Terra Bruciata – 2
Mi si dice che sono una persona malvagia, che Terra Bruciata è una rubrica di cattivo gusto e che dovrei almeno mandare agli autori dei pezzi citati un cesto di frutta per scusarmi con loro. L’oroscopo di oggi però mi comunica che “Come d’incanto il cielo si schiarisce, il futuro è libero da ostacoli insormontabili. Ogni rapporto interpersonale diventa leggero e all’orizzonte si intravedono buone possibilità di una piacevole love story”. Avanti tutta, quindi, perché le stelle sono dalla mia parte e, al contrario di voi, stasera forse trombo pure.
Chiedeva qualcuno: ma qual è lo scopo di Terra Bruciata? La risposta più sincera e ovvia, è ristabilire la dignità del randello come strumento educativo. Quella appena un po’ meno ovvia, è dimostrare che scrivere di videogiochi, per quanto sia per sua stessa natura un’attività superflua, è un compito che richiede mestiere, capacità critica e il completamento, almeno, delle scuole elementari.
Alcuni degli estratti citati qui sotto evidenziano come, con l’esca dei “giochi gratis”, alcuni portali riempiano le pagine di contenuti scritti da persone che a stento potrebbero reclamare il diritto di imbrattare un forum. Se vogliamo che al medium sia riconosciuta una dignità propria, non è forse il caso di pretendere una critica di qualità perlomeno non infima?
Nell’episodio di oggi, sempre senza citare le fonti direttamente, in nome della carità cristiana, Terra Bruciata prenderà in esame un’eccezionale recensione di Nier, recente tentativo action-rpg di Cavia / Square Enix, l’innovativa proposta di Miyamoto per l’educazione scolastica e un’opinione tutta da scoprire su Metro 2033, FPS ucraino dalle qualità altalenanti.
Ci dice il J.J. Abrams italiano descrivendo il finale di Lost:
“Appena iniziamo il gioco avremo tutte le abilità a disposizione in un livello in cui ci ritroveremo molto più avanti nella storia rispetto al punto di partenza , un’introduzione che viene spessa utilizzata nei giochi per mostrare al videogiocatore che verso la fine del gioco arriveremo a quella scena ma che all’inizio viene mostrata a metà.”
Peccato che parli di Nier. In un maldestro tentativo di spiegare un concetto familiare a chi abbia giocato almeno un Metroid in vita sua (ma basta anche Shadow Complex), il nostro scrittore preferito si aggroviglia in un loop spazio-temporale la cui unica via d’uscita è l’implosione dell’universo. Più avanti nella recensione, invece, lo leggiamo alle prese con la colonna sonora:
“Il sonoro vi trascinerà nel fantastico mondo di Nier , grazie a delle melodie adatte a ogni situazione avrete modo di giocare nei panni del protagonista sentendovi parte di esso , gli sviluppatori hanno creato un atmosfera che per ogni giocatore che amano il genere fantasy è un esperienza da non tralasciare.”
“Giocare nei panni del protagonista sentendosi parte di esso” è buona cosa, soprattutto per chi ha molto bisogno d’affetto. A parte questo, il flusso di coscienza, chiaramente ispirato ai capolavori di James Joyce, si premura di comunicarci che se siete un “giocatore che amano il fantasy”, Nier sarà ben felice di appoggiarvelo e rendervi partecipi di nuove indispensabili esperienze.

Passiamo invece a un argomento a me molto caro: l’educazione nelle scuole. Dice una news raccattata in giro per il web:
“Geniaccio di una Nintendo o meglio di un Miyamoto che Nintendo se l’è inventata. La proposta del magnate dei videogames è questa: una Ds in tutte le aule. Il papà di Super Mario e del board-fitness si sarebbe messo in testa di voler trasformare la piccola console portatile in un vero e proprio strumento pedagogico e sembra che ci stia ruscendo.”
Miyamoto ormai è un vecchio, ma addirittura pluricentenario? Chi l’avrebbe mai detto. Abituati come siamo a vederlo saltellare sul palco dell’E3 vestito da imbecille, quasi ci aveva gabbato. In un impeto di revisionismo storico che starà facendo rivoltare nella tomba Fusajiro Yamauchi, che fondò Nintendo nel 1889, sembra proprio che Nintendo stia “ruscendo” a trasformare il DS in uno strumento pedagogico. Guarda te.
Metro 2033 è invece il gioco più amato nelle facoltà a prevalenza femminile:
“I mostri sono poco vari ma molto agguerriti e ostici, difatti ci ritroveremmo sommersi da ratti mutanti, demoni volanti e i cosiddetti (in inglese) “Dark Ones”, ovvero bestie capaci di controllare la mente ed uccidere senza neppure toccare le persone. L’inserimento di questi nemici ha favorito un punto cruciale della storia,che rende il nostro personaggio unico,difatti Artyom è immune agli attacchi psicologici di questi nemici,inoltre vivremo delle visioni (molto simili a dei flashback) che in alcuni casi saranno addirittura giocabili e dovremo interagirvi.”
Uno si chiede: ma quali saranno questi attacchi psicologici? Mobbing? Dire al protagonista: “Come mai le russe son tutte fighe e i maschi sembrano tutti criminali di guerra? Sei brutto, sei grasso, sei unto e il taglio di capelli moscovita è un crimine contro l’umanità?”. Può essere che il protagonista Artyom sia solo uno molto sensibile.
Infine la colonna sonora di Metro 2033 sembra distinguersi come feature mai apparsa prima in un videogioco:
“Anche i versi dei vari mostri e demoni si presenta tra i migliori mai sentiti, con effetti audio a dir poco sbalorditivi, collegati dalla colonna sonora.”
Se la concordanza è un’opinione, è certamente un fatto che gli effetti sonori siano “collegati dalla colonna sonora”. Qualunque cosa voglia dire.
Non c’è però da disperare, poiché non c’è mai limite al peggio: per l’angolo de “nel frattempo, in una galassia nemmeno tanto lontana”, ecco un’altra prelibatezza random sul declino culturale del Paese. YouTube, si sa, è da sempre il pozzo nero che rigurgita la parola “alfabetizzazione” senza vergogna. Lo sa certamente l’utente che, sotto a un video dei 30 Seconds to Mars, sente la necessità di gridare al mondo (notare la doppia virgola per enfatizzare la pausa):
“mamma mia quesot è un bellissimo video e ammazzate a quei tokio hotel di merda,,fate vivere questi”
Io personalmente spero che ammazzino tutti, Tokio Hotel, 30 Seconds to Mars e pure fan in delirio. Alla prossima puntata!




















