Time Waits for Nobody – 13 – Parte 2

28 mag 2010 di

Time Waits for Nobody – 13 – Parte 2

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Final Fantasy III

L’operazione mungitura continua. Dopo aver cercato di raggiungere il record di Falcom per il numero di remake di YS I & II, inserendo Final Fantasy I & II a momenti anche nelle colonnine automatiche che ti danno l’ordinazione in certi ristoranti in Giappone, Square Enix forse ha capito di aver stracciato i coglioni e che era ora di proporre qualcosa di mai visto prima (in occidente), e sotto una nuova veste (in tutto il mondo). Final Fantasy III (DS, ntsc/uc, Matrix Software, Square Enix) è un piccolo sogno bagnato per chi non l’ha mai provato prima. O un simpatico incubo. L’incubo è l’essere ancorato al passato come struttura, mentre il bagnato deriva dal nuovo comparto grafico sbrilluccicante, curato e impreziosito dal character design di Yoshida Akihiko che si sposa incredibilmente bene con l’atmosfera del gioco.

Il passato, dicevamo. Incontri casuali spesso insopportabili (neanche quattro centimetri di schermo si riesce a percorrere in pace), difficoltà altalenante, ma comunque sempre elevata, niente save point nei dungeon, compreso il lungo stra-impegnativo livello finale. C’è tanta carne al fuoco in FFIII. Una storia molto semplice fatta di pochi dialoghi, una buona colonna sonora, tanta avventura in quella che sembrerebbe l’intera mappa del mondo, che si rivela poi esserne soltanto una parte. Varie navi volanti pilotabili e trasformabili, segreti da scoprire un po’ ovunque e una marea di Job con cui divertirsi.

Spariscono i ruoli fissi di FFII per ciascun personaggio e si torna alle classi-Job di FFI, ma con una varietà sorprendente. Ogni Job ha il suo comando peculiare e certi sono più indicati per determinate situazioni di altri, ma si può dire che si dividono essenzialmente in Job fisici, magici e un misto dei due. Nel caso la magia possa essere usata, non avremo MP ma un numero di utilizzi fisso per ciascuna delle otto categorie di magie disponibili, che aumenta ogni tot level up.

Gli incantesimi sono parecchi e vanno ancora una volta comprati e insegnati (massimo tre per ciascun livello), ma possono essere disimparati e reinsegnati quante volte si vuole. C’è l’imbarazzo della scelta, come per gli equipaggiamenti. Tutti hanno una cosa in comune: prezzi proibitivi. FFIII richiede impegno e molta dedizione e non è affatto adatto ad un’utenza giovane e poco smaliziata. Durante l’avventura molti “vecchi” non potranno fare a meno di notare quante cosucce siano migrate da questo terzo episodio al nono, ma anche a quello seguente. Avanti così.

FFIII

Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift

A metà del ’98 uno studente con molti problemi, quasi per caso riuscì a trovare un simpatico tizio che modificava la Pleistescion. Era giunto il momento di far finalmente girare i giochi mast… import. Mentre la piccola subiva atroci sofferenze, il bombolo telefonava all’importatore di fiducia dell’era Megadrive Jap e si faceva spedire in contrassegno una copia di Final Fantasy Tactics. Vita sociale definitivamente svanita (ma gli rimanevano sempre la palestra e i capelli nel lavandino con cui giocare).
Vari anni dopo, in un altro contesto e in un altro luogo, s’impossessò di una copia di Final Fantasy Tactics Advance. Again, fu la fine. Qualche settimana fa, Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift (DS, ntsc/uc, Square Enix) ha fatto capolino a casa sua per pochi $Cad, e non ha resistito a provarlo. Qualcuno parla di una luce proveniente da uno sgabuzzino verso le cinque di mattina e di vari “ih ih ih” uditi nei paraggi. Non una, ma più volte.

Grimoire of the Rift è sostanzialmente una versione migliorata del precedente FFTA. L’enorme rottura delle leggi che cambiavano coi giorni, mentre si camminava sulla mappa, è solo un ricordo. Ora le leggi sono fisse per ogni locazione o possibile combattimento, e sono pure meno rompiscatole. Infrangerle non manda più il reo in prigione, ma si perde solo la possibilità di resuscitare i personaggi durante gli scontri, oltre alle ricompense elargite dal Giudice a fine tenzone per aver rispettato la legge.
Il gioco è ancora uno strategico con campi di battaglia in prospettiva isometrica, inquadratura fissa, un bordello di missioni da portare a termine (quattrocento credo), di cui neanche venti per la trama principale, davvero un insulto alle capacità del giocatore medio. Ci sarebbe voluto davvero tanto a fare uno story mode più lungo, appassionante e articolato? Perché i personaggi unici me li devo beccare verso la fine delle missioni quando ormai d’imparare, cambiare e cincischiare con decine di Job e abilità la voglia è ormai passata da un centinaio d’ore?

Il livello di difficoltà poi è ridicolo. Al posto di Normal potevano scrivere kids. Comunque sia, il gioco riesce ad elargire ottimi momenti di strategia (a livello Hard), intervallati dalle solite lungaggini dei giochi nipponici, anche se la varietà delle missioni è praticamente nulla. O si ammazza qualsiasi cosa, o la si cattura, o si consegna un oggetto. Quasi tutte le missioni possono essere risolte inviando la truppa giusta, ma recarsi di persona è meglio (più exp e ricompense in saccoccia). Molte richieste possono essere completate più volte, in quanto cicliche (si ripetono di anno in anno), e la raccolta di tutti i materiali per sbloccare ogni equipaggiamento nel Bazaar (a cui sono legate le abilità) non è particolarmente difficile. Ci vuole un sacco di tempo e pazienza, nient’altro.

Bello graficamente e musicalmente, ultra longevo ma con una trama poco interessante. La sensazione maggiore che ho avuto è che si sia cercato di riempire il gioco il più possibile di numerosi elementi, gettati alla rinfusa. Elementi che se fossero stati studiati e amalgamati meglio avrebbero generato un titolo più appassionante e mastodontico. Ma ai causal non gliene sarebbe fregato un cazzo, e addio vendite…

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  • http://twitter.com/rikkomba Da Livin' Rikkomba

    Ah, ecco, mi chiedevo chi ci fosse dietro Mangastream ITA. Forse.
    Io personalmente avrei tagliato qua e la' il pezzo, sintetizzando a dovere con un:

    “Square Enix : Final Fantasy Tactics = Popolo Ebraico : Jesus Christ Superstar”,

    o, come diceva Nilla Pizzi,

    “Mi creda, quando si è arrivati in vetta si può solo scendere”.