Time Waits for Nobody – 14 – Parte 1
Mentre scrivo è il giorno dell’ApocalyPS3 e quale miglior occasione per rilassarsi in maniera zen, dopo aver imprecato tutta la giornata contro gli ingegneri Sony, se non prendendo in mano il DS e sparando un po’ di bolle?
In Space Bust A-Move (DS, ntsc/uc, Taito Corporation, Square Enix, Puzzle Bubble Galaxy in eurolandia) tornano i draghetti Bub e Bob impegnati questa volta nella ricerca spaziale delle Cosmo Bubbles per vanificare i piani del malvagissimo Devilin.
La struttura è la solita, stracollaudata, di quel Puzzle Bubble a cui giocavate in sala giochi tanti anni fa, solo perché le possibilità che si presentasse una spupazzina a farci una partita erano n2. Dovrete quindi allineare tre o più bolle dello stesso colore per farle sparire fino ad eliminarle tutte dallo schermo, così da passare al livello successivo prima che il muro di sfere vi schiacci. Nello Story Mode di questo episodio non ci sono più percorsi alternativi, ma vari pianeti che si sbloccano uno dietro l’altro.
Ogni pianeta è diviso in tre stage, ciascuno composto da cinque velocissimi livelli che terminano con il boss di turno, destinato a soccombere alla vostra ferocia. Le Cosmo Bubbles sono bolle di colore normale ma contenenti un simbolo particolare. Ergo, se non state attenti, potreste farle esplodere invece di farle solo cadere e metterle in saccoccia, obbligandovi a rifare la trance di livelli daccapo.
Ragionate e ponderate bene prima di sparare dunque. Finita la storia potreste giocare in Multiplayer o contro la CPU, o spendere tutti i soldini guadagnati alla fine di ogni stage per l’acquisto di nuove modalità, bolle speciali e tanto altro. Le modalità extra presentano: un Pressure Mode, dove ogni livello deve essere risolto con l’unica bolla a disposizione in meno di cinque secondi (bastardissimo), un Puzzle Mode classicissimo con trecento livelli divisi in sessanta stage (rilassante) e un Factory Mode dove risolvere le decine di schermi con le bolle messe a disposizione dalla CPU (rompicapeggiante).
Se non foste soddisfatti neanche di questo, potreste mettervi alla prova nel Challenge Mode da tre o cinque minuti, o in una sorta di modalità sopravvivenza chiamata Endless. Tutto ciò fino a quando non sparerete bolle dai vostri occhi o finché l’epic fail di Sony non si risolverà da solo. Si risolverà?
Il terrore creato da 8001050F è ancora in corso. L’ansia e lo stress dell’eventualità di perdere quattro run a Demon’s Souls, il gozzilione di ore a Star Ocean The Last Hope International e un bordello di trofei per non aver salvato su pendrive i save data di entrambi i giochi, mi sta rendendo terribilmente poco zen [alcuni gioni dopo ho scoperto che non si possono fare i backup dei salvataggi di quei giochi, grazie $ony, è sempre un piacere. NdA].
La cura Space Bust-A-Move è stata un mero palliativo. Leggere il più recente volume di Air Gear ti ribadisce solo di continuo che tipe così non ne troverai mai (Croissant Kamen Love). In Tv c’è Independence Day che è vecchio come il cucco. Urge un puzzle carino, semplice, accattivante, che riporti alla mente piacevoli ricordi (la bimba che da gggiovane ti devastava in sala giochi) e faccia produrre ampie dosi di serotonina.
Puyo Puyo 7 (DS, ntsc/j, SEGA) potrebbe fare al caso, salvo l’ingarbugliato idioma che stimola solo altro. Le opzioni che ci si presentano dopo il Press Start ci chiedono se vogliamo giocare da soli, in compagnia via wireless, con la wi-fi connection, guardare i record o cambiare le opzioni (e magari rivedersi le scenette sbloccate, ascoltare le numerose vocine di ogni personaggio e le musichette del gioco).
Sotto la modalità per giocatore singolo si nasconde l’intero cuore del gioco, un misto tra il Puyo Puyo originale, Puyo Puyo Tsuh e le ultime incarnazioni Fever. Lo Story Mode ci vede entrare in possesso del potere di allineare i Puyo caduti dal cielo proprio sulla scuola di Ringo (…), la protagonista, e farli sparire. Inizia così la caccia ai paffutelli, usati come mezzi d’offesa da parte di temibili invasori pronti a seppellirci sotto una marea di Puyo trasparenti e non.
Prima di iniziare la storia sarebbe bene farsi i tre corsi disponibili nella modalità Scuola, un training complessivo di tutto ciò che serve sapere sui migliori metodi per eliminare i simpatici blob, su come farli sparire in chain combo sempre più lunghe, artistiche e letali (ogni quattro Puyo eliminati, un Puyo trasparente andrà a disturbare il campo da gioco avversario) e su come entrare in modalità Henshin e Fever
Tokoton è invece la vera modalità per lupi solitari, dove sfidare la CPU in lunghe sessioni contro tutti gli avversari del gioco con le regole di PP, PPT o PPF, mettersi alla prova con solo i mini-Puyo o i giga-Puyo della modalità Henshin o sfidare se stessi nel risolvere semplici Puyo-problemi nel giro dei pochi secondi a disposizione (tira fuori X combo, fai sparire Y Puyo e via dicendo).
Vi è anche una modalità Free Battle dove allenarsi con i parametri che volete contro il computer. Grafica colorata, simpatia e nonsense a profusione, ultra giocabilità, longevità pressoché infinita, musichette un po’ irritanti e ripetitive e tanta carne al fuoco fanno di questa settima, ufficiale, incarnazione dei Puyo uno dei puzzle più accattivanti su DS. Abbassando l’audio e mettendo su i Pink Floyd nello stereo diventa tutto molto zen.






















