Metro 2033

9 mag 2010 di

Taxiiiiiiiiiii

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Mentre scrivo, una nuvola di cenere si aggira nei cieli d’Europa a disturbare i voli aerei di mezzo mondo. Nonostante il Tg5, attraverso il suo specialista in panettoni e articoli di cancelleria, continui a tranquillizzarmi, non posso fare a meno di pensare che il mondo stia finendo. Tutta colpa della profezia dei Maya e del testo di una vecchia canzone di Marcella Bella.

Metro 2033 comincia più o meno così, con un cielo scuro e la carne che si rovina nel congelatore. Perché quando finisce il mondo, questo è bene che lo sappiate, non c’è nemmeno la corrente per ricaricare l’iPod. A volte so dove voglio andare a parare, a volte faccio solo cabaret per qualche paragrafo di troppo.

È nella disperazione di un mondo senza risorse e senza protezione che Metro 2033 sa cavarsela meglio. Le sue scelte di design, dal bisogno costante di ossigeno al realismo di alcuni menu, sono perfette per incastrare il giocatore in un universo senza vantaggi e comodità. Questo mondo di russi che parlano un pessimo inglese trasmette la rassegnazione di un’umanità che ha poche forze per combattere. Le armi rudimentali, gli ambienti claustrofobici, la raccolta minuziosa di ogni singola conchiglia del posto, tutto è pensato per tagliare le palle alle manie di esibizionismo del giocatore medio. E funziona, l’atmosfera è così avvilente e vissuta da riuscire a scoraggiare e a deprimere il superuomo armato che vive dentro di noi.

Il gioco sembra dedicare poca attenzione alla fotografia e alla regia

Spogliato del suo mondo in rovina, però, il gioco di 4A Games è un insulto alla comune idea di divertimento. Quando si tratta di giocare, infatti, le deliziose scelte di design, dal bisogno costante di ossigeno al realismo di alcuni menu, sono più dolorose che innocue. Perché il superuomo di sopra sa solo fingere di commuoversi con Hugh Grant e Sandra Bullock, poi si affitta un paio di Die Hard per passare la serata. Superato l’entusiasmo iniziale, quell’imbarazzante sensazione di impotenza e fragilità, ci si deve scontrare con la noia di azioni ripetute all’infinito e con tante camminate turistiche da far impallidire persino Assassin’s Creed 2. Perché quando non si è in compagnia di un tizio che parla, in Metro 2033, si è in compagnia di un tizio che ci cammina davanti.

E a salvarlo non ci pensa certo il gioco vero e proprio. L’fps dentro di lui è quanto di peggio possiate trovare nel disco di gioco: impreciso, buggato, fuori tempo, poco chiaro. Sia che si decida di rasare al suolo le ferrovie (impresa parecchio complicata), sia che si decida di inseguire nell’ombra vermi e scarafaggi, non c’è modo di venire a patti con il pachidermico sistema di controllo o con la schizofrenica IA dei nemici. La sensazione costante è di avere tra le mani qualcosa che non si ha il potere di controllare, un gioco talmente poco inquadrato nelle sue regole da sfuggire continuamente alla comprensione. Si può concedere la libertà di decidere in un videogioco, ma non si dovrebbe permettere di dubitare delle proprie azioni. In Metro 2033, invece, ci si può sentire intrappolati in un buco nero di programmazione.

Peccato veder sprecato tanto ben di Dio, però, perché quella gente silenziosa nei sotterranei potrebbe davvero dire qualcosa di interessante, potrebbe raccontare la sua vita nel buio e quello che si è lasciata alle spalle, e invece muore nascosta in un mucchio di comparse attorno a un fuoco. Quello che assapori non ti finisce mai in bocca, ma sbiadisce in lontananza asfissiato dal caos assordante del tuo immancabile interlocutore.

Vorrei giocare Metro 2033 un giorno, quello vero, quello che sa anche valorizzare le sue qualità e non solo amplificare i suoi stessi difetti. Vorrei un altro Metro 2033, perché questo è una brutta delusione. [6]

piattaforma: 360, pc
sviluppatore: 4a games

produttore: thq
versione: usa
provenienza: russia

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  • Stefano Lucchi

    peccato, sembrava interessante..

  • chkdsk1991

    Concordo, questo gioco è stato davvero una delusione: anche la storia è incomprensibile per non parlare dei personaggi piattissimi. L'unico aspetto da salvare è la grafica, davvero stupenda.

  • http://smeraldo.tumblr.com/ Luca Smeraldo

    Vito, conosco un sito “veramente provinciale” che gli ha dato 9 :D