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Red Dead Redemption: il primo, vero simulatore di Clint Eastwood

L’antro atomico del Dottor Manhattan

Parliamo di Videogiochi vi presenta il meglio de L’antro Atomico del Dr. Manhattan. Tutti gli articoli di questa serie sono stati sgraffignati dal blog personale di Alessandro Apreda. Durante il processo di cut & paste, nessuna clausola contrattuale è stata maltrattata.

Sei cresciuto con il West tutt’attorno. Figlio di un sincero estimatore del genere, a nove anni avevi già ereditato e letto tutti e 73 gli albi della Storia del West di Gino d’Antonio. A dieci guardavi già con sospetto Tex Willer. A dodici avevi visto tutto Leone e il western revisionista in forzate maratone estive davanti alla TV: Un uomo chiamato cavallo, Soldato Blu, Corvo rosso non avrai il mio scalpo, Piccolo grande uomo. A quindici sei rimasto prigioniero di un cinema per tre ore e mezza senza viveri e generi di conforto per guardare Balla coi lupi.

In buona sostanza, era tutta la vita che aspettavi un gioco d’ambientazione western veramente con i controattributi. E dopo gli incerti Red Dead Revolver e Gun, dopo i preti pederasti del primo Call of Juarez e la struttura barbona da mod di Call of Duty del secondo, quel gioco finalmente, dall’Argentina (come avrebbe detto la Carrà dei bei tempi), o più realisticamente da San Diego, è qui. [...]

Volevi un titolo in cui, messi gli stivali in una polverosa cittadina di frontiera dimenticata da Dio, nei panni di uno straniero senza nome, di un meticcio indiano, di un ex disperato con la faccia sfregiata e lo sguardo di ghiaccio, avresti fatto il giusto per far rispettare la legge. In cui fosse possibile farsi un giro di carte al saloon, resistendo alla tentazione di sparare al pianista perché suona dimmerda, ma facendo volare subito dopo i cazzotti perché un baro ha cercato di fregarti. Attraversare il deserto al galoppo, fermarti per un fuoco di bivacco sotto il cielo stellato, poi finire con calma il caffè e rimetterti sulle tracce di quei cazzo di banditi. Andare in giro ad ammazzare le bande di fratelli fuorilegge (che nel vecchio West se avevi più di quattro fratelli maschi dovevi fare il bandito. C’era scritto sulla costituzione) ed esser pagato per farlo. Sapere che i due maraldi che ti inseguono al galoppo potresti atterrarli subito sparando ai cavalli: ma visto che quelli non ti hanno fatto niente, preferire farsi fischiare attorno per qualche secondo di troppo le pallottole pur di beccarli in piena fronte. Gli stronzi.

E ancora: inseguire un treno al galoppo per il gusto di farlo, prendere al lasso un mustang selvatico, dare l’assalto a un fortino dietro cui si sono asserragliati i bastardi con cui hai un conto in sospeso, condurre un carro lontano dal pericolo con un ultimo colpo di re(di)ni, cercare un tesoro, trovare invece al suo posto un amico, chiederti cosa cazzo te ne fai nel selvaggio west di un amico, risponderti che, oh, meglio quello che un calcio nelle palle.

Fare il filo alla bella ranchera fingendo di non cagartela come Clint, smontare da cavallo al volo come Clint, entrare nel saloon di un altro buco d’Inferno come Clint, squadrare tutti con occhio stretto e sopracciglio severo come Clint, estrarre il ferro come Clint, masticare tabacco per rimetterti in forma dopo che le hai prese (ma solo perché sei stato attaccato vigliaccamente alle spalle, chiaro) come Clint.

Bene, Red Dead Redemption ti offre tutto questo, e pure qualcosa d’altro. Nelle prime tre ore di gioco ti sei sentito per la prima volta libero come mai prima d’ora in un titolo del genere. Finalmente free in un ambiente free roaming. Hai riscoperto il piacere ormai perduto di andartene in giro a cazzeggiare, senza neanche il bisogno di fischiettare qualcosa, che le musiche di RDR sono fischiettate già all’origine. Ma prima di concludere con il FINALE CARICO DI ENTUSIASMO E SPERANZA©™, un paio di cose del gioco Rockstar che non ti sono piaciute proprio manco per niente.

