Star Ocean The Last Hope International

25 mag 2010 di

Navigo nel mare infinito delle stelle…

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Il quinto episodio della serie, considerando anche Blue Sphere per Game Boy Color, giunge finalmente su PS3 forte di una conversione all’altezza.

“International” vuol dire che c’è ciccia extra.

È possibile cambiare la grafica dei menu e quella dei ritratti dei personaggi, scegliendo tra una in stile anime e una più seriosa; possiamo selezionare una delle lingue principali (per i testi) in cui il titolo è stato messo in vendita nella sua passata incarnazione, italiano compreso, e cambiare la traccia audio da Inglese e Giapponese. Una manna dal cielo, che consente di eliminare il doppiaggio anglofono abbastanza ridicolo e riappropriarsi delle voci originali, che calzano molto di più ai personaggi sia a livello di coerenza con quanto rappresentano che a livello recitativo. Il parlato inglese è infatti in grado di rovinare buona parte delle numerose cut scene, portando a zero il coinvolgimento, mentre quello nipponico è fin troppo curato: alle volte sembra più un “over acting”.

Star Ocean The Last Hope International

A seconda della direzione in cui si è deciso di sviluppare i personaggi (BEAT) si avranno bonus particolari che si attivano solo in Rush Mode o solo durante i Blind Side. A voi decidere quali bonus facciano più al caso del vostro stile di gioco. Testa bassa o metodo ragionato?

Last Hope International può essere definito come una versione HD del precedente episodio, Till The End of Time. Il che è un bene. Niente soluzioni alternative, niente passi più lunghi delle gambe o roba simile. È stato preso quanto di buono c’era in passato e lo si è potenziato, a livello di complessità poligonale, ampiezza delle aree esplorabili, nemici su schermo, effetti speciali e pupazzoni in 3D, rimescolando un attimo le carte per il battle system. Se da una parte delude l’esiguo numero di pianeti esplorabili, dall’altro la lunghezza dell’avventura è pienamente soddisfacente, con una consistente parte opzionale per i più temerari.

In ogni pianeta la superficie esplorabile è davvero ragguardevole, con varie locazioni interconnesse tra loro. Si viaggia a piedi, partendo ogni volta dalla propria nave spaziale, correndo da una parte all’altra dei giganteschi livelli senza avere la possibilità di trasportarsi direttamente da un punto all’altro del pianeta. I comodissimi save point-teletrasporti di Rogue Galaxy pare che nessuno li voglia imitare. Le cose migliorano comunque a fine gioco, rendendo più agevole il recupero, in alcuni casi solo parziale, di quanto vi siete lasciati dietro ad una prima esplorazione frettolosa.

I nemici vagano ancora per lo schermo. In certi punti i programmatori hanno esagerato, mettendone troppi, in altri invece non si vede anima viva. Il nostro pupazzetto su schermo, Edge, dispone di un’utilissima abilità per compiere un breve scatto con cui bruciare in velocità eventuali mostri avvicinatisi troppo. Se si viene toccati di lato o di spalle si subisce un attacco a sorpresa. Vale anche il contrario: sorprendere i nemici regala qualche secondo extra, che i supporter possono sfruttare per iniziare a recitare gli incantesimi senza essere interrotti dai colpi nemici, e che il personaggio controllato può impiegare per inanellare colpi e tecniche speciali.

Star Ocean The Last Hope International

Il gioco crea un save system data in comune a tutti i salvataggi. Ragionando un attimo e facendosi furbi è possibile ottenere tutti i trofei e completare l'intero enorme bestiario in una sola partita senza dover farsi il gioco daccapo quattro volte (suicidio).

Toccato un nemico saremo trasportati in un’apposita schermata con quattro mastini pronti a fare un massacro. È possibile controllare solo un personaggio alla volta, lasciando che la più che buona intelligenza artificiale gestisca gli altri. A seconda di chi è in uso diretto cambierà il corredo di colpi base e tecniche speciali disponibili. Edge è ovviamente la scelta adatta per menare le mani in maniera spettacolare. Spesso una buona scelta si rivela quella di proiettare i nemici più leggeri in aria per poi intercettarli al volo con combo, tecniche o magie. Più si colpisce e si viene colpiti e più la barra Rush di personaggi e nemici si caricherà. Raggiunto il massimo valore, gli avversari la sfrutteranno subito entrando in Rush Mode, diventando delle vere macchine da guerra, più forti in attacco e difesa e immuni a colpi critici o destabilizzanti. Raggiunto il valore massimo per il personaggio sotto controllo, sarà possibile decidere se sfruttarla o meno. Attivata, si godranno dei benefici di cui sopra, con la piccola aggiunta che se la si attiva in contemporanea ad una skill precedentemente assegnata ai tasti dorsali si entrerà in una particolare modalità dove ogni personaggio, premendo il tasto giusto al momento giusto, può inanellare una lunga combo con cui massacrare chi gli si para davanti. Ottimo modo per far scendere più velocemente i cospicui punti ferita dei pochi boss del gioco.

