Dante’s Inferno Animated
Sono un po’ deluso da voi. In questi mesi di assenza de La Tv che Videogioca mi aspettavo di ricevere decine di lettere di disperazione, almeno un paio con le lacrime a bagnare la carta, ecco. Devo quindi dedurre che sì, eravate disperati, ma così tanto da non riuscire a prendere in mano una penna (le vendono ancora le penne?). E allora eccomi di ritorno per un trittico di puntate dedicate a lungometraggi animati pensati in compagnia del reparto marketing. La prima tratterà di Dante’s Inferno Animated, un cartone tutto sangue e anime dannate che si prende la briga di raccontare la trama del videogioco per chi non ha voglia di giocarlo. La stessa identica trama, uguale uguale, solo senza il clone di God of War in mezzo ai coglioni. E non è mica una cattiva idea… Occhio che, come al solito, la rubrica è tutto uno spoiler.
1 – La scoperta
L’eroe del film compare su schermo, recita versetti della Divina Commedia insieme ad altri meno trecenteschi e si accorge che un cavallo nero lo segue a distanza. È di ritorno dalla naja a Gerusalemme e trova il padre e la promessa sposa uccisi. L’assassino, scoprirà dopo, è uno a cui ha trombato la ragazza in Terra Santa. Mentre è lì a spupazzarsi le tette del cadavere di Beatrice, però, arriva il diavolo e se la porta via. Per qualche assurdo motivo la giovane si era giocata la propria anima puntando tutto sulla fedeltà di Dante. E lui nega, nega sempre per la prima mezz’ora buona di film, poi il diavolo gli mostra un filmato messo su Youtube ed è costretto a chiedere scusa.
2 – Il matrimonio
Beatrice non la prende bene, visto che si era concessa (in senso molto biblico a giudicare dalle immagini) al suo amato solo obbligandolo a giurare castità fino al suo ritorno. Ma quello, poveretto, a Gerusalemme era tutto preso ad ammazzare infedeli, pure bambini infedeli, e la sera c’aveva voglia di qualcosa di buono. Comunque Dante era uno stronzo forte, lì a Gerusalemme, tanto che uccide un mucchio di civili solo per non sentirli frignare. Quando Riccardo Cuor di Leone (mi pare) arriva e vede quello scempio, però, è il fratello di Beatrice a prendersi la colpa. Per la felicità della sorella, credo, anche se lasciarla in mano ad un marito pazzo omicida e traditore non è poi questa grande idea eh.
3 – La famiglia
Il padre di Dante è una figura parecchio complessa in Dante’s Inferno. È un ciccione goloso, avaro, irascibile e violento. Una testa di minchia che all’inferno gli preparano un girone a parte insieme a Moggi. Per evitarsi 1000 anni di torture strazianti accetta pure di uccidere Dante. Però, a sua difesa, va detto che si preoccupa della vita di Beatrice e che, in assenza del figlio, non cerca nemmeno di battersela. Certo, in passato aveva spinto la madre di Dante al suicidio (la ritroviamo nel girone dedicato) a furia di legnarla, ma non si può certo essere perfetti. Quando la incontra, Dante prende la croce regalatagli da Beatrice (con all’interno una spina della corona di Cristo) e la assolve spedendola in paradiso. Chi gli abbia dato tutta questa autorità non si capisce, ma lui è un po’ così, fa un po’ come cazzo gli pare.
4 – Il peccato
Neanche troppo tra le righe, si può leggere di una chiara critica alla follia delle crociate e alla violenza da queste generata. Mi ha molto colpito, per esempio, l’assoluzione da tutti i peccati che i crociati ricevono prima di partire. Dante, almeno in apparenza, non sembra consapevole delle sue azioni perché, parole sue: “non può essere peccato se si è già stati assolti”. Lo vediamo quindi compiere le peggiori nefandezze certo di un fine giusto e sacro. Gli infedeli sono per lui carne da macello e non esseri umani. Quando il diavolo si mette a cavillare sulla validità di quella assoluzione, Dante si sente tradito, truffato, sperduto. Al diavolo, però, fotte una sega, che lui si vuole solo bombare Beatrice.
5 – La fine
Più che nel videogioco, dove prevale con troppa fretta il lato battona di Beatrice, la donna viene rappresentata come una figura angelica e pura. A parte quando si fa mettere incinta prima del matrimonio da Dante si intende. Quando il diavolo la minaccia con orribili torture o la tenta con infiniti piaceri della carne, lei resiste ed è ancora pronta a giurare sulla bontà del suo amato. Solo di fronte al fatto compiuto si lascia andare e infila la lingua in bocca al demonio. Alla fine Dante riesce a liberarla e a sconfiggere Belzebù grazie alla forza e alla sincerità del suo pentimento.
Senza dire la mia sul libero adattamento dalla Divina Commedia, giudizio che lascio alla sensibilità di chi legge, mi preme sottolineare la struttura di questo film d’animazione. Il cartone, infatti, ripropone gli stessi passaggi del videogioco con tanto di capitoli, nemici e boss finali. Cambiano le dinamiche e i tempi, ovvio, ma in generale si può parlare di vero e proprio riassunto (neanche troppo breve) del prodotto ludico. Un’alternativa per chi non ha voglia di giocare, per le masse, un modo per non sprecare una sceneggiatura magari convincente. Sono quasi certo che in futuro vedremo altro del genere…






















