un po’ di autostima a Sloth della banda Fratelli.
Anche la regina Razia è CASUALMENTE simile alla Gemma Aterton/Tamina del film. Solo che anziché un mostro dei Goonies, sembra semplicemente un travestito.

Le sabbie dimenticate

La struttura di gioco di Le sabbie dimenticate è essenzialmente un Tomb Raider qualunque. Salti sulla colonna, ti giri di spalle, spicchi un altro salto, piroetti su un’asta, attivi il meccanismo perverso, eviti le lame, sbadigli, salti le frecce, ti arrampichi, ti addormenti davanti allo schermo.
In compenso il sistema di controllo è talmente legnoso che ci vogliono i bei minuti per domarlo. Ah, ci sono un po’ di poteri elementari (ma una colonna d’acqua che trasformi in colonna solida per arrampicartici come uno scimpanzé non è che sia esattamente il tuo ideale di arrapamento videoludico) e il grande ritorno del supermoviolone di Biscardi, grazie al quale puoi riavvolgere il tempo per rimediare agli errori che il sistema di controllo dimmerda ha provocato, allontanandosi poi fischiettando con indifferenza. Lo stronzo.

Ma se la fase platform è scialba, vecchia, ripetitiva fin nel midollo, i combattimenti sono in compenso… no, fanno cagare anche quelli. Fortuna allora che ci sono i cari, vecchi bug Ubi a tenere su il morale, con il Principe Sloth Dastan che sfonda un muro per ritrovarsi a vagare nell’immensità del cosmo, oppure che abbandona al suo destino il 726° scheletro che sta menando per dedicare le sue attenzioni a un tizio invisibile, eseguendo tutta una serie di combo su un nemico che non esiste. Quasi quasi ci scappa un nuovo video di Valerio Scanu.

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  • http://smeraldo.tumblr.com/ Luca Smeraldo

    Non ho giocato il titolo in questione, quindi non mi pronuncio sullo specifico. Però la tendenza che segnali l'ho notata anche io e non posso darti del tutto torto…

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Sì, ovviamente abbiamo un accordo con il Dr. Manhattan, non è che gli freghiamo la roba, ma era per dire che non siamo SOLO noi ad avere perplessità su alcuni giochi. Nel caso specifico sto PoP a Vitoiuvara sta piacendo, cosa più unica che rara, io non l'ho ancora visto.

    Prendete le polemiche per quel che sono: opinioni. Magari vi salvano da un acquisto incauto, oppure vi tengono lontani da qualcosa che tutto sommato vi sarebbe piaciuto lo stesso. Se una cosa ci piace lo diciamo, solo che è lecito aspettarsi prodotti di un certo livello a 60€ a botta.

  • Deadpool

    Prima di tutto ammetto che ho dovuto cercare il significato della parola “coprofagia”. Per seconda cosa voglio dire che ho dedotto che voi foste d'accordo la Bomba H Umana, visto che avete pubblicato il post appartenente al suo blog sul vostro sito. Comunque non voglio rompere i coglioni ulteriormente, contestavo un po' la polemicità che permea costantemente i vostri articoli.

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Immagino che la risposta sia: “siamo coprofagi”. Comunque il Dr. Manhattan non fa parte della redazione, segno che la merda è apprezzata anche altrove.

    Come diceva Elio: “la merda non è poi così brutta come la si dipinge”.

  • Deadpool

    a me non è sembrato un gioco malvagio. Certo, niente di che, ma mi ha comunque divertito: ho trovato il sistema di controllo intuitivo e mai frustrante, e i combattimenti fanno il loro dovere. Ma perchè continuate a giocare se tanto ogni cosa che vedete è merda per voi? Fareste prima a buttare le console dal balcone e a trovarvi un altro hobby.