White Knight Chronicles International Edition
Alcuni anni fa, alla visione del primo trailer della nuova maxi fatica di Level 5, non riuscii a trattenere la bavetta. Dopo un processo di localizzazione sfiancante (impiegato non proprio benissimo), la bavetta ormai è scomparsa. Rimane solo indifferenza e un po’ di sbigottimento.
WKCIE è un mix di roba già vista. Nelle poco più di venti ore di gioco, prima che la trama venga troncata a metà e ci rimandi tutti a chissà quando, abbondano i riferimenti, le scene e almeno una doppiatrice presi di peso dai giochi Square Enix. Invece di prendere Rogue Galaxy come base e farne una versione esponenzialmente devastante si è andati a proporre una struttura da MMORPG con una campagna per giocatore singolo ridicola, e una storia che non appassiona minimamente, a causa di una recitazione e una direzione artistica opinabili. I doppiatori leggono e basta. La partecipazione emotiva è quasi a zero, il lip-synch è più sballato che mai, le espressioni dei volti sono quasi inesistenti, molti colpi di scena sono facilmente sgamabili e il Battle System è fondamentalmente il chiodo sulla bara del gioco (“International” e non mi metti l’audio Giapponese? Bah).
Graficamente carino, anche se con troppe texture in bassa risoluzione, musicalmente discreto, lento nell’esecuzione e troppo breve per il giocatore solitario, WKCIE non è proprio un buon biglietto da visita per Level 5 in questa nuova generazione di hardware.
Abbiamo un tipico giovane da JRPG che durante una festa a palazzo riesce ad intrufolarsi e viene coinvolto nel tentato rapimento della principessa, con conseguente fuga rocambolesca e ritrovo dell’antica armatura del White Knight. Guarda caso la principessa riesce a sciogliere il sigillo dell’armatura e il protagonista è in grado di usarla. Da lì in poi è tutto un cercare di riprendersi Ashe… cioè Cisna, fermare i cattivi, stare ai loro biechi ricatti che non intimorirebbero neanche un bambino dell’asilo, etc. Non c’è un cattivo che sia riuscito bene. Il Black Knight, Dragias, incute zero timore reverenziale, saranno le braccine ossute (hint!), sarà l’armatura nera slavata da sembrare una brutta copia di quella dei Giudici di un altro gioco. Il piccoletto grassoccio, Belcitane, è ridicolo solo a vederlo. Dovrebbe suscitare ribrezzo e fastidio, invece c’è solo da compatirlo. Il tizio con l’armatura verde, Shapur, presenta un design interessante, ma rimane un mistero fino alla fine. Scopi? Motivazioni? Progetti per il futuro? Le faremo sapere. Lasciamo poi perdere il Sephiroth di turno e il suo Puppet Master, magari se ne saprà di più nel prossimo episodio.
Se solo almeno ci si affezionasse ai protagonisti. Leonard è insipido, su Yulie potevano calcare di più la mano ma niente, Eldore dovrebbe essere l’Auron della situazione ma fallisce miseramente, Penelo… cioè, Kara, è piuttosto discreta, mentre su Caesar è meglio chiudere gli occhi e le orecchie. In definitiva il personaggio migliore è il vostro avatar, creato ad inizio gioco tramite un esaustivo editor e gettato nella storia come semplice spettatore, incapace d’esprimersi: la nascita del “silent spectator”? Il suo scopo è quello di essere usato nelle numerose quest, da solo, offline, o nelle medesime quest online insieme ad altri giocatori. WKCIE deve la sua brevità ad una semplice scelta di design, che annovera poche cose da fare nella campagna in singolo e relega un sacco di contenuti extra alla parte dedicata al proprio avatar e all’online. Parte delle enormi locazioni di gioco non sono completamente accessibili se non via quest o tramite New Game+.
Nel gioco si raccolgono materiali di ogni tipo ed è possibile potenziare le proprie armi (Enhance) e crearne di nuove, sbloccando varie ricette negli appositi negozi. Peccato che non serva ad un tubo nella campagna, venendo tutto relegato alla parte opzionale. Non ci è data la possibilità di affrontare con il party completo le quest offline e non è stato integrato meglio il sistema di potenziamento e sintesi nell’avventura principale. Il tutto a favore di un bordello di roba esclusiva per l’online. Tipico mezzo per aumentare la longevità del prodotto sulla lunga distanza, così che i pochi utenti che l’hanno preso non si scordino che ne arriverà un altro. Meglio l’umiltè di un Xenosaga Episode I.