1) IL RANGER GALOPPATORE SOLITARIO
Se attraversi al galoppo la terra di nessuno, ti aspetti di incrociare, come pur accade nel gioco, qualche derelitto al piccolo trotto. Un carro conestoga con un vecchio baffuto a cassetta. Due tizi che cavalcano affiancati (saranno banditi? Saranno mica di Brokeback Mountain? Saranno cazzi loro?). Non sempre lo stesso tipo che galoppa come un pazzo in direzione opposta alla tua, tenendo perfettamente la destra, come se fosse la statale che collega sulla costa dell’alto Tirreno calabrese Paola (CS) a Diamante (CS). Questa strada non è abbastanza grande per tutti e due, coglione.

2) WILD WEST vs WWF
RDR ti chiede di ammazzare tutta una serie di poveri animali che non ti hanno fatto nulla. Così, per completare delle sottomissioni, o per scuoiarli e rivenderne la pelle. Ora, capisci il grizzly o il puma feroce che vuole ucciderci (cit). Ma tutto il resto? Clint (che, lo ricordiamo, a inizio carriera andava in giro con un orango) avrebbe ammazzato al massimo un paio di serpenti a sonagli, che quelli stanno sui coglioni a tutti. Un avvoltoio, tié, se proprio gli ronzava sulla testa mentre era ferito a terra. Ma non è proprio possibile che appena sceso dal treno, la prima volta che devi usare un’arma e sparare nel gioco a degli esseri viventi, si tratta di ammazzare a fucilate dei poveri conigli. Cioè, sei lì per far trionfare il bene, per essere il miglior Clint Eastwood che si sia mai visto da quelle parti dopo Clint Eastwood. Non per sterminare la famiglia di Tippete il coniglietto.

3) LO SCIOPERO DELLE BATTONE
Le baldracche da saloon che hai incontrato finora non erano interattive. Questo non fa molto il selvaggio west che conosci.

4) COSA CI FACEVA UNA SPUTACCHIA DI COWBOY SU UNA SCALA? SALIVA
Non si può sputare in terra. Sì, va bene, sarà una cosa marginale. Ma tu un cowboy che non sputa in terra, per poi passarsi il dorso della mano sulla bocca, ruotando lentamente la testa di lato, non l’hai mai visto.

Ok, ora, come promesso, il FINALE CARICO DI ENTUSIASMO E SPERANZA©™

Non hai ancora incontrato gli indiani. Ce ne saranno poi rimasti di indiani nella frontiera del 1911? Boh. Magari da qualche parte alla fine li trovi, magari in una riserva, a drogarsi e vendere le collanine ai turisti. Ma non c’è fretta. Anche se ti dicono che ti chiami John Marston, sei finalmente lo straniero senza nome della tua personalissima epopea del vecchio West. Sei il primo protagonista buono in un gioco Rockstar. Sei Clint Eastwood. E per tutta la teppaglia là fuori ora sono cazzi.

Scritto da Dr. Manhattan

Come quelle di James Howlett, anche le sue origini sono state a lungo avvolte dal mistero. A giudicare da una inedita puntata pilota del suo serial, comunque, pare sia nato a metà dei 70. Nel 1999 riesce a trovare con Computer Games un lavoro che gli permetta di dar libero sfogo alla sua natura di ludowanker. Ma dopo due anni cede al fascino oscuro dell’home video. Segue un esilio di qualche stagione, in cui è editor di DVD Magazine e progetta e lancia testate di culto quali Horror Mania e Digital Japan. Tra i pro, indubbiamente la cena con Sylvia Saint, l’incontro con il vero Uomo Tigre, le telefonate da parte della Bellucci. No, davvero. Nel 2005, roso dall’invidia per l’aver bucato il party di PlayBoy The Videogame nella Mansion di Hefner, torna ai VG, come responsabile editoriale dell’area Videogames & Cartoons di Edizioni Master (PlayGeneration, WinGiochi, Master Console). Spalleggiato dall’insonnia, trova il tempo per scrivere un racconto sci-fi (vincitore del concorso Spacewave, e pubblicato nel volume omonimo da Fanucci. Bontà loro) e la graphic novel fanta-thriller Ethan?. Quando il lavoro non lo spedisce in giro per il pianeta, a mangiare cose improbabili, vive su al sud.

  • http://twitter.com/ILMarx Andrea Marcelli

    Stavo per scrivere la stessa cosa… Con l’aggiunta di questo: il gioco è americano? E’ statunitense fino all’osso?

    Perché, se è così, credo che stiamo incorrendo in un clima di austerity e bigottismo generato dal capitalismo americano.

