God of War 3
GOW3 è come una gara di Formula 1: inizia con il piede a tavoletta e con sorpassi impossibili, prosegue con epiche battaglie tra piloti per guadagnare velocemente posizioni, e finisce dopo 5 giri a fare tutti quanti andatura. La velocità resta alta, ogni tanto qualcuno tenta l’azzardo, ma il resto della corsa non rende giustizia ai primi minuti.
L’inizio di GOW3 è devastante, originale quanto basta e talmente elaborato nel comparto tecnico che viene voglia di rigiocarlo anche solo per rivivere il trip. Un tripudio di azione, scelte registiche azzeccate e design galvanizzante, una combo assolutamente perfetta che pare realizzata in un miracolato momento di grazia. Il punto più alto di tutto il gioco è ad appena 10 minuti dall’inizio, poi si scema poco a poco, sebbene il livello medio rimanga comunque piuttosto alto, fino ad uno scontro finale che lascia quasi interdetti per le sue meccaniche semplificate. Non mancano sezioni esaltanti, come quella che fa il verso a Shadow of the Colossus, solo che qui il Colossus è alto come l’Empire State Building e un’unghia è grande dieci volte Kratos.
Potevano stupirci con gli effetti speciali, ed è proprio quello che hanno fatto. Kratos ha una quantità di poligoni ed effetti applicati che tutti i comprimari, Zeus a parte, sembrano tagliati con l’accetta. Meglio di Uncharted 2? Globalmente no. GOW3 snocciola sequenze di action-spettacolo con una computer graphic di quelle che vedi solo al cinema, con scenari talmente spettacolari e particolareggiati che fanno persino sfigurare il quasi tie-in Scontro Tra Titani, ma che vengono alternati a corridoi formati da quattro poligoni e texture piatte. Mediamente Uncharted 2 detiene ancora il primato, ma in GOW3 gli alti sono decisamente altissimi.
Una parte sostanziale, quella relativa ai Titani, pare sia stata eliminata dal gioco per motivi di tempo. Dovrebbe essere ripristinata, si spera, in uno dei download content
Santa Monica confeziona un prodotto privo di difetti ma che sembra aver paura di innovare. Il risultato è che, tranne in sporadici casi (vedi l’intro), sembra di rigiocare GOW in HD. Stesse meccaniche, combo sostanzialmente simili, il solito mostrone da cavalcare. Non sempre il boss-fight risulta efficace, nonostante i nomi altisonanti di questa tornata facciano pensare il contrario. Il ritmo sembra essere leggermente diminuito, specie nelle fasi puzzle che a volte vengono inanellate di fila in maniera poco bilanciata. Di spostare leve e casse si sono rotti un po’ tutti le palle, e qui c’è la grande idea dei coder, ovvero pescare a piene mani dalla softeca Playstation in cerca di ispirazione. Ecco allora la mini sezione stile Echochrome, quella stile DDR, quella stile Portal, ma è tutto talmente ben integrato che si può chiudere un occhio. Il combat system è ancora efficace, eppure la sensazione è che i programmatori abbiano cercato di strafare introducendo armi di dubbia utilità, portando a preferire l’uso dell’arma principale e di tanto in tanto quello dei preziosi Cestus. Più sensata invece la possibilità di usare le frecce senza doversi preoccupare di sprecare risorse magiche, come invece accadeva nei primi due capitoli.
GOW3 non è un gioco per educande, eppure spesso quest’ultimo episodio mostra scene di violenza un po’ troppo sopra le righe. Kratos pare esageratamente incattivito, non ci va per il sottile nemmeno con le donzelle; alcune situazioni stonano con un epilogo finale in cui il nostro si fa degli scrupoli quasi dimenticandosi di aver distrutto un attimo prima mezza Grecia senza battere ciglio. D’altronde Kratos è sempre stato un tipo di poche parole e dalla sberla facile, perciò non mi pare il caso di stare a sottilizzare proprio ora. [8]





