In battaglia è anche possibile portare a segno un Blind Side. Tenendo premuto O, aspettando il momento giusto come l’imminente impatto di un attacco e premendo sinistra o destra, sarà possibile aggirare l’avversario rallentando il tempo, posizionarsi alle sue spalle e infierire con colpi critici continui. Tecnica fra le altre cose necessaria per l’abbattimento di alcuni boss del gioco.

Mentre il caos imperversa sullo schermo (chi mangia Tales of a colazione avrà zero problemi a capire cosa accade) e qualche rallentamento fa capolino di tanto in tanto, si potranno guadagnare in maniera più o meno ragionata dei bonus dalla forma di piastrine, che andranno ad impilarsi nella Bonus Board a lato dello schermo. Ad ogni nemico ucciso con un colpo critico si avrà una piastrina azzurra (= 10% exp in più a fine battaglia); più nemici uccisi con lo stesso colpo daranno una piastrina gialla (= 10% soldini extra), per un massimo di quattordici piastrine (che andranno perse in parte nel caso il personaggio controllato subisca un attacco critico, totalmente se si spegne la console e si riprende in un secondo momento a giocare).

Ad ogni nemico ucciso, punto di raccolta esplorato o forziere aperto, si guadagnano SP con cui aumentare la forza delle proprie tecniche, la capacità dei talenti usati per la creazione di oggetti, la loro scoperta, l’effetto delle magie e altro.

Star Ocean The Last Hope International

In battaglia infine è possibile guadagnare un centinaio di Battle Trophies diversi per personaggio, compiendo determinate azioni come combattere tot ore, saltare 777 volte, portare a segno vari attacchi consecutivi ecc. I trofei sono interni al gioco e non centrano nulla con quelli registrabili sul PSN. Ogni venticinque trofei portati a casa si sbloccano vari bonus, come la collection delle voci dei personaggi o la possibilità di raggiungere il livello 255 invece di fermarsi al 200. Nel caso miriate a tutto il post game, 55 livelli extra sotto forma di bonus alle statistiche e aumenti HP e MP non sono per niente da buttare via. Qui però avrete già iniziato a sfruttare al massimo il sistema di creazione degli oggetti, unendo i numerosi materiali trovati per i vari mondi di gioco, nonché il sistema di sintesi per fondere due oggetti tra loro, per godere di svariati bonus da applicare ad armi, armature e accessori. Le opzioni sono numerose, un gioco nel gioco che viene solo sfiorato nell’avventura principale (povera Welch, nessuno le vuole bene).

Il cast di personaggi non è proprio originale ma si basa su vari stereotipi JRPG e anime. Può piacere o meno. Risultano un po’ strani i modelli poligonali durante le cut scene, che presentano proporzioni reali tranne per i volti (occhioni). Belli i capelli con tutte le righine e i movimenti fluidi, come alcuni dettagli sui vestiti. Completamente bocciata la resa dei materiali per le uniformi, che flickerano come non mai.

La storia non è nulla di speciale, con pochi momenti davvero buoni e parecchi altri che faranno inarcare il sopracciglio e corrugare la fronte. La sceneggiatura in vari punti fa davvero sorridere. Alcuni piangeranno. A livello musicale Sakuraba è sempre in forma, quindi niente da dire: va bene così com’è. Ottimo che vi siano vari battle theme ad allietare le orecchie.

Un buon titolo e il miglior esponente dei JRPG vecchio stile sul boiler, ormai snellitosi. [8]

console: ps3
sviluppatore: tri-ace
produttore:
square – enix
versione: pal
provenienza: giappone


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  • Stefano Lucchi

    Io ho giocato la versione normale uscita l'anno scorso su 360 e segnalo che cali di frame rate in questa versione non ne ho visti. Consiglierei comunque a prescindere la versione Ps3 perhè su 360 il gioco l'hanno dovuto dividere su 3 dischi e il mondo di gioco non sono riusciti a farlo stare tutto su un disco con il risultato che quando si cerca di sviscerare il mondo di gioco girandolo in lungo e in largo si deve ricorrere ad un disc swapping isterio come non ne vedevo dai tempi di Monkey Island 2 per Amiga..

    segnalo anche che i punti di teletrasporto sono presenti nel gioco, semplicemente li si sblocca quando si è già parecchio avanti. Di fatto, però, il gioco nella prima parte è più lineare perchè più votata alla narrazione della storyline principale perciò non se ne sente un bisogno così indispensabile (e anche se averli fin da subito non sarebbe stato male).

    sicuramente il titolo più consigliato agli amanti dei jrpg “classici” insieme a Eternal Sonata e Tales of Vesperia, per quel che mi riguarda :D