Il Battle System di WKCIE non brilla per originalità né scioltezza. Abbiamo il controllo di un personaggio accompagnato da due gregari, con la possibilità di passare dall’uno agli altri aprendo un menu. Comodissimo. L2 e R2 sono stati dedicati ad uno zoom-in e zoom-out. Complimenti. Avvistati i nemici che scorrazzano per i fatti loro sullo schermo, potremo venire attaccati dai più bellicosi o ignorati dai più menefreghisti. Notare che, se attaccati, il più delle volte i personaggi non combinano nulla. Se le prendono di santa ragione finché il giocatore non sguaina la spada. Complimenti x2. Nel caso invece siamo noi ad attaccare un bersaglio, sguainando la spada… i gregari non faranno comunque nulla. Aspetteranno che prima colpiate il nemico per sguainare le armi e darvi una mano. Se non colpite per primi, non agiscono. Inutili.
Ogni personaggio parte con alcune tecniche e alcuni stili legati alle armi già padroneggiate. Basta equipaggiarle nell’apposita palette dei comandi e attendere che la barra apposita si carichi, dopo aver estratto l’arma per attaccare o usare una magia di cura o ricarica, oppure una combo. Più è pesante l’equipaggiamento difensivo e l’arma in possesso, più lentamente si caricherà la barra. Ma anche aggirandosi leggeri, la lentezza è sempre dietro l’angolo. Yaaawn.
La difficoltà del gioco è davvero bassa. Gli scontri normali filano via senza problemi, che si sia deciso i bersagli su cui avventarsi o che siano comparsi di colpo causa pop-up improvviso. Che si stia affrontando un avversario o sei contemporaneamente, il Game Over sarà difficile vederlo, pure contro i boss godzilliani.
Man mano che si colpiscono i nemici, se le prendono o si ammazzano pupazzetti in 3D, si guadagnano dei punti Action Chips (AC). Questi servono per usare le combo precedentemente settate, o per trasformarsi nel White Knight. Ogni arma del White Knight dispone di sette tecniche alloggiate sulla sua palette esclusiva, che sarà totalmente o parzialmente disponibile a seconda del livello di trasformazione.
Trasformati, inizieremo a pestare tutti senza ritegno. Le battaglie contro i nemici più grossi e le boss fight sono spettacolari e ben riuscite. Anche il White Knight deve sottostare ai tempi di carica della propria barra, per poi selezionare una delle tecniche a disposizione. Tutte consumano MP e ovviamente quelle più cattive ne consumano di più. Stare trasformati consuma MP, ergo finiti i punti magia si ritorna umani. Meglio gestirseli bene per non trovarsi umani con il boss di turno ancora in piedi. Ad ogni level up si guadagnano 4 punticini da distribuire al proprio stile (o agli altri), per imparare nuove tecniche o bonus. Con nuove tecniche a disposizione potete creare combo più complesse e spettacolari, adatte a certi tipi di nemici piuttosto che ad altri, devastanti a terra o sventratrici in volo.
Le possibilità sono moltissime, e con tre palette di comandi a disposizione (21 slot) ci si può sbizzarrire parecchio. Si possono concatenare solo i colpi del medesimo stile, magie a parte. Come se non bastasse la lentezza del Battle System, vi è un altro fattore che irrita all’inverosimile: se un nemico vi aggancia potete scappare, ma questo vi inseguirà come un indemoniato finché ne avrà voglia, continuando a colpirvi anche se tra lui e voi c’è una distanza siderale. Voi ovviamente per colpire dovete essere in range quasi perfetto. Si rivela anche inutile aggirare i nemici o muoversi con un obiettivo lockato, perché anche se gli siete alle spalle e lui colpisce dinanzi a sé, il colpo ve lo prendete in pieno lo stesso. Assurdo.
Se lo trovate usato a poco prezzo fateci un pensierino. [6]
console: ps3
sviluppatore: level 5
produttore: level 5
versione: pal
provenienza: giappone
