    E’ vero, oggi sono stanco… ma non mi metto qua a scrivere per dirvi che negli USA le lobbies bigotte sono molto potenti. Camp Jesus non l’ho nemmeno guardato fino alla fine!

    Fatto sta che, come ben sappiamo, se nel gioco sono incluse scene ambigue o di sesso, il realismo viene premiato, il gioco diventa un cult (vedi Duke Nukem), ma ci si esclude una fetta di mercato: i pidocchiosi infanti. Per questo ho menzionato il capitalismo e non quei quattro buzzurri che bruciano il Corano in piazza.

    Ora, io non dico che dev’essere tutto tette e culi. Non sto incitando alla pornografia. Anzi… Sarebbe uno svilimento del pathos narrativo. La sessualità è tuttavia una componente importante della vita quotidiana di una persona ed ignorarla, come al solito, mi sembra un segno di timore da parte degli storytellers di infrangere un qualche tabù commerciale… un VM 18 che eliminerebbe automaticamente una fetta di vendite.

    Il fatto che le battone “ci siano” è comunque encomiabile, visti i tempi che corrono. Ditemi… sono curioso: vabbè che non la danno, ma si possono avere interazioni dialogiche? Sono incluse in qualche trama? Se risponderete di sì, mi dirò soddisfatto: è il 1800 (1911, ma il West arriva sempre in ritardo) e siamo nel pieno trionfo della morale vittoriana che prende puttane, matti e derelitti e li rinchiude nei rispettivi posti, dando il via alla famosa biopolitica e creando il presupposto per una gestione razionalizzata dei vizi che sfocerà nel sistema legale ancora vigente in parte degli stati del pianeta. Perciò, se mi direte che c’è qualche trama con le signorine (cortigiane, marchettare, etere, adescatrici, meretrici, mignotte…) allora mi avrete fatto felice e considererò l’atteggiamento del protagonista come un fatto di trama.

    P.S.: Mi sovvengo del fatto che nella mia gioventù è sempre stato più facile partecipare a giochi violenti anziché a giochi con componenti erotiche (anche minime o velatissime). Passi la salute mentale del bambino, ma ho sempre ritenuto il sesso molto più naturale di una mitragliatrice pesante — non è che qua mirano a ri-orientare i nostri istinti verso un qualcosa di differente e molto, molto più gore?
    P.S.2: Mi sovvengo pure che, ultimamente, tra VEVO e altre minchiate di youtube becco sempre video censurati nei testi delle canzoni. Alla faccia di parental advisory: Bad Touch dei Bloodhound Gang (che è una grandissima e molto esplicita metafora della trombata) non ha una riga di censura finché non dicono la parola “doggy style” (“a pecorina”). Wheatus, che nel 2001 giravano con Teenage Dirtbag (e il protagonista di American Pie che interpretava uno sfigato a scuola), non sono censurati quando dicono “her boyfriend’s a dick”, ma lo sono quando dicono “he comes to school with a gun”. Un miracolo di buon senso, finalmente?
    P.S.3: E’ ormai chiaro che l’OT regna sovrano. Spero che questa mia acidità mattutina (ma neanche troppo) almeno vi faccia ridere… Però ribadisco: viva Clint Eastwood e sappiatemi dire sul livello di interazioni dialogiche presenti in gioco con personaggi femminili. Grazie.

  • http://smeraldo.tumblr.com/ Luca Smeraldo

    Questo gioco tecnicamente rompe il culo a GTA4. Ed è anche fottutamente divertente!

  • IvanDalsanzDalSanto

    Si si ,Marston è sposato,

  • Mr Rud

    confermo, Marston è l'evoluzione del personaggio Rockstar: si è partiti dal gangster Tommy Vercetti, per poi passare a due figure costrette dal loro passato ad assumere atteggiamenti violenti (Carl Johnson e Nico Bellic), fino ad arrivare a Marston padre di famiglia: moralmente ambiguo ma cosciente delle conseguenze dovute alle sue azioni (il sistema di fama/onore, anche se abbozzato, da un certo spessore alla figura)

  • http://www.parliamodivideogiochi.it Tommaso De Benetti

    Mi si dice che Marston sia un uomo sposato e integerrimo, poi non so, devo ancora ordinarlo (farollo).

  • IvanDalsanzDalSanto

    Già il fatto che le battone non te la danno…..ma apparte gli scherzi bel gioco anche se la trama è una delle piu classiche già viste magari in qualche film,vabbè un gioco non è mai perfetto. Diciamo che è un grand theft auto nel west. (cioè cosa molto positiva) ;D