Time Waits for Nobody – 12 – Parte 2
Soma Bringer
Soma Bringer (DS, ntsc/j, Monolith Soft, Nintendo) è un titolo a cui ha lavorato l’augusta coppia Takahashi – Saga più l’amichetto Mitsuda e tanta altra simpatica gente. Messe da parte sex dolls robotiche frigide, il Compass of Order, gente incappucciata, minacce interplanetarie, robot giganti che sparano proiettili infiniti e gente che tira giù mech e alieni a mani nude, gli augusti scelgono uno script e uno scenario più classico con dei risvolti finali piuttosto carini.La vicenda parte con l’incipit del 90% dei manga per ragazzi e di alcune delle opere nipponiche più famose (Uruseiyatsura/Lamù, Aa, megamisama!/Oh, mia dea!, Den’ei shōjo/Video Girl Ai ecc.): l’arrivo di una donna che sconvolge lo status quo. Ovviamente nuda, misteriosa, senza memoria, dagli strani poteri e dall’importante destino. No, fermi, dove andate? C’è altra carne al fuoco.
Tipo un’organizzazione militare che ne prende possesso, gente che vuole conquistare il mondo, ciò che sembra nasconde sempre qualcosa più a fondo, personaggi con uno spessore da cappottino termico…ok, tornate il prossimo mese, magari gira meglio. Per chi resta, sappia che i coniugi abbandonano il clima freddo e desolante delle atmosfere spaziali per dipingere un mondo molto colorato. All’inizio potremo scegliere chi controllare tra gli otto membri principali della settima divisione dell’organizzazione militare di cui sopra (otto sono pure i save slot a disposizione), la classe d’appartenenza e l’arma preferita. Classe e arma determinano le abilità che andremo a usare. Sarebbe stato bello vedere la storia da otto punti di vista diversi, la rigiocabilità sarebbe stata alle stelle, invece lo script è unico. Eroe ed eroina (non pensate male…) sono già decisi, come i supporter, i dialoghi, gli eventi ecc. Forse gli oggetti rilasciati da certi nemici sono più inclini alla vostra classe rispetto ad altre.
In sostanza, il personaggio scelto soddisfa solo il vostro gusto estetico. SB è un gioco molto lineare. Grazie ad un log e alle poche possibilità di scelta si sa sempre dove andare e cosa fare. Le side quest sono pochissime e si contano sulle dita delle mani. L’unica veramente importante sblocca uno scenario extra che parte benissimo (cut scene, dialoghi appropriati ecc.) per poi svilupparsi in una baggianata colossale, essendo più lineare di quell’altro tunnel rimasto in sviluppo per cinque anni. Sì, si può fare di peggio. L’esplorazione avviene su campi bidimensionali bellamente colorati, mentre i nostri personaggini in 3d zompettano tartallegramente impegnati in un button mashing continuo contro la fauna locale. ABXY sono programmabili assegnando abilità o l’attacco normale. Le abilità sono di vari tipi: ad esempio ve ne sono di automatiche, di supporto o a rilascio immediato e, tranne le prime, consumano Soma Points. Le abilità si imparano e potenziano assegnando liberamente (sono pure sottraibili) i punti guadagnati ad ogni level-up.
Il passaggio di livello ci porta in tasca anche Character Points, non reversibili, distribuibili sulle quattro statistiche base. SB non è altro che un numero elevato di cut scene incollate tra loro dall’esplorazione di dungeon in cui fare un massacro alla ricerca dell’equipaggiamento migliore con il miglior stat modifier e via dicendo. Potete giocarci anche in multiplayer, ma è ultra ripetitivo lo stesso. Se i personaggi vi piacciono e la storia vi piglia resterete soddisfatti per tutte le non molte ore che richiede il completamento di questo ajrpg. C’è una patch in giro con la traduzione in Inglese completa quasi al 98%. Diciamo che è lì lì prima dell’ultimo repulisti generale per poter essere completa, ma il lavoro fatto è davvero notevole. I dungeon extra sbloccati a fine gioco sono molto lineari ma aggiungono dettagli su trama e personaggi, cosa sempre ben gradita.

Super Stardust Portable
Dopo il ranting su Darius Burst del mese scorso Qualcuno mi ha fatto notare che su Psp c’è anche Super Stardust Portable (Psp, ntsc/uc, Housemarque, SCEA), porting ridimensionato della versione HD per il PSN. Ringrazio Qualcuno, anche se non sa che questo gioco l’ho abbandonato dopo poche partite. Bellissimo a livello grafico, con una miriade di colori, nemici, esplosioni e una buona sfida, dove occorrono cento occhi per tenere sotto controllo tutto e la prontezza di riflessi nell’usare la miglior arma nel migliore dei metodi ma… il feeling di un Asteroids iper pompato è troppo grande. E io Asteroids lo odio dal profondo, visto che me lo regalarono con Pole Position insieme al VCS 2600 un Natale di tanti anni fa e dovetti farmeli bastare per sei mesi (fino al compleanno), annoiandomi a morte in attesa che Battle Zone, Centipede, Missile Command e il feticcio Space Invaders (dum…dum…dum…dum…) arrivassero ad allietare i miei pomeriggi. Un’overdose di Asteroids non la consiglierei a nessuno.
Se vi piacciono alla follia i giochi arcade spettacolarissimi, facili da capire e frenetici, giusto per farci una partitella tra un break e l’altro, SSP fa al caso vostro. Se invece volete qualcosa che ancora oggi è uno spettacolo, smanettate un po’ e godetevi appieno Einhander sotto emulazione, uno di quei gioielli della bella Squaresoft di una volta.





